A Roma la presentazione di Fiume Capitale europea della cultura 2020

Folto pubblico di diplomatici, giornalisti e personaggi della cultura italiana alla presentazione

Damir Grubiša, Jasen Mesić, Irena Kregar Šegota, Vojko Obersnel e Petar Škarpa

Dopo Parigi e Lubiana, Fiume Capitale europea della cultura 2020 si è presentata anche a Roma. Nella capitale italiana nell’ambito del Festival della Diplomazia si sono presentate le capitali della cultura del 2020, Fiume e Galway. Come parte della delegazione fiumana a Roma si sono recati il sindaco Vojko Obersnel e la direttrice del settore partnership e comunicazioni, Irena Kregar Šegota, mentre la città di Galway è stata presentata da Chiara Popplewell dell’Ambasciata irlandese a Roma e da Marilyn Gaughan-Reddan, direttrice del programma culturale di Galway 2020.
Le delegazioni hanno presentato i rispettivi programmi presso la sala conferenze Spazio Europa, nel palazzo dove sono situati gli uffici del Parlamento e della Commissione Europea. Inoltre, Irena Kregar Šegota ha tenuto una lezione agli studenti della Laurea specialistica in turismo presso l’Università Roma Tre sul potenziale turistico del progetto Capitale europea della cultura.
Come ha detto in apertura il rappresentante della Commissione europea a Roma, Vito Borelli, si tratta di un evento centrale per lo sviluppo del programma “Europa creativa”, nell’ambito del quale ogni anno due città europee vengono nominate, appunto, “Capitale europea della Cultura”. Quest’anno il titolo è andato all’italiana Matera e alla bulgara Plovdiv e grazie al buon risultato di quest’iniziativa il budget dell’UE è stato allargato di 200 milioni di euro.
Ultima barriera abbattuta
Il primo a prendere la parola è stato l’Ambasciatore croato Jasen Mesić, in virtù della rara occasione della coincidenza di due avvenimenti importanti – la proclamazione di Fiume CEC 2020 e la presidenza dell’Unione europea, che vedrà la Croazia come protagonista nel primo semestre del 2020 –. Mesić ha menzionato, inoltre, anche una terza coincidenza, proprio di pochi giorni fa, quando la Commissione europea ha concluso, dopo un vaglio attento, che la Croazia ha soddisfatto i criteri tecnici per l’entrata nella zona Schengen, e dunque i confini della UE verranno trasferiti ai confini orientali della Croazia, abbattendo così l’ultima barriera tra la Croazia e i Paesi dell’UE, Italia compresa.
Apertura culturale in primis
Il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, ha raccontato la storia del successo dei preparativi di Fiume che si è candidata per questo prestigioso titolo con il motto “Il porto della diversità”, in virtù del suo ricco passato e del multiculturalismo cosmopolita che ha fatto di Fiume – Rijeka un punto di riferimento sulla carta geografica europea. Per Obersnel, i pregi di Fiume sono proprio questa apertura culturale, dove diverse culture si incontrano e nel dialogo creano una nuova sinergia nei valori europei, che solo adesso possiamo apprezzare e trasmettere all’ Europa e al mondo.
La vice-ambasciatrice d’Irlanda a Roma, Chiara Popplewell, ha espresso un sentito ringraziamento al capoluogo quarnerino per la collaborazione tra le due città in questo periodo preparatorio per i grandi eventi del 2020 e ha salutato gli astanti in italiano e in croato, avendo alle spalle un’esperienza diplomatica nell’ex-Jugoslavia nell’immediato dopoguerra. “Alla Croazia ci legano – ha rilevato la Popplewell – non solo personaggi come James Joyce, che ha vissuto per un breve periodo anche a Pola, ma anche la storia delle migrazioni, che ha visto molti irlandesi e molti croati lasciare il Paese natio, mentre oggi l’Irlanda è terra di immigrazione; Galway conta il 25 % dei suoi abitanti immigrati e bene integrati”.
Massima collaborazione
A rivolgersi agli astanti sono state pure la direttrice del programma di Fiume CEC, Irena Kregar Šegota, e la responsabile di Galway CEC 2020 Marylin Gaughan Reddan; ambedue hanno illustrato dettagliatamente il programma degli eventi culturali che si svolgeranno durante il prossimo anno, mettendo in risalto anche lo scambio di artisti e eventi culturali tra le due città, cosa che non si è vista finora in questo programma. D’altronde, sono proprio queste le innovazioni che hanno portato a Fiume il premio “Melina Mercouri” per i preparativi per l’anno successivo, dando ancora più pregio alla città e anche all’équipe che ci ha lavorato.
Infine, le presentazioni sono state corredate da filmati che hanno illustrato i programmi e le specificità delle due città. Da notare, oltre al breve filmato di Dalibor Matanić su Fiume, anche la menzione del suo complesso retaggio culturale, del quale fa parte anche il poeta Gabriele D’Annunzio con la sua visione di “Fiume, città olocausta” e il patrimonio artistico italiano tra le due guerre, che hanno trasformato Fiume in una città moderna, all’avanguardia dei movimenti culturali dell’epoca.
Tra i presenti, oltre a molti ambasciatori, giornalisti delle testate romane e italiane, anche i fiumani dell’esodo, come Franco Papetti, presidente dell’Associazione Fiumani nel mondo, e Marino Micich, direttore dell’Archivio storico di Fiume.
Dopo la presentazione, gli astanti sono stati invitati a un rinfresco di specialità locali delle due città – le famose ostriche di Galway e l’altrettanto nota e apprezzata Žlahtina di Veglia.

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