Luka Čičin Šain: «Non è un’influenza, ma virus meno aggressivo»

Alla Facoltà d’Economia conferenza online del titolare del Centro di ricerca per le malattie infettive Helmholtz di Braunschweig, in Germania

Luka Čičin Šain è un ex alunno della Scuola media superiore italiana di Fiume

Il Professore Luka Čičin Šain, ex alunno della Scuola media superiore italiana di Fiume, laureato alla Facoltà di medicina fiumana e oggi a capo del Centro di ricerca per le malattie infettive Helmholtz di Braunschweig, in Germania, ha tenuto ieri una conferenza online sul tema “Pandemia SARS-CoV-2, verità e abbagli”. La conferenza è stata organizzata dall’Associazione degli Alunni della Facoltà d’Economia di Fiume.
Grazie a una recente scoperta effettuata dal team guidato dal prof. Čičin Šain, la scienza è sempre più vicina alla scoperta del farmaco per la cura del Covid-19. Infatti, i ricercatori sono riusciti a identificare gli anticorpi che impediscono al coronavirus di colpire le cellule umane. Sono in corso ulteriori ricerche con l’obiettivo di sviluppare un farmaco per la cura dei malati più gravi.
Nella sua relazione, il prof. Čičin Šain ha toccato diversi argomenti importanti per capire meglio questo virus che ha messo in ginocchio il mondo. Lo ha fatto partendo da una buona notizia: l’infezione non colpisce i neonati e i bambini in tenera età. Il rischio aumenta con l’avanzare dell’età, soprattutto dai 50 anni in su. Solitamente la causa dei decessi è la polmonite, ma anche altre complicanze cardiovascolari e renali.
Studiando il genoma del virus SARS, è stato escluso sia stato prodotto in laboratorio, come sostengono alcune teorie del complotto. Il virus è stato trasmesso dagli animali, molto probabilmente dai pipistrelli, com’è stato per altre infezioni quali l’HIV, l’ebola, il MERS e il SARS. Quant’è pericoloso questo virus? Lo scienziato sostiene che può essere innocuo, ma anche letale, ed è sbagliato paragonarlo all’influenza. È molto più pericoloso e lo dimostra il numero dei decessi in tutto il mondo.
In tema di seconda ondata dell’epidemia, il prof. Čičin Šain ha osservato che nella prima ondata il numero dei decessi è stato superiore rispetto a quello dei contagiati, mentre nella seconda avviene il contrario. Il motivo? Le infezioni sono meno aggressive. Proprio per tale motivo, è fondamentale mantenere il distanziamento sociale e indossare la mascherina. Infatti, queste misure riducono sensibilmente la quantità di virus che le persone contagiate possono trasmettere.
Buone notizie anche sul fronte del vaccino. Sono 11 quelli entrati nella terza fase di sperimentazione clinica, nell’ambito della quale il vaccino viene somministrato a un numero elevato di persone. Nessuno di essi, però, è stato ancora approvato. Sono invece sei i tipi di vaccino parzialmente approvati, ma nessuno di questi dall’Unione europea. Entro la fine dell’anno o all’inizio del 2021 alcuni di questi verranno approvati, ma per la produzione massiccia bisognerà attendere un altro po’.

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