«La Croazia non è un’isola. E il 1.mo febbraio…»

Due suore con la mascherina e i guanti. Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

“La Croazia non è un’isola e nessun altro Stato può comportarsi come se lo fosse. Le misure antiCovid che verranno adottate nei prossimi dieci giorni saranno il frutto di colloqui con gli esperti e si baseranno sul quadro sanitario del nostro Paese”. Queste le parole di Davor Božinović, ministro degli Affari Interni e responsabile della Task force della Protezione civile nazionale durante il punto stampa tenutosi oggi a Zagabria. “Ora dobbiamo affrontare le nuove varianti del Covid. Attualmente la situazione è buona, ma stiamo attraversando un momento molto delicato. È molto importante proseguire su questa strada per poter ammorbidire le misure di contenimento anche se il 1.mo febbraio non accadrà nulla di spettacolare in tal senso”.
Al punto stampa della task force nazionale per la lotta alla pandemia è intervenuto il ministro della Salute, Vili Beroš, che ha fornito un dato davvero incoraggiante relativo al quadro sanitario del Paese: ieri negli ospedali c’erano 110 malati Covid in meno rispetto alle precedenti 24 ore. “Attualmente 1.603 pazienti hanno bisogno delle cure ospedaliere di cui 151 sono attaccati al respiratore, ossia due in più rispetto al giorno prima. Come vedete se da un lato abbiamo una diminuzione dei ricoveri, dall’altra si segnala un leggero aumento dei pazienti gravi che necessitano della ventilazione meccanica il che ci induce a stare molto attenti”, ha dichiarato Beroš.
Da segnalare ancora che nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati confermati 902 nuovi casi di coronavirus (su 7.068 test effettuati) e sfortunatamente ci sono stati pure 27 decessi. La vittima più giovane aveva 43 anni e nessuna malattia pregressa. I casi attivi di Covid-19 sono 3.481. In isolamento domiciliare si trovano 15.622 cittadini.

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