Improvvisa scomparsa di Tonko Maroević

Tonko Maroević Foto: Pixsell

L’accademico Tonko Maroević è morto inaspettatamente all’età di 78 anni nella sua casa di Stari Grad sull’isola di Lesina (Hvar).  Uno dei più eminenti storici croati dell’arte, scrittore e traduttore, ha lasciato un ricco opus, numerosi libri e studi. Con il suo addio, la cultura croata ha perso una delle penne più significative che ha scritto per mezzo secolo numerosi testi di notevole caratura e ispirati dalla letteratura e dall’arte.
Anche se in quiescenza dal 2011, Maroević partecipava spesso e volentieri a eventi culturali e presentazioni di libri; l’ultimo appuntamento è stato proprio due sere fa con “Dobri naši zahodi”, di Damir Carić.
Tonko Maroević, nacque a Spalato nel 1941. Completò gli studi di Letteratura comparata e Storia dell’arte nel 1963 presso la Facoltà di Filosofia di Zagabria, dove conseguì il dottorato nel 1976 con il tema “Likovna umjetnost u hrvatskoj književnosti od moderne do danas” (Le belle arti nella letteratura croata dalla modernità al presente), pubblicato come libro nel 2007; dal 1965 al 1970 è stato assistente presso il Dipartimento di Storia dell’arte, mentre dal 1970 fino al pensionamento avvenuto nel 2011, ha lavorato presso l’Istituto di storia dell’arte di Zagabria. Dal 2002 è stato membro ordinario dell’Accademia croata delle scienze e delle arti.
Ha iniziato a pubblicare versi negli anni ‘60 del secolo scorso, con le raccolte di poesie in prosa “Primjeri” (Esempi) (1965) e “Slijepo oko” (Occhio cieco) (1969), nell’ambito della poetica generazionale del “ragionamento”. In seguito, la sua poesia ritorna alle forme tradizionali. In qualità di critico letterario ha seguito regolarmente la poesia croata contemporanea, occupandosi pure della letteratura croata più antica e di questioni italiane. Tra le tante collaborazioni quella con Lucifero Martini, scrittore, poeta, giornalista e storico caporedattore del nostro quotidiano, di cui tradusse diversi lavori e che a sua volta tradusse in italiano numerosi suoi scritti.
Ha redatto due antologie della poesia croata nel 1971-95 “Uskličnici” (1996) e nel 1996-2019 “Svjetlaci” (2019), nonché due antologie di poesia catalana “Bikova koža” (1987) e “Riječi za jedan lapidarij” (2018). Ha pubblicato numerose critiche d’arte e commenti su riviste e giornali, prefazioni a cataloghi e mappe grafiche, molti dei quali raccolti nel libro “Slikanje i slikama predgovaranje: pisani portreti” (2006), nonché le monografie su Nives Kavurić- Kurtović, (1986), Zlatko Kauzlarić Atač (1996), Vojin Bakić (1998), Antun Zuppa (2000) e Antun Babić (2002). Ha tradotto lavori da diverse lingue (G. Cavalcanti, Dante, F. García Lorca, G. Mascioni, G. Papini, F. Petrarca, R. Queneau, L. Sciascia e altri ancora).
Nel 2013 ha vinto il premio Vladimir Nazor per l’opera omnia, mentre nel 2018 gli è stato assegnato il premio Goranov vijenac per l’opera poetica e il notevole contributo alla letteratura croata.

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