Il Pil croato vola grazie al turismo

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Il Pil croato vola grazie al turismo
La spiaggia dell'albergo Monte Mulini, a Rovigno

Il Prodotto interno lordo (Pil) croato è cresciuto del 10,5% nel coso del 2021. In questo modo si è avuta un’aumento oltre ogni più rosea aspettativa, che ha superato anche i risultati registrati nell’anno pre-pandemico 2019. Inoltre, l’aumento del Pil croato è stato il secondo nell’Unione europea: a fare meglio è stata soltanto l’Irlanda con +13,7 per cento, mentre la media Ue è stata del 5,3 per cento. I dati sono stati resi noti dalla Commissione europea nell’ambito delle previsioni invernali.
È il turismo ad avere trainato la ripresa dell’economia croata, soprattutto grazie ai fantastici e inaspettati risultati ottenuti la scorsa estate, anche se va ricordato che la Croazia ha fatto tutto il possibile per attirare i vacanzieri, congelando praticamente tutte le misure restrittive, che sono rimaste in vigore negli altri  Paesi concorrenziali, come l’Italia, la Spagna, la Turchia e la Grecia. Il Pil è volato ad altissimi livelli grazie anche all’aumento della domanda sul mercato interno.
Sempre secondo il rapporto della Commissione Ue, nel corso di quest’anno l’inflazione, che corre in tutto l’Unione europea a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica e del gas, dovrebbe essere in Croazia del 3,5 per cento. Ma nel 2023 dovrebbe scendere all’1,6 per cento, al livello medio per l’eurozona, ma un po’ al di sotto di quanto previsto per l’Ue a 27.

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