Vittoriale degli Italiani. Cristiana sepoltura per Riccardo Gigante

Daniela Gigante si congeda dal nonno al termine di una cerimonia che entrerà negli annali del Vittoriale degli Italiani. Foto: Goran Žiković

Riccardo Gigante ha ottenuto cristiana sepoltura. I resti del senatore del Regno d’Italia ed ex primo cittadino di Fiume – rimasti occultati per decenni –, riposano al Vittoriale degli Italiani nel mausoleo voluto da Gabriele d’Annunzio. Gigante (Fiume, 29 gennaio 1881), si ricorda, in base alla ricostruzione della Società di Studi Fiumani di Roma, fu “ucciso, a guerra finita, insieme ad altri sette connazionali a Castua (località vicino Fiume) il 4 maggio 1945 senza processo e con atto sommario da un reparto partigiano su ordine della polizia segreta jugoslava OZNA. Del gruppo, oltre a Gigante, è stato possibile stabilire esservi il maresciallo della Guardia di Finanza Vito Butti, il vicebrigadiere dei Carabinieri Alberto Diana e Nicola Marzucco. Delle altre vittime è sconosciuta a tutt’oggi l’identità”.
Un grande raduno
Centinaia di persone sono giunte sabato scorso a Gardone Riviera per assistere ai funerali del senatore Gigante. Tra loro numerose autorità civili, religiose e militari. Al Vittoriale erano presenti i senatori Maurizio Gasparri e Pierfrancesco Gamba, l’On. Roberto Menia, mons. Francesco Andreis, vicario zonale (Garda) della Diocesi di Brescia, Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e alla Cultura della Regione Lombardia, i sindaci Roberto Dipiazza di Trieste e Carlo Masci di Pescara, i colonnelli Roberto Esposito (Onorcaduti) e Roberto Del Vecchio (comandante del 6° Stormo di Ghedi), ma anche tanti altri, a iniziare dal vicesindaco di Gardone Riviera, Gianpietro Seresina. Tra i presenti, oltre a decine di esuli fiumani, istriani e giuliano-dalmati e loro discendenti, c’erano pure connazionali giunti dalla Croazia. Non c’erano, invece, i rappresentanti della Città di Fiume. In margine alla cerimonia, il direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume, Marino Micich, ci ha detto che il sindaco Vojko Obersnel era stato invitato, ma che ha declinato l’invito richiamandosi a impegni assunti precedentemente.
Malinconica soddisfazione

Amleto Ballarini, Daniela Gigante e Giordano Bruno Guerri. Foto: Goran Žiković

Il funerale di Gigante (la funzione religiosa è stata celebrata da mons. Andreis) è stato preceduto dall’intonazione dell’Inno di Mameli e dal rito dell’alzabandiera (piazzetta Dalmazia), per proseguire poi nell’auditorium, dove Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione del Vittoriale, ha spiegato che quella che si stava celebrando era una giornata solenne. “La più commovente – ha rilevato – che sia stata celebrata al Vittoriale da decenni. Stiamo compiendo un atto di pietà umana e di solidarietà verso una vittima della guerra. E perché possiamo soddisfare una volontà di Gabriele d’Annunzio e del suo amico Riccardo Gigante che desideravano essere seppelliti insieme, vicino ad altri compagni di guerra e dell’Impresa fiumana”. “Questo sarebbe sufficiente a giustificare la nostra malinconica soddisfazione. Ma c’è di più. Con questa cerimonia abbiamo voluto ricordare anche la tragedia dell’esodo, che significa anche foibe, quando fiumani, istriani e dalmati vennero costretti a lasciare le loro case e la loro storia”, ha detto Guerri. A tale proposito ha ricordato che gli esuli guliano-dalmati, tormentati e uccisi da un vincitore spietato e crudele come tutti i vincitori, in Italia non furono sempre accolti a braccia aperte. “Oggi non compiamo un atto di ostilità o rancore, ma di pace in un luogo di cultura e di ricordo”, ha concluso il presidente della Fondazione del Vittoriale, esprimendo l’auspicio che al Vittoriale possa riposare anche Antonio Gottardi, morto durante il bombardamento subito dal Palazzo del governo di Fiume il 26 dicembre 1920 ed attualmente sepolto in Croazia.
Il vero patriottismo
Ai presenti si sono poi rivolti il senatore Maurizio Gasparri, che ha ringraziato il generale Enzo Vecciarelli (Capo di Stato Maggiore della Difesa), per aver reso possibile il riconoscimento dei resti di Gigante, identificati nel luglio scorso grazie ai test del DNA svolti dal RIS dei Carabinieri. “Nella mia vita politica e istituzionale – ha dichiarato Gasparri – ho fatto tante cose, ma la collaborazione con il mondo fiumano che ha condotto in modo infaticabile questa ricerca, l’aver potuto collaborare con Amleto Ballarini a questa vicenda, è la più importante che mi sia capitata nel corso della carriera. Una cosa che resta, una storia che celebra il vero patriottismo e che sono stato orgoglioso di poter raccontare a mia figlia”.

La platea e la balconata dell’auditorium del Vittoriale erano gremiti in ogni ordine di posti. Foto: Goran Žiković

La fine dell’oblio
Nel porgere i saluti del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, Stefano Bruno Galli, ha sottolineato l’importanza e la necessità d’insegnare ai giovani la storia dell’esodo e le vicende del confine orientale. “Sono particolarmente lieto della presenza degli studenti. È importante che voi siate qui. Lo dico perché chi è della mia generazione, quella degli anni ’60, ricorda che nei libri di storia c’era una pagina, vergognosa, della storia di questo Paese, quella delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, che era stata rimossa dalla narrazione pubblica. Con l’istituzione del Giorno del ricordo, potete studiare, affrontare e conoscere anche questo episodio”, ha notato Galli.
Standing ovation
Il presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, Giovanni Stelli, nel corso del suo intervento ha definito Riccardo Gigante un patriota e un martire dell’italianità. “Un personaggio poliedrico che meriterebbe di vedersi dedicare un convegno al Vittoriale”, ha detto Stelli, elogiando il suo predecessore Amleto Ballarini per l’impegno profuso nella ricerca del luogo di supplizio di Gigante e dei suoi compagni di sventura. E ad Amleto Ballarini le centinaia di persone presenti al Vittoriale hanno reso omaggio alzandosi in piedi al termine del suo discorso e premiandolo con un applauso scrosciante. Ballarini ha ripercorso l’epopea delle sue ricerche condotte nei boschi che circondano Castua, raccontando gli ostacoli nei quali si è imbattuto. Ha ricordato il prezioso aiuto fornitogli dal parroco della chiesa di Sant’Elena, don. Franjo Jurčević, oggi in congedo. Un sacerdote misericordioso, che, nonostante le avversità, non ha esitato a celebrare a Castua, per oltre due decenni, il 4 maggio, una messa di cordoglio e di speranza per Gigante e delle altre vittime. “Un sogno, sul quale era follia nutrire sentimento di speranza, si è avverato. Un impegno morale è diventato realtà”, ha concluso Ballarini.
L’orgoglio della nipote
Prima dell’inizio della processione dall’auditorium al mausoleo del Vittoriale, la nipote di Riccardo Gigante, Daniela, ha ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile il recupero e l’identificazione dei resti di suo nonno. “Sono orgogliosa che riposerà al Vittoriale. Mio nonno non è scappato, e scusatemi, ma non è da tutti”, ha concluso.
Il mausoleo
Quando decise di far erigere il suo monumento funebre, il Vate indicò i nomi di alcuni compagni di guerra e a Fiume, affinché i loro resti circondassero il suo sarcofago. L’arca destinata a Gigante era rimasta vuota fino a sabato scorso, quando l’urna con i suoi resti (avvolta nei Tricolori italiano e fiumano), un recipiente con i resti di alcuni fiumani infoibati e una cassetta con la scritta “Sacra terra di Fiume”, sono stati posti al suo interno.

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