Idrogeno. Italia, Croazia e Slovenia fanno scuola

Nella sede dell'HGK a Zagabra la conferenza sulla Valle dell'idrogeno dell'Adriatico settentrionale. L'appuntamento al quale hanno partecipato l'ambasciatore Paolo Trichilo e l'ex ministro Clini s'inserisce nel programma della Giornata della Ricerca italiana nel mondo. Coinvolta pure la CCIC-THGK

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Idrogeno. Italia, Croazia e Slovenia fanno scuola
Foto Roni Brmalj

Una tecnologia che oggi è solo immaginabile domani si trasformerà in un’opportunità di lavoro è d’impresa. L’impiego dell’idrogeno come fonte energetica al momento rappresenta un traguardo da raggiungere, ma considerati gli sviluppi che si stanno conseguendo in questo campo già tra 5 o 10 anni il suo impiego sarà possibile a costi competitivi in un vasto ventaglio di settori. Ad affermarlo è stato a Zagabria Stephen J. Taylor, coordinatore strategico della task force congiunta della Valle dell’idrogeno del Nord Adriatico (NAHV); la prima iniziativa transnazionale di questo tipo nell’ambito del programma Horizon Europe, sostenuta dal partenariato per l’idrogeno pulito. Il progetto lanciato a Portorose nel settembre del 2023 vede coinvolti 37 partner provenienti dalla Croazia, dall’Italia (in prima fila c’è la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) e la Slovenia.

Foto Roni Brmalj

La NAHV è stata al centro di un convegno organizzato oggi (12 aprile 2024) alla Camera croata d’economia (Hgk). L’appuntamento è stato organizzato dall’Hgk in concerto con la Camera di commercio italo-croata (CCIC-THGK) e con l’Ambasciata d’Italia a Zagabria, che ha inserito l’appuntamento nell’agenda della Giornata della ricerca italiana nel mondo.

A porgere il benvenuto ai relatori e ai numerosi interessati all’argomento sono stati l’Ambasciatore italiano in Croazia, Paolo Trichilo, la direttrice del Settore per l’industria e lo sviluppo sostenibile in seno all’Hgk, Marija Šćulac, Aldo Di Biaggio, presidente della CCIC e Vjekoslav Jukić, a capo del Settore per la politica energetica e la pianificazione della Direzione per l’energia del Ministero dell’economia e dello sviluppo sostenibilità.

Foto Roni Brmalj

L’importanza dei temi trattati (lo sviluppo della tecnologia tesa allo sfruttamento dell’energia ottenibile dell’idrogeno e le sfide legate alla decarbonizzazione) ha suscitato l’interesse di rappresentanti delle istituzione, del corpo diplomatico accreditato a Zagabria, del mondo accademico, dell’economia e della società civile sia croata che estera (tra i presenti pure Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno).

I lavori del convegno sono stati aperti dalle relazioni di Stephen J. Taylor e di Tamara Kelava, responsabile del Dipartimento per la politica energetica, l’ambiente e l’economia dei servizi (comunali) in seno all’Hgk.

Foto Roni Brmalj

Il programma contemplava due tavole rotonde. La prima – moderata da Andrea Perkov, segretaria generale della CCIC – era intitolata “Le principali sfide nella creazione di un’economia basta sull’idrogeno e come superare le medesime”. A trattare l’argomento sono stati l’ex ministro italiano dell’Ambiente, Corrado Clini, Bojan Reščec (RP Global, Wind energy Group e Hgk) nonché Vjekoslav Jukić. Il secondo panel – moderato da Željka Rukavina (consulente indipendente presso il Dipartimento per la politica energetica, l’ambiente e l’economia e i servizi (comunali) in seno all’Hgk – era intitolato “Il ruolo del settore privato nello sviluppo e nella fornitura di tecnologie legata all’idrogeno e nella trasformazione dell’idrogeno pulito in una fonte energetica competitiva rispetto ai combustibili fossili e alle energie rinnovabili”. A trattare questo argomento sono stati Anna Mareschi Danieli (ABS, Danieli & C Officine Meccaniche Group), Federico Zagarella (Clean Technology System H2), Sergio Vinci (Faber industrie), Dinko Đurđević (Gitone Kvarner), Ivana Jukić (Active Solera) e Hrvoje Stančin (DOK-ING Indeloop).

Nel corso del convegno sono intervenuti nel ruolo di relatori anche: Andrea Pitacco (SECOM), Mislav Kovačec (Simens Energy) e Giangiacomo Caldara (SIAD).

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