Fiume. Dopo una ventina d’anni l’Autotrolej ritrova una donna autista

Anamrija Spinčić con la portavoce dell'Autotrolej Kristina Prijić. Foto Facebook

Da qualche giorno a questa parte i fruitori della linea d’autobus 1a, che fa la spola tra il centro e il rione di Marčeljeva Draga hanno potuto notare che alla guida del mezzo c’è anche una donna. È almeno una ventina d’anni che all’Autotrolej non si registrava un fatto simile.
L’assunzione risale a un mese fa e da quanto sembra la novità è stata ben accetta anche per le qualità dell’autista, Anamarija Spinčić, e anche quelle umane. Anamarija ha 25 anni, un fisico diverso dall’immaginario comune legato a un mezzo pesante come un autobus. La sua professione primaria è quella di infermiera, ma il desiderio di guidare un autobus cittadino era enorme, tantoché l’insolita passione ha finito per realizzarsi. Già fare l’infermiera ha rappresentato una soluzione di ripiego, l’intenzione era quella di iscrivere gli studi per d’inventario tecnico in veterinaria. Non riuscendoci, fare l’infermiera è diventata l’attuazione del piano B. “La passione di mettermi al volante di un bus era così grande e alla fine considerata la cronica mancanza di chauffeur nella municipalizzata per il trasporto cittadino, il sogno s’è realizzato. La linea 1A per ora è una specie di allenamento, viene considerata una tratta facile”, in vista delle prossime sfide come ad esempio le tratte che portano a Tersatto oppure a Torretta con tante salite… La ragazza fruendo di questa linea ci è parsa tranquilla e sicura, gentile nell’approccio anche con chi scherzando le ha fatto la battuta: “Ma arriviamo vivi?”. I commenti positivi per il momento sono in netta maggioranza.
Amici e famiglia sono divertiti e contenti perché capiscono che Anamarija ha scelto di fare ciò che le piace in barba a tutti i luoghi comuni sulle donne al volante o nel traffico. A Radio Fiume, Anamarija ammette di “amare il suo impiego di guidare in lungo e in largo per la città, finire il turno, fare una passeggiata e poi coricarsi a letto. Inoltre, ha voluto sottolineare comprensione, sostegno e aiuto dei colleghi maschi…”.

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