Diritti umani. Tutela d’obbligo

Conferenza a Zagabria in occasione del trentennale dell’approvazione della Legge sul difensore civico. Intervenuti pure il premier Andrej Plenković e il vicepresidente del Sabor e deputato dela CNI Furio Radin. Rilevata l’importanza delle esperienze maturate finora

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Diritti umani. Tutela d’obbligo
Furio Radin e Andrej Plenklović. Foto Roni Brmalj

Negli ultimi anni si denota un’escalation del linguaggio ingiurioso. Lo ha fatto notare il premier Andrej Plenković intervenendo alla conferenza dedicata alla tutela dei diritti dell’uomo e allo stato di diritto e promossa in occasione del trentesimo anniversario dell’istituzione del difensore civico.

Il primo ministro ha parlato di retorica provocatoria e oltraggiosa alludendo “a colui che ieri non era presente all’evento”. Chiaro il riferimento al Presidente della Repubblica, Zoran Milanović, con il quale il premier ha solitamente accesi botta e risposta su vari argomenti.
”La Croazia ha compiuto passi avanti nella tutela dei diritti dell’uomo ma ci sono settori che richiedono un’ulteriore promozione dei benefici, come ad esempio quello delle minoranze, dei minori, della parità dei sessi, degli anziani e dei meno abbienti., ha dichiarato il premier. Durante il suo intervento alcuni attivisti hanno esposto degli striscioni contro i combustibili fossili e per la giustizia climatica. Ma nonostante ciò il primo ministro non ha interrotto il suo discorso.
A rivolgersi agli astanti sono stati pure il vicepresidente del Sabor e deputato al seggio specifico della Comunità nazionale italiana, onorevole Furio Radin, e il difensore civico Tena Šimonović Einwalter che si è soffermata sul suo ruolo che rappresenta un ponte che unisce, collabora e comunica con i funzionari statali, i cittadini, i rappresentanti di istituzioni, organizzazioni della società civile e con la comunità accademica.

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