Croazia-Italia: dialogo strategico e valori europei

L’Ambasciatore italiano in Croazia, Pierfrancesco Sacco, sui rapporti bilaterali nel trentennale delle relazioni diplomatiche

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Croazia-Italia: dialogo strategico e valori europei
Foto Roni Brmalj

Italia e Croazia celebrano 30 anni di relazioni diplomatiche costruite sulla vicinanza, su legami che affondano le radici in tempi lontani e che stanno alla base di un’amicizia solida e profonda sentita sia sul piano istituzionale che dalle rispettive popolazioni. Relazioni che tendono a svilupparsi ulteriormente, abbracciando numerosi settori – dall’economia alla cultura, dalla ricerca all’ecologia – rendendo sempre più ricco un mosaico le cui tessere riflettono i colori dell’Adriatico, un mare comune che unisce quanto il condiviso patrimonio di valori e principi europei. Di queste relazioni, della volontà di arricchirle e svilupparle ulteriormente, ma anche delle principali sfide legate alla sicurezza e alla sostenibilità che si pongono davanti all’Ue (ma anche al mondo intero), delle vicine tappe europee legate alla moneta unica e allo spazio senza confini che si delineano sull’orizzonte della Croazia, delle sfide del governo presieduto da Giorgia Meloni, del ruolo e dell’importanza della Comunità nazionale italiana autoctona e di altri temi legati all’attualità ha parlato l’Ambasciatore italiano in Croazia, Pierfrancesco Sacco, in un’intervista (tutta in italiano con sottotitoli in croato) concessa all’emittente televisiva N1.

Amicizia solida e profonda

Ripercorrendo i 30 anni delle relazioni bilaterali – avviate formalmente il 17 gennaio 1992, Francesco Cossiga fu il primo Capo di Stato straniero a visitare la Croazia – l’Ambasciatore Sacco ha fatto presente che negli ultimi 30 anni “sono successe tante cose, belle e brutte. È cambiato il mondo. Italia e Croazia in questi tre decenni sono state sempre amiche. Quest’amicizia ha attraversato varie fasi, ma ognuna ha aggiunto dei mattoni alla costruzione di un edificio di amicizia solida e profonda tra Paesi democratici e pluralisti legati ai valori e ai principi europei, un’amicizia molto sentita anche dai rispettivi popoli.”. Un’amicizia che ha saputo esprimersi anche lungo il percorso di avvicinamento della Croazia all’Unione europea e all’associazione euro-atlantica, un percorso sempre sostenuto da Roma, che sostiene ora Zagabria anche per quanto concerne l’adozione dell’euro e l’adesione all’area Schengen. “L’ingresso della Croazia nell’Unione europea e nella Nato sono stati passaggi fondamentali – ha ricordato Sacco rispondendo alle domande della giornalista Nina Kljenak durante la trasmissione TNT –. Negli ultimi anni abbiamo sentito il bisogno di aggiornare il rapporto, di dargli una connotazione più adeguata ai tempi attuali in cui non mancano sfide e minacce, ma nemmeno opportunità nuove che vogliamo cogliere insieme”.

Sì a Schengen ed euro

Tra le opportunità s’inserisce indubbiamente l’atteso allargamento dello spazio Ue senza confini. Dopo il recente nullaosta del Parlamento Ue, la Croazia attende la caduta dell’ultimo ostacolo lungo questa via. “L’Italia ha sostenuto da anni con molta determinazione e coerenza l’importanza dell’ingresso della Croazia in Schengen. La Croazia ha avuto il certificato di essere pronta ad aderire allo spazio UE senza confini tre anni fa e da tre anni l’Italia sostiene l’importanza che la Croazia entri in Schengen. È nell’interesse di tutti perché è anche grazie a Schengen che parliamo di Europa unita. Lo stesso vale anche per l’euro. Utilizzare la moneta unica e poter viaggiare lungo l’Europa senza sottostare a controlli ai confini interni, o dovendo sottoporci soltanto a quelli minimi necessari, è una prova tangibile dell’Europa unita. Noi come Italia vogliamo fortemente che la Croazia sia completamente parte dell’Ue anche in termini di area Schengen e di euro. È, ripeto – ha detto l’Ambasciatore Sacco – nell’interesse di tutti”.

Piano economico: un successo

Parlando quindi dei rapporti tra Roma e Zagabria con particolare riferimento al dialogo con il governo croato presieduto dal premier Andrej Plenković, o meglio con i governi da lui guidati negli ultimi sei anni (nel mandato 2016-2020 e quello scaturito dalle elezioni parlamentari del 5 luglio 2020, ndr) l’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco ha ricordato che la collaborazione favorisce l’aggiornamento di un rapporto bilaterale che proprio nei giorni scorsi ha celebrato con un grande concerto tenutosi all’Auditorium Vatroslav Lisinski di Zagabria il trentennale delle relazioni diplomatiche. “Stiamo rilanciando il rapporto bilaterale per dargli quella dignità strategica che merita. La collaborazione tra i Governi italiani che si sono succeduti in questi sei anni e il governo presieduto dal premier Plenković è stata una collaborazione crescente, sempre più sistematica e diversificata in diversi ambiti. Insisto – ha sottolineato il diplomatico – su quello economico-commerciale dove stiamo avendo risultati straordinari. Per quanto concerne l’interscambio ogni anno abbiamo superato i risultati ottenuti negli anni precedenti con l’eccezione del 2020 in cui ci siamo confrontati con la pandemia da Covid e con gli effetti dei lockdown. Il 2022 ci sta dando particolari soddisfazioni con una crescita dell’interscambio di oltre il 50 p.c. rispetto al 2021”.

Effetto «palla di neve»

Un’ottima base sulla quale costruire relazioni ancora più strette e fruttuose nell’interesse reciproco. Ed è con questo ottimismo che esprimendo una valutazione sull’andamento futuro l’Ambasciatore ha espresso l’auspicio che nei prossimi dieci anni l’interazione tra Italia e Croazia “continui a crescere come sta crescendo in questi ultimi anni. In questo 2022 l’Italia è di nuovo il primo partner commerciale della Croazia, stanno crescendo gli investimenti, le collaborazioni imprenditoriali. Molto positivo è anche l’andamento dell’interscambio culturale grazie al nuovo accordo di collaborazione culturale, linguistica, scolastica. scientifica e tecnologica che si sta realizzando. Sono pertanto convinto che questo continuerà con la comune attenzione prioritaria nei confronti della transizione verde e digitale. Abbiamo in comune uno splendido mare che è un bacino di comunità culturale e civile e quindi, insieme anche con la Slovenia nell’ambito della Trilaterale, siamo impegnati per sviluppare l’economia dell’Adriatico in modo sostenibile. Questo mare è un grande bene comune e vogliamo proteggerlo. Sono convinto che nei prossimi 10 anni tutto questo si svilupperà in maniera ogni anno crescente e che otterremo l’effetto ‘palla di neve’; sarà – ha concluso l’Ambasciatore italiano in Croazia – una valanga di amicizia e collaborazione”.

Governo Meloni. Una linea europea e atlantica

“Il nuovo governo italiano si pone su una linea di grande continuità rispetto all’orientamento profondamente europeo e atlantico dell’Italia che è uno dei Paesi cofondatori dell’Unione europea, dell’euro e della Nato. La prima visita all’estero del premier Giorgia Meloni è stata a Bruxelles e non è stato un caso. È in questo stesso spirito di continuità che l’Italia colloca i rapporti con tutti i Paesi dell’Ue compresa la Croazia. Infatti – ha detto l’Ambasciatore Sacco – la prima missione all’estero di un rappresentante del MAECI, il sottosegretario Giorgio Silli è avvenuta nei giorni scorsi in Croazia”, ha detto l’Ambasciatore Sacco parlando del nuovo governo italiano. Da aggiungere che nel corso della visita ufficiale il sottosegretario Silli oltre a partecipare alla cerimonia organizzata al Lisinski ha incontrato l’omologa croata Andreja Metelko-Zgombić e il consigliere diplomatico del premier croato, Dino Mihanović, con i quali ha discusso dei principali dossier internazionali che interessano sia Roma che Zagabria.

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