Censimento 2021. La CNI deve fare rete

Foto Goran Žiković

Censimento 2021: la Comunità Nazionale Italiana deve fare rete, anzi fare fronte comune, sfruttando le nuove tecnologie. Un “bombardamento” mediatico, ne va il futuro della CNI. Anche perché, come dice il presidente Tremul, tutti, in tutte le stanze da Trieste a Roma, a Lubiana e Zagabria, guardano ai risultati del rilevamento. Sul sito dell’Unione Italiana sono disponibili già diversi materiali informativi, mentre a breve andranno in onda spot pubblicitari, sulle principali strade saranno affissi manifesti jumbo, pubblicità saranno fatte girare anche sui media croati, è stato proposto di istituire un numero verde. E l’appello a tutti è di condividere sui social i materiali UI.
Presenti in sala 42 consiglieri, per la prima volta anche il collaboratore della Presidenza, Erik Poleis, e, tra le autorità, la vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita; il vicepresidente e il segretario generale dell’Università Popolare di Trieste, rispettivamente Paolo Rovis e Fabrizio Somma; in rappresentanza sia della Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza”, di cui è presidente, che della Città di Umago, quale vicesindaco, Floriana Bassanese Radin; il vicesindaco umaghese Mauro Jurman, consigliere UI; il presidente del Consiglio della Comunità Nazionale Italiana autoctona della Regione Istriana, Gianclaudio Pellizzer, e il suo omologo della Regione litoraneo-montana, Flavio Cossetto, entrambi anche consiglieri dell’Assemblea UI, mentre il deputato italiano alla Camera di Stato slovena, Felice Žiža, e il vicepresidente del Sabor e deputato CNI, Furio Radin hanno inviato messaggi.
Floriana Bassanese Radin ha rilevato l’importanza dei temi in discussione, dai riconoscimenti che testimoniano la vivacità e la dinamicità della CNI, come pure la sua volontà di guardare avanti trovando nuove soluzioni alle sfide, andando a rivedere l’assetto organizzativo e istituzionale dell’Unione Italiana, e il messaggio fondamentale che si vuole lanciare alla vigilia del censimento in Croazia, al quale è fondamentale dichiararsi italiani.
Paolo Rovis, trasmettendo anche i saluti del presidente Emilio Fatovic, ha parlato della volontà di recuperare la normalità, l’attività e i contatti personali. Si guarda al 2022, anno in cui l’UPT, la cui dirigenza si è insediata in un periodo di pandemia, cercherà di andare a conoscere direttamente le Comunità degli Italiani e le istituzioni della CNI, per rinsaldare la collaborazione, considerato anche il suo ruolo storico e di braccio operativo del governo di Roma e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia,
Nel suo messaggio, il deputato Žiža ha ricordato le difficoltà dalle quali si sta uscendo dopo due anni di limitazioni causa Covid, che hanno messo a dura prova la CNI. Il futuro presenta diversi punti d’incertezza, come appunto il censimento che sta partendo in Croazia, ma anche i prossimi appuntamenti elettorali, di fronte ai quali la CNI dovrà mantenere l’unitarietà al cospetto di certe manovre politiche, per continuare a crescere e migliorare.
Il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, ha salutato consiglieri e ospiti, mentre il presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul ha accennato ai passi avanti compiuti nel frattempo, come la registrazione del dialetto istroveneto nel registro dei beni culturali immateriali della Slovenia, e si è detto compiaciuto per il fatto che le Comunità degli Italiani hanno ripreso l’attività, perché è fondamentale investire sempre di più nella dimensione artistico culturale, nei talenti, nei giovani. Infine, un appello a dichiararsi italiani al prossimo censimento, che l’UI affronta con una serie di iniziative di sensibilizzazione e d’informazione, anche attraverso circa 30mila lettere inviate ai connazionali.
Nello spazio delle interrogazioni, interpellanze e mozioni, il consigliere Krsto Babić (Abbazia) ha chiesto se l’UI preveda borse di studio per la frequenza di accademie di Polizia in Croazia e Slovenia; Gianclaudio Pellizzer (Rovigno) ha sollecitato la Giunta esecutiva a fornire un aggiornamento sulle mozioni, interpellanze e interrogazioni realizzate, l’analisi sulla scarsa affluenza al voto; il presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin (Sissano), ha sollevato la questione dell’asilo di Fiume e della firma delle convenzioni con Roma.
Corva ha spiegato che sull’istituzione prescolare italiana di Fiume sono in corso trattative con la municipalità, che il progetto è stato impostato diversamente, ridotto e che dovrebbe vedere la luce nell’arco di due anni, anche visto che è entrato nel piano operativo. Sulle convenzioni, si attende il verbale del Comitato di coordinamento per le attività in favore della Comunità Nazionale Italiana nell’ex Jugoslavia; alcuni progetti sono stati modificati. La data della sottoscrizione non è ancora nota, lo scorso anno era avvenuta il 14 settembre.

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