Quarnero. Il fondale dei record

Lo specchio d’acqua tra Veglia e Cherso, più precisamente tra Plauno (Plavnik) e Cherso, nel punto più profondo del Quarnero, ha ospitato l’Adriatic Depth Trophy 2020, rassegna di immersione in apnea che ha visto la partecipazione di alcuni dei migliori atleti di questo sport. La manifestazione porta la firma del fiumano Vitomir Maričić, presidente dell’AIDA Croazia, pluriprimatista mondiale e istruttore della specialità. “Una manifestazione di successo e molto complessa dal lato organizzativo visti i tempi che corrono. Il Covid-19 ha cercato di farci cambiare idea, ma noi eravamo decisi a fare il possibile affinché l’evento si svolgesse normalmente. Abbiamo avuto alcune defezioni visto che la Croazia si è ritrovata sulla lista rossa di molti Paesi europei e mondiali. L’Adriatic Depth Trophy è infatti valevole anche per il campionato nazionale sloveno, serbo e ungherese, oltre che ovviamente per quello croato. Purtroppo, più della metà di partecipanti ha dovuto dare forfait a causa della pandemia. Così, siamo rimasti orfani di una buona parte di apneisti di Francia, Colombia, Cuba, Brasile, Marocco, Italia, Germania, Panama, Messico, Grecia, Australia… Ciò che conta maggiormente, per lo sport e per tutti noi, è che per la prima volta nella storia entrambe le Federazioni (AIDA e CMAS, nda) hanno omologato i record stabiliti. Finora questo non era possibile”, le parole di Vitomir Maričić, organizzatore della competizione.
Le premesse erano che durante la manifestazione si sarebbe potuto registrare il nuovo primato mondiale e nazionale, e alla fine è stato effettivamente così. Il nuovo record mondiale lo ha stabilito il russo Alexey Molchanov, attualmente numero uno della specialità, che ha toccato quota 111 metri nella disciplina Constant Weight, categoria con due pinne.
“Le condizioni sul mare erano ottimali. Ho avuto fortuna, visto che non c’erano onde. Sono felicissimo per questo risultato. Direi che è qualcosa di positivo in un anno sicuramente un po’ particolare considerata la situazione globale”, ha detto Molchanov dopo avere stabilito il nuovo primato mondiale.

Il nuovo record nazionale porta invece la firma di Petar Klovar, la Next Gen che avanza per quanto riguarda l’immersione in apnea croata. Klovar ha stabilito la misura di 100 metri nella disciplina Constant Weight, ma nella categoria Free Immersion. Per raggiungere il… traguardo a Petar sono serviti un po’ più di tre minuti e mezzo. “Avevo per la testa questa misura e tutto ha funzionato come speravo, a cominciare dalla tecnica. Questo mi ha permesso di arrivare a quella profondità”, ha spiegato a missione compiuta.
La scorsa stagione Klovar aveva vinto il premio per il migliore debuttante dell’anno AIDA Croazia, l’organizzazione di base per la competizione, la promozione e l’educazione di questo sport. Petar, ex nuotatore, ha iniziato con l’apnea tre anni fa e in questo periodo di tempo ha collezionato numerosi successi. Fa parte del club di nuovo subacqueo Ocean di Fiume, nel quale ha tutte le condizioni per potersi allenare e migliorare in questo sport molto interessante.

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