Fiume. Commemorato Orlando Rivetti (foto e video)

Foto: Roni Brmalj

Tanta commozione e partecipazione alla commemorazione di oggi del compianto Orlando Rivetti, organizzata dalla Città di Fiume nel Palasport di Zamet e alla quale hanno preso parte colleghi giornalisti e personaggi dello sport e della vita pubblica cittadina. A ricordare la sua figura e il percorso professionale, con gli occhi umidi e la voce rotta dall’emozione, è stato Kristian Sirotich, collega ai tempi del Novi list e figlio di Aldo, uno dei principali “colpevoli” se un giovanissimo Orlando si tuffò nel mondo del giornalismo sportivo.
Obersnel: «Un fiumano orgoglioso»
Molto emotivo anche l’intervento del sindaco Vojko Obersnel, perché Orlando Rivetti era sì un amico, ma soprattutto un marchio di riconoscimento e un personaggio storico di Fiume. “Siamo rimasti tutti spiazzati e increduli per la prematura scomparsa del nostro caro Orlando. Oggi, invece di commentare assieme la partita del Rijeka in Europa League, ci ritroviamo qui a onorare la sua memoria. Ricorderò per sempre il suo sorriso sotto i leggendari baffi e il cordiale saluto che mi e ci riservava. Orlando era il massimo del giornalismo sportivo, apprezzato e stimato dai colleghi. Ci metteva tanta passione nel suo lavoro, un professionista esemplare – ha detto Obersnel –. Con gli anni aveva conquistato il cuore dei lettori ai quali trasmetteva l’amore verso lo sport. Era un fiumano doc, non soltanto per quanto riguarda lo sport, ma da tutti i punti di vista. Amava con tutto il cuore la sua città e ne era orgoglioso. Anche per questo motivo gli era stato conferito il Premio della Città di Fiume. Mancherà tanto alla famiglia, ma anche a tutti noi che lo conoscevamo. È stato un privilegio e un onore essere suo amico. Avvertirò eccome la mancanza dei nostri incontri di sabato o di domenica dedicati a discutere di sport, ma anche di altri aspetti della vita quotidiano. Ammetto che spesso e volentieri i suoi consigli mi sono stati di grande aiuto nel prendere alcune decisioni importanti. Se n’è andato troppo presto, però ci ha lasciato un’eredità importante. Ci ha insegnato come amare lo sport e la propria città. Per questo dobbiamo essergli tutti grati. Orlando, sono sicuro che in questo momento senti le voci della tua gente e della città che scorre…”.
Mance: «Innamorato del Rijeka»
Orlando aveva due passioni sportive: il Rijeka calcio e il basket. Nulla di strano allora se per una promessa fatta tantissimi anni fa alla Voce fu costretto a tagliarsi nel maggio del 2017 i leggendari baffi quando i fiumani vinsero il titolo nazionale. Il suo ultimo articolo è stato pubblicato domenica scorsa, giorno quando ci ha lasciato, sulle Sportske novosti, ovviamente sulla vittoria del Rijeka con il Varaždin. A nome del club di Rujevica a ricordarlo è stato il direttore sportivo Ivan Mance, che ha voluto raccontare anche alcuni aneddoti legati ai suoi inizi di carriera. “In primo luogo esprimo le condoglianze alla famiglia a nome del Rijeka, ma anche a nome di tantissime generazioni di calciatori le cui gesta sono state raccontate e celebrate dal nostro Orlando. Il suo rapporto con il Rijeka è stato pluridecennale, un rapporto profondo e destinato a durare per sempre. Ricordiamo bene i suoi testi che glorificavano gli ultimi titoli del Rijeka, ma anche quelli inerenti la leggendaria vittoria di Cantrida con il Real Madrid. Al sottoscritto ha poi giocato qualche… brutto scherzo, come ad esempio invitarmi a prendere un caffè e farmi raccontare alcune questioni delicate. Il giorno dopo lessi tutto sul giornale quello che gli dissi in… confidenza. Quando gli chiesi spiegazioni, mi rispose candidamente: ‘Ragazzo mio, mica ti confidavi a un macellaio. Ai giornalisti non si raccontano determinate cose, ricordalo bene’. Questo era Orlando, ma era impossibile prendersela con lui. Semmai quest’esperienza mi è servita da lezione. Negli ultimi giorni ho avvertito l’impressione che non è venuta a mancare soltanto una persona, bensì un’intera città. Mi dispiace che le nostre nuove generazioni cresceranno sapendo che non ci sarà qualcuno pronto a scrivere di loro con passione e sentimento, non soltanto per dovere professionale”.
Naglić: «Lo sport nel sangue»
Calcio, ma anche basket. Orlando Rivetti ha raccontato le cronache da cinque Olimpiadi. A chi gli chiedesse quale fosse l’avvenimento che ricordasse maggiormente, il “baffo” rispondeva: la finale di basket tra Croazia e il Dream Team USA a Barcellona 1992. Di quella squadra faceva parte anche Aramis Naglić, oggi presidente del club degli Olimpionici fiumani. “Non eravamo così intimi, ma le nostre strade iniziarono presto a incrociarsi. Ricordo che nel 1973 lui seguiva il Kvarner, mentre io ero ancora un bambino appassionato di basket. Il lunedì leggevo sempre ciò che scriveva. E anche da giocatore mi importava tantissimo delle sue opinioni sul sottoscritto perché mi aiutavano a migliorare. Ciò che ricorderò per sempre di Orlando sono la camicia, il caffè, l’immancabile sigaretta, i baffi e l’attimo nel quale ti avrebbe fatto la prima domanda trabocchetto. Ogni qualvolta ci parlavo rimanevo impressionato dalla sua conoscenza della materia sportiva e di questo nostro mondo”.
Ozmec: «Bastava il nome…»
Jura Ozmec, presidente dell’Associazione dei giornalisti sportivi croati (HZSN), lo ha ricordare così: “Orlando era uno e unico, lui non aveva certo bisogno di firmarsi anche con il cognome Rivetti. Tutti sapevano chi fosse, bastava il nome. Lo conoscevo da anni ed è stato un onore lavorarci insieme. Su sua iniziativa abbiamo anche formato la sezione fiumana dell’HZSN. Ci mancherà tantissimo, come persona e come giornalista. Da ora ho sicuramente una persona in meno alla quale chiedere consigli…”.

Jura Ozmec
Aramis Naglić

 

Ivan Mance
Kristian Sirotich ha ricordato la figura del compianto Orlando Rivetti
Il sindaco Vojko Obersnel

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