Tomečak: Una grande opportunità

In vista della finale al Drosina, il terzino del Rijeka rievoca i bei momenti di 5 anni fa con la maglia del Rijeka. Il suo gol al Maksimir contro la Dinamo all'andata spianò la strada ai fiumani per la conquista della Coppa

Coppa Croazia 2015, Rijeka-Dinamo: Ivan Tomečak contrasta Josip Pivarić. Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

Al Drosina saranno non meno di 2.500 i sostenitori del Rijeka, anche se è probabile che si arrivi a 3.000 visto che non è un’impresa acquistare i biglietti in libera vendita che non sono riservati né all’una né all’altra tifoseria. In altre parole, ci si prepara a un piccolo esodo, a una maxi trasferta per un evento che, come ha commentato l’allenatore del Rijeka Igor Bišćan, potrà trasformare questa stagione da positiva a straordinaria. Lo sarà se si riuscirà a battere la Dinamo, obiettivamente più attrezzata, in una finale di Coppa nella quale i fiumani non partono sicuramente con i favori del pronostico. Due anni fa a Varaždin, la situazione era diversa con il Rijeka che aveva appena vinto il suo primo titolo e che, sulle ali dell’entusiasmo, seppe confermare la propria superiorità, durata, però, soltanto per una stagione.

La quarta sfida

Quella di domani sarà la quarta finale di Coppa tra Rijeka e Dinamo. La prima volta l’ha vinta la squadra zagabrese che all’epoca, nella stagione 1993/94, si chiamava Croatia. Prima della storica annata 2016/17 in cui i fiumani hanno vinto sia titolo che Coppa, c’è stata la doppia sfida per l’assegnazione del “Sole di Rabuzin” nella stagione 2013/14, quella in cui il club fiumano assunse il ruolo di anti-Dinamo. Fu l’inizio dell’“era Kek”, quella dei grandi risultati. Al Maksimir il Rijeka vinse per 1-0 con il gol di Ivan Tomečak. A Cantrida finì 2-0 per i padroni di casa.

I bei ricordi di Tomečak

Tomečak è tornato al Rijeka a gennaio, ma i guai al ginocchio gli hanno impedito di partecipare alla rincorsa della Dinamo, che ha rivinto il titolo con un ampio margine e con molte giornate d’anticipo. Dopo un primo assaggio nella non troppo fortunata trasferta a Osijek, nella quale è subentrato al 63’ al posto di Lončar, nell’ultima partita giocata a Rujevica è stato schierato da Bišćan fin dal primo minuto. “Sto bene. Ho giocato e non ho avvertito alcun problema. Non sento nulla nemmeno oggi per cui sono sicuro che sarò pronto anche per quest’importante appuntamento. Per noi si tratta di una grande opportunità, anche se di fronte ci troveremo la squadra più forte in Croazia”, annuncia il terzino del Rijeka, con trascorsi importanti sia alla Dinamo che al Rijeka, prima del suo ritorno.

«Un clima speciale»

Con la maglia della Dinamo il laterale ha giocato 114 partite realizzando 6 reti. Per il Rijeka ha disputato 97 incontri segnando 8 gol. Tra i gol che ricorda con particolare piacere c’è quello al Maksimir nella primavera del 2014, nella finale d’andata contro la sua ex squadra: “C’era un clima speciale. Avevamo un grande seguito di tifosi e cercavamo di centrare il trofeo. Il mio gol ci ha permesso di giocare una partita di ritorno tranquilla. È stato per me un grande momento. Adesso vorremmo compiere l’impresa. In una gara secca tutto è possibile e in questa stagione il Rijeka ha già saputo dimostrare di potersela giocare con la Dinamo”.

Nuovo allenatore, nuovo stadio…

Per un club come il Rijeka è inevitabile dover rinunciare spesso ai giocatori migliori la cui vendita, tra l’altro, è la principale fonte di risorse economiche per rendere la società autosufficiente. In tale contesto, c’erano poche speranze di trattenere uno come Tomečak. Le stelle si sono riallineate lo scorso inverno e si sono creati i presupposti per il suo rientro. Dei vecchi compagni di squadra non ne ha trovati tanti, soltanto Prskalo e Kvržić. Ha trovato un allenatore e anche uno stadio nuovo.

«Qui mi sento a casa»

“L’allenatore è un altro e lo stadio non è lo stesso. Comunque sia, qui mi sento a casa, come se non me fossi mai andato dal Rijeka. Ho avuto dei problemi con il ginocchio che mi hanno impedito di giocare, ma in questo senso devo ringraziare il club e lo staff medico che mi ha assistito e che mi ha rimesso nelle condizioni di poter tornare in campo. Per come si erano messe le cose, a un certo punto avevo perduto ogni speranza di poter rientrare nel corso di questa stagione. Sono felice di poterci essere ora, in un momento davvero importante. Con il Rijeka ho vissuto momenti straordinari, come quello nei play off di Europa League in cui abbiamo eliminato lo Stoccarda. Quanta felicità, quindi il timore di dover andare ai supplementari e, infine, la gioia immensa per il gol di Mujanović, seguito pochi attimi dopo dal triplice fischio finale. Prima del gol c’era movimento sulla panchina avversaria come se si preparassero ai supplementari e, invece… Mi piace rivivere quel momento”.

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