Rijeka, serve un bagno d’umiltà

L’eliminazione dalla Coppa va dimenticata in fretta. Stasera a Rujevica arriva la Lokomotiva, ultima della classe, in un match che darà importanti risposte sul carattere (e gli «attributi») della squadra allenata da Goran Tomić. La stagione non è ancora del tutto compromessa

L’allenatore Goran Tomić sembra alquanto perplesso dopo la gara con l’Istra 1961

La cocente eliminazione dalla Coppa per mano dell’Istra 1961 riecheggia ancora a Rujevica. E lo farà ancora a lungo. La possibilità di imboccare la strada per Velika Gorica e di difendere il Sole di Rabuzin conquistato nelle due precedenti edizioni si è dissolta come una bolla di sapone. Goran Tomić aveva perfettamente ragione quando alla vigilia del match disse che a raggiungere la finale sarebbe stata la squadra che dimostrerà più voglia di vincere. Peccato per lui che ad avere più fame sia stato l’Istra, che il prossimo 19 maggio si giocherà il trofeo contro la vincente dell’altra semifinale tra Dinamo e Gorica, mentre il Rijeka guarderà la finale davanti alla tv. Al Drosina i fiumani sono stati semplicemente imbarazzanti. Soprattutto nel primo tempo. Completamente in balia degli avversari, che hanno banchettato davanti a Nevistić. Un secondo aspetto che il tecnico sebenzano aveva sottolineato prima dell’incontro era l’importanza di non peccare di superbia e presunzione. Ebbene, la sua squadra ha commesso proprio l’errore più grave che potesse commettere, ovvero sottovalutare un avversario tecnicamente sì inferiore, ma sceso in campo con il coltello tra i denti e determinato a lottare su ogni pallone. A fare la differenza è stato l’atteggiamento e l’approccio alla partita. In altre parole, il Rijeka ha pensato che l’Istra si sarebbe scansato… Andrijašević e soci devono ora fare un bel bagno d’umiltà.

 

Europa e Supercoppa
Uno degli obiettivi stagionali era proprio la finale di Coppa, più che mai alla portata, al di là delle sorprese che questa competizione puntualmente riserva. Tuttavia, la stagione può essere ancora salvata. Il Rijeka è in piena corsa sia per il terzo posto che per la Supercoppa, che mette comunque in palio un trofeo. D’altro canto però l’eliminazione rischia di compromettere la rincorsa all’Europa. A questo punto il terzo posto non è più un optional perché qualora i polesi alzassero al cielo il Sole di Rabuzin, ecco che la quarta piazza non darebbe più il pass per i preliminari della Conference League.

Il tempo per metabolizzare lo schiaffo all’ombra dell’Arena non c’è perché è già tempo di rituffarsi in campionato. Stasera a Rujevica arriva la Lokomotiva (fischio d’inizio alle 19.05). Non esattamente l’avversario più facile da affrontare in questo momento. È vero che i “ferrovieri” sono gli ultimi della classe, ma arriveranno a Fiume affamati di punti salvezza. Il Rijeka è ora chiamato a una reazione. È un match che dirà tanto anche sul carattere (e sugli “attributi”) di questa squadra.

“L’eliminazione brucia ancora – confessa Tomić –. Non abbiamo meritato di passare il turno. Ora non ci resta che voltare pagina e cancellare in fretta questa sconfitta. Ci sono altri obiettivi da raggiungere. Vogliamo chiudere il campionato il più in alto possibile. Dai ragazzi ora pretendo una reazione”.
Dopo Šibenik e Istra, il tecnico è pronto a sfidare ancora una volta il suo passato. Sulla panchina della Lokomotiva ha trascorso tre anni, trascinandola la scorsa stagione fino alla finale di Coppa, poi persa contro il Rijeka.

Formazione rivoluzionata?
“Dispiace vederli in coda al gruppo, ma non entro nel merito dei motivi che hanno provocato questa crisi. Sappiamo bene che hanno bisogno di punti e ed è sempre complicato affrontare formazioni che lottano per non retrocedere. È una squadra comunque in salute perché nonostante siano a secco da qualche tempo, nelle ultime uscite hanno concesso poco ai loro avversari perciò ripeto, ci sarà da soffrire. Il ritorno a Rujevica? Finalmente. Dal mio arrivo, su otto partite sei le abbiamo giocate in trasferta. È ovvio che giocare in casa rappresenti un vantaggio, anche se a porte chiuse. I giocatori si sentono sempre maggiormente a loro agio sul proprio campo”, ha concluso Tomić che, come sempre, non ha voluto sbottonarsi sulla formazione ma è chiaro che farà diversi cambi. Difficilmente il tecnico sebenzano rinuncerà al suo 4-2-3-1, anche perché l’eliminazione non è certamente arrivata per colpa del modulo. Visto che nel sud della Penisola sono stati in pochissimi a meritarsi la sufficienza, ecco dunque che stasera sono attese tante sorprese.

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