Fiume. Primo trapianto di rene: mezzo secolo dopo (video)

L’intervento, il primo effettuato nell’Europa orientale, fu eseguito dal team multidisciplinare guidato dal prof. Vinko Frančišković. Quel giorno la medicina fiumana entrò nella storia

L’intervento del direttore del Centro clinico ospedaliero di Fiume, Alen Ružić, davanti al Rettorato. Foto Roni Brmalj

Era un sabato, quel 30 gennaio del 1971 quando la medicina fiumana entrò a far parte della storia e dell’eccellenza sanitaria. Il team multidisciplinare, guidato dal prof. Vinko Frančišković, eseguì con successo il primo trapianto di rene nell’ex Jugoslavia, ma anche in tutta l’Europa orientale. L’intervento si svolse nell’ospedale (all’epoca “Dott. Zdravko Kučić”) di Sušak. L’evento è stato ricordato ieri nell’Aula magna del Rettorato con la presentazione del nuovo numero della rivista scientifica Medicina Fluminensis, completamente dedicata al prof. Frančišković e alla sua impresa.

Video: Roni Brmalj

In questi cinquant’anni il programma dei trapianti ha sempre rappresentato un fiore all’occhiello della medicina fiumana e ha permesso, tra l’altro, lo sviluppo di una serie di discipline, quali l’immunologia e la virologia, venute alla ribalta con la pandemia di Covid-19. Oggi la Clinica di urologia è Centro nazionale di riferimento per il trapianto dei reni.
La cerimonia è stata aperta dalla Rettrice, Snježana Prijić Samaržija, che ha ricordato il prof. Vinko Frančišković, pioniere della chirurgia cardio-toracica, con grande esperienza fatta nelle maggiori Università e istituzioni sanitarie del mondo. “Vinko Frančišković era professore universitario, medico, partigiano, membro dell’Accademia jugoslava di scienza e arte, e persona degna di ammirazione. La sua esperienza internazionale e l’approccio multidisciplinare gli hanno permesso di fare un grande passo avanti per quei tempi. Ha saputo assicurare l’evoluzione della medicina dei trapianti e l’insegnamento di tale disciplina. Un’eredità lasciata a medici e professori altrettanto validi, quali i prof. Petar Orlić, Željko Fučkar, Duje Vukas e Đurđica Matić Glažar, che a loro volta hanno trasmesso il loro sapere alle nuove generazioni”, ha detto la Rettrice, facendo un discorso più ampio sui trapianti e ricordando il programma di donazione degli organi. Anche in questo senso il CCO di Fiume è stato uno dei primi a introdurlo. Attualmente 1/4 degli organi necessari a tutto il Paese viene donato a Fiume. Soltanto il 2,7 p.c. delle persone che vengono interpellate rifiutano di essere donatori, mentre la media in Croazia sfiora il 20 p.c.
Il preside della Facoltà di Medicina, Goran Hauser, si è congratulato con il CCO per quest’importante anniversario che ha dato lustro anche alla Facoltà di Medicina, divenuta in breve tempo una delle più importanti e riconosciute nell’ex Jugoslavia. “Oggi come allora siamo in grado di accettare qualsiasi sfida”, ha detto il prof. Hauser. Alen Ružić, direttore del CCO, ha ringraziato tutto coloro che 50 anni fa hanno permesso la realizzazione di quest’impresa, ma anche chi si è impegnato a proseguire e implementare il programma dei trapianti, che migliora di gran lunga la qualità di vita dei pazienti.

Il team che eseguì il primo trapianto di rene

Entusiasmo ed energia

L’accademico Daniel Rukavina ha fatto parte del team che ha eseguito il primo trapianto. “Anche dopo 50 anni è un evento sempre presente a Fiume, che continua a incitare al progresso e alle nuove sfide. Il prof. Frančišković e il suo team erano visionari, guidati da tanto entusiasmo e dal desiderio di creare un’atmosfera europea a Fiume e di realizzare interventi come nei migliori ospedali d’Europa. Il prof. Frančišković non si accontentava della mediocrità e con il suo entusiasmo e la sua energia è riuscito a instaurare un clima scientifico, istituendo il programma sperimentale per i trapianti”, ha detto Rukavina.
Il prof. Petar Orlić, anch’egli membro del team, ha illustrato ampiamente la storia dei trapianti e ha ricordato l’intervento. Il paziente era un uomo di 34 anni di Pola (Vlado Čakarević, nda), che ha ricevuto il rene da un donatore in vita, sua madre. È venuto a mancare 14 anni dopo per un tumore al fegato, ma il rene funzionava bene. In quegli anni erano più frequenti i donatori in vita, il 60 p.c., poiché la legge non permetteva di prelevare gli organi dai cadaveri prima che fosse dichiarata la morte in asistolia quando, molto spesso, era già troppo tardi.

Traguardi e progetti

I prof. Dean Markić e Josip Španjol, della Clinica di urologia, hanno parlato dei traguardi e dei piani futuri della medicina dei trapianti. Dal 1971 a oggi, nel CCO di Fiume ne sono stati eseguiti 1.190. I reni sono stati prelevati soprattutto da cadaveri e soltanto il 10 p.c. da donatori in vita. In media ne vengono effettuati 20-30 all’anno. Grazie alle tecniche avanzate il CCO di Fiume ha ottenuto altri primati. Tra questi, 7 trapianti in pazienti senza vescica, quindi due di entrambi i reni e uno ortotopico. Per primi in Croazia i medici hanno accettato di operare pazienti appartenenti ai Testimoni di Geova, i quali rifiutano la trasfusione del sangue. Inoltre, è stato eseguito un trapianto pediatrico en bloc e uno su un paziente obeso, rifiutato da tutti gli ospedali. I progetti per il futuro? Sicuramente l’ampliamento del programma di trapianti, l’aumento del numero di donatori in vita e, ciliegina sulla torta, l’applicazione della chirurgia robotica.

Il prof. Vinko Frančišković

Medicina Fluminensis

Il prof Saša Ostojić, caporedattore della rivista scientifica Medicina Fluminensis ha presentato il nuovo numero interamente dedicato all’impresa del prof. Frančišković, frutto di un lavoro di due anni. Il volume di 229 pagine, il maggiore pubblicato finora, contiene 26 articoli, scritti dal 112 autori, in cui vengono illustrati la storia, il presente e il futuro di questa branca della medicina e l’importanza di trasmettere il sapere.

La notizia sulla Voce e su Panorama dell’epoca

Del primo trapianto di rene nell’ex Jugoslavia, effettuato a Fiume il 30 gennaio 1971, avevano scritto all’epoca anche il nostro quotidiano “La Voce del popolo” e il nostro quindicinale “Panorama”. La Voce aveva segnalato l’evento con un articolo pubblicato il 1º febbraio, dal titolo “Sta bene l’uomo col rene nuovo”, nel quale veniva precisato che “il delicatissimo intervento è stato compiuto da un’équipe di specialisti sotto la guida del chirurgo prof. dott. Vinko Frančišković (laureatosi a Padova nel 1943, nda)” e che “soltanto a Lubiana precedentemente, era stata effettuata un’analoga operazione.
Il paziente al quale è stato trapiantato il rene è un uomo di 34 anni; il prezioso organo gli è stato donato dalla madre 49.enne. Secondo la comunicazione ufficiale l’intervento è riuscito ottimamente: madre e e figlio sono in buone condizioni”.
Il 2 febbraio, sulla Voce era uscito un altro articolo relativo alle congratulazioni inviate dai “membri dell’Assemblea della Comunità comunale per le assicurazioni sociali all’équipe di medici e personale specializzato dell’ospedale Dott. Zdravko Kučić, con a capo il prof. Vinko Frančišković. Il difficile intervento chirurgico è stato effettuato, per ora con ottimi risultati, trapiantando un rene della madre al figlio”.

Il parco dedicato al prof. Frančišković nel rione di Potok. Foto Željko Jerneić

L’intervista al dott. Jerko Zec

Nel numero del 15 febbraio 1971 la nostra rivista “Panorama” aveva pubblicato un’intervista al dott. Jerko Zec, l’allora direttore del Centro dialisi, accompagnandola con il titolo “A Fiume l’uomo col rene nuovo”. Dialogando col giornalista, il medico aveva affermato, tra le altre cose, che “gli interventi di trapianto del rene crescono rapidamente e rapidamente si diffondono i centri di dialisi. Nel periodo in cui iniziammo noi, nel 1966, in Europa vi reano 54 centri che avevano in cura in tutto 295 pazienti. Questi programmi si allargano rapidamente e lo scorso anno vi erano in Europa più di 400 centri in cui erano in cura più di 6mila ammalati”. Alla domanda su come Vlado Čakarević venne scelto per quest’intervento, il dott. Zec aveva risposto che “questo nostro ammalato vive a Pola e da anni veniva curato in quella città. Poi, nel gennaio del 1970 venne inviato al nostro ospedale poiché a Pola non potevano porgergli oltre aiuto date le sue condizioni. Resosi libero un posto in dialisi, lo inserimmo nella cura. Intanto, si andavano maturando all’ospedale le condizioni per un intervento di trapianto e nell’autunno scorso venne convocata all’ospedale sua madre che sapevamo disposta a cedere un rene al figlio. Passammo a tutte le analisi del caso, la tipizzazione del tessuto e infine inviammo anche campioni di sangue a Lione per avere una certezza assoluta mediante il responso di una clinica che ha già dietro di sé una tradizione in materia”. Raccotò inoltre che “l’intervento d’asportazione del rene presso la donatrice è durato 4 ore. Le devo dire che un intervento del genere lo si può effettuare in un’ora e mezzo soltanto o poco più. Noi abbiamo adottato una tecnica direi raffinata con tutte le precauzioni possibili. Nel frattempo, un’altra équipe aveva cominciato l’operazione sul paziente che doveva ricevere il rene e questo intervento è durato 5 ore. Un terzo gruppo di medici aveva il compito durante i due interventi di trattare il rene estratto e di prepararlo per il trapianto. Come vedete, una fatica non indifferente. Vi hanno lavorato in tutto 12 medici e 8 infermiere. Tutto si è compiuto sotto la direzione del prof. Vinko Frančišković”.

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