Minoranze e territorio: il viaggio di Primis

Un progetto finanziato grazie al Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020, mira a conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale, affermare il multiculturalismo e il multilinguismo, con l’occhio rivolto ai giovani e al turismo

Palazzo Gravisi-Buttorai di Capodistria

Raccontare un progetto europeo che coinvolge due Stati, Slovenia e Italia, tramite la partecipazione a Primis – Viaggio multiculturale tra Italia e Slovenia attraverso il prisma delle minoranze/Večkulturno popotovanje med Slovenijo in Italijo skozi prizmo manjšin, finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia per il periodo 2014-2020, non è certo un’operazione facile, soprattutto se si considera che la sua durata è di trentasei mesi e il suo programma prevede una miriade di attività e inziative che probabilmente continueremo a raccontare anche in futuro, perché tutte, ma proprio tutte, meritano una grande attenzione visto che contribuiscono a realizzare importanti interventi sul territorio – sia architettonici che culturali, turistici, multimediali –, iniziative rivolte alla tutela delle minoranze e del grande patrimonio che queste rappresentano. Potremmo descrivere Primis come un viaggio in una serie di innumerevoli ambiti e spazi d’azione, che rendono queste terre di confine delle regioni particolarmente ricche, piene di risorse e di opportunità. L’Unione Italiana, ad esempio, ha la possibilità di aumentare la visibilità e la conoscenza della Comunità nazionale italiana in Slovenia e della sua eredità storica e culturale. In particolare, antiche tradizioni, usi e costumi, punti d’interesse architettonico, la storia antica e quella più recente. Inoltre, quest’iniziativa consentirà all’UI anche di realizzare importanti opere di restauro, un museo multimediale, il tutto in favore della Comunità italiana che rappresenta.
Il progetto (inserito nell’Asse prioritario 3: Protezione e promozione delle risorse naturali e culturali; Obiettivo Specifico 3.1: Conservare, proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale) favorisce la creazione di una partnership inedita ma stabile, con la presenza di importanti rappresentanti della sfera pubblica e privata dell’area transfrontaliera, contribuendo a rafforzare ulteriormente la collaborazione. Tutti i partner di progetto potranno così contribuire e beneficiare della strategia di sviluppo dell’offerta museale, turistica e multimediale prevista, inserendosi in un circuito turistico che unisce l’eredità culturale custodita dai singoli enti del territorio, garantisce una più ampia circolazione del materiale prodotto e aumenta l’attrattività, la visibilità e la riconoscibilità del territorio incentrandosi particolarmente sui giovani, valorizzando, infine, gli aspetti linguistici, storici e culturali plurali che da sempre lo caratterizzano.
Il lead partner è l’Unione Italiana con sede a Capodistria, anche se va rilevato che i soggetti coinvolti sono complessivamente dieci. Ne abbiamo parlato con Maurizio Tremul, project manager di Primis, oltre che presidente dell’UI, il quale in questa iniziativa è affiancato da Sandro Vincoletto (financial manager) e Marko Gregorič (progettista). Il progetto conta su un finanziamento europeo pari a 2,83 milioni di euro.

Qual è il ruolo dell’UI in quest’importante iniziativa in cui sono coinvolte Italia e Slovenia?

“L’Unione Italiana è capofila del progetto strategico Primis. Capofila significa che hai il compito di massima responsabilità all’interno del progetto, che devi coordinare i vari partner progettuali nella realizzazione dei vari work packages di cui sono responsabili e che devi farlo per il progetto nel suo insieme. Sei l’interlocutore, l’interfaccia, tra i partner progettuali, il programma, il Segretariato tecnico congiunto, i controllori/revisori di primo livello, la Regione Friuli Venezia Giulia e lo Stato sloveno (ossia il Ministero per lo Sviluppo economico e la Tecnologia, ndr). Sei chiamato a comunicare ai vari partner tutte le informazioni rilevanti che provengono da questi soggetti/interlocutori, come i termini per le rendicontazioni e le eventuali variazioni, i termini per le richieste dei rimborsi, l’erogazione dei rimborsi dei partner progettuali dopo che le relative rendicontazioni sono state approvate e comunicazione al programma di averlo fatto, ecc., quindi a collaborare nella soluzione dei possibili problemi o difficoltà che dovessero insorgere nella realizzazione del progetto, ad aiutare nella rendicontazione e nella realizzazione dei loro work packages o attività – lavoro che facciamo regolarmente con qualche partner –, ad avviare le procedure per la revisione del budget e dei work packages quando necessario e motivato, a sovrintendere allo stato di avanzamento del progetto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, ecc. Questi compiti li svolgiamo praticamente pro bono. Il progetto è iniziato il 1º gennaio 2019 e terminerà il 31 dicembre 2021. Va rilevato che i partner del progetto sono complessivamente 10 (elencati nel grafico riportato nel servizio, ndr.)”.

Un team giovane è coinvolto nella realizzazione dell’importante progetto europeo

Quali benefici ne trae la Cni residente in Slovenia? Concretamente quali iniziative vengono realizzate e con quali finalità?

“La sfida comune dell’area programma alla quale contribuirà il progetto Primis è la ‘conservazione, tutela e ripristino del patrimonio culturale e naturale’. L’obiettivo generale del progetto è la valorizzazione del patrimonio linguistico, culturale e naturale delle comunità nazionali e linguistiche dell’Area Programma a cavallo del confine italo-sloveno al fine di attrarre la domanda di turismo sostenibile. Quest’area, compresa tra Slovenia occidentale, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Venezia in Veneto, è per sua natura un’area multiculturale e multilinguistica per la presenza delle comunità nazionali italiana in Slovenia e slovena nell’FVG e di altre comunità linguistiche (cimbri, ladini, friulani) in Veneto, che la rendono unica rispetto ad altri territori in Italia e in Slovenia. Il cambiamento che il progetto porterà sarà una nuova percezione dell’identità multiculturale e multilinguistica dell’Area Programma sia per i turisti, sia per i residenti. L’approccio che si prevede di adottare è di trasferire nel settore turistico e della promozione del territorio transfrontaliero le peculiarità multiculturali e multilinguistiche delle comunità autoctone con l’utilizzo di strumenti innovativi, interattivi e multimediali con realtà immersiva e virtuale nei centri multimediali. L’approccio contribuirà a creare prodotti turistici basati sul patrimonio culturale e linguistico dell’area di riferimento”.

Palazzo Gravis-Buttorai

“In qualità di lead partner, potremo riadattare i due attuali immobili di nostra proprietà siti in via Fronte di Liberazione ai civici 6 e 8 a Capodistria, ossia il palazzo Gravisi-Buttorai, allo scopo di realizzare il primo Museo interattivo, digitale e Centro multimediale italiano. L’immobile è già da tempo in disuso. Di gran parte di esso rimane il solo perimetro esterno, il tetto è demolito. I previsti lavori di costruzione sono volti proprio alla sua stabilizzazione e qualificazione architettonica. Quanto preventivato rappresenta dunque un valore aggiunto per il centro storico della città dal punto di vista culturale. I lavori di ristrutturazione e recupero interesseranno quindi il palazzo Gravisi-Buttorai, uno dei più vividi esempi di architettura barocca presenti a Capodistria, iscritto nel registro dei beni culturali immobili del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia. Si tratta infatti di uno degli ultimi edifici di grande valore architettonico, ora bisognoso di ristrutturazione, nel centro storico della città. Gli interventi edilizi prevedono la ristrutturazione dell’ala destra del palazzo sul quale è scolpito lo stemma dell’antico casato nobiliare capodistriano dei Gravisi.
Le opere previste includono lavori di costruzione, finitura artigianale e installazione di impianti. Saranno effettuati tutti gli interventi necessari in un’ottica di adeguamento allo stato dell’arte, andando in tal senso a garantire un elevato livello di qualità – anche estetica – dell’immobile e il pieno rispetto di tutti i provvedimenti in materia di conservazione del patrimonio culturale dell’immobile, in linea con quanto previsto dal Piano di conservazione già acquisito. I lavori di rifacimento e sopraelevazione dell’immobile andranno a potenziare l’attuale edificio a livello tecnico, funzionale ed estetico. Gli ammodernamenti di carattere tecnico contribuiranno in termini di razionalizzazione dell’uso degli spazi, efficienza del consumo energetico e sostenibilità dei costi di funzionamento e manutenzione. L’edificio sarà inoltre interamente accessibile anche da parte dei visitatori con deficit motori/sensoriali.
È previsto il mantenimento degli attuali muri portanti, nonché dei vani porta e finestra già esistenti, il parziale recupero di pitture e intonaci originali. Le altezze di sagoma degli immobili storici non vengono modificate, bensì mantenute nella massima misura possibile. Una particolare attenzione è rivolta alla conservazione delle minuzie su camini ed elementi scolpiti in pietra, come vasche, cornici delle finestre, ecc. Il recupero delle facciate storiche è subordinato alle direttive del Piano di conservazione.
L’immobile che si andrà a realizzare avrà una superficie netta complessiva di 468,56 metri quadrati. Al piano terra, nei 171,30 m², troveranno sistemazione il foyer, i servizi igienici, il deposito, il guardaroba, un corridoio, l’ascensore, il museo, il pianerottolo e la scalinata. Il giardino conterà 35,50 m2. I 169,56 m² del primo piano saranno distribuiti tra scalinata, museo, locali amministrativi, cucinino, corridoio, servizi igienici, ascensore, balcone, segreteria, ripostiglio, ufficio del direttore, ufficio con cinque postazioni di lavoro, scalinata. Il secondo piano avrà 127,70 m² e la terrazza 72,00 m²”.

Una nuova istituzione unitaria

“Una volta ultimati i lavori, come già detto, nel palazzo troverà collocazione il Centro multimediale italiano in Slovenia, che disporrà di nuovi contenuti museali, didattici e formativi. Affidandosi al supporto delle più moderne tecnologie digitali, i contenuti saranno funzionali a presentare e promuovere la Comunità nazionale italiana autoctona in Slovenia e Croazia. Tali interventi assicureranno la piena operatività dell’intero palazzo Gravisi-Buttorai. Il Centro andrà a integrare e incrementare l’offerta culturale del territorio, curandone anche la valorizzazione a fini turistici e formativi. L’allestimento museale sarà realizzato nel corso del 2021, mentre il palazzo sarà inaugurato entro la fine del 2021. In sintesi, recupereremo un palazzo storico in pieno centro città a Capodistria per adibirlo a servizio pubblico. Qui troveranno anche spazio gli Uffici dell’Unione Italiana. Ma ciò che più conta, vi troverà collocazione il primo museo digitale, multimediale, virtuale della nostra Comunità, che opererà in collaborazione con il Museo regionale di Capodistria e con le altre istituzioni della Cni in Slovenia e in Croazia. Nascerà, in definitiva, una nuova istituzione unitaria della nostra Comunità, a beneficio dell’intera collettività, della popolazione dell’Area Progetto e del mondo degli esuli”.

La percezione e la diffusione dell’identità multiculturale e multilinguistica di un territorio richiede molto impegno. In quale modo Primis può aiutare la nostra minoranza, ma anche altre comunità linguistiche coinvolte, a rafforzare la propria presenza storica sul territorio e a individuare validi strumenti per affrontare le sfide che il futuro ci porterà?

“Lo può fare in un modo del tutto innovativo e originale. Quale è il nostro più importato patrimonio che dà valore alla nostra Comunità? Il nostro ricchissimo patrimonio culturale, materiale e immateriale di cui siamo eredi e prosecutori, grazie al nostro paziente ed instancabile lavoro di produzione culturale che facciamo quotidianamente. La nostra storia, la nostra plurisecolare civiltà che abbiamo prodotto in Istria, a Fiume, nel Quarnero, in Dalmazia, hanno dato un’impronta incancellabile a questo territorio, rendendolo del tutto originale in un rapporto di coesistenza e di convivenza per larghi tratti della storia – per altri, molto più brevi, per fortuna, caratterizzati da opposte violenze e soprusi inauditi, all’alba del sorgere delle nazioni –, fatto di scambi e di dialogo interculturale, di prestiti e doni culturali e linguistici con le altre componenti autoctone, croata e slovena, ma non solo, che si sono reciprocamente alimentate, spesso sposate e amate.
Questo nostro patrimonio, purtroppo, è ancora oggi in alcuni segmenti poco conosciuto in Slovenia e Croazia, ma neppure in Italia, nemmeno nei luoghi in cui dovrebbero conoscerlo! I programmi scolastici e universitari, i libri di storia e di attualità, nel migliore dei casi ignorano questo patrimonio, nel peggiore lo stravolgono, se ne appropriano rivestendolo di panni che non gli appartengono, lo strumentalizzano, prolungano nei secoli gli orrori del trascorso ‘secolo breve’, lo negano. Così facendo attuano un culturicidio, riscrivono la storia Ad usum Delphini, non rendendosi conto che ogni civiltà che viene cancellata comporta la scomparsa di un pezzo di storia dell’umanità”.
Il nostro impegno nella divulgazione della nostra storia presso la popolazione di maggioranza, avviata dal Centro di ricerche storiche di Rovigno con un’opera monumentale e plurilingue italiano-croato-sloveno, come il manuale ‘Istria nel tempo’, pubblicato insieme con l’Unione Italiana e l’Università popolare di Trieste, a cura di Egidio Ivetic, nell’ambito di un progetto in collaborazione con i Programmi Italiani di TV Capodistria, con i documentari curati da Alessandra Argenti Tremul, il tutto con i fondi che lo Stato Italiano destina annualmente in favore della Cni in Croazia e Slovenia) è proseguita con il volume bilingue italiano-sloveno di Nives Zudič Antonič, ‘Storia e Antologia della letteratura italiana di Capodistria, Isola e Pirano’, edito dall’UI di Capodistria e finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, con il Progetto strategico Jezik/Lingua, di cui l’UI era partner. Ora tutto ciò viene declinato in termini turistici, per far conoscere e valorizzare economicamente questo patrimonio in ogni suo aspetto, da quello culturale, linguistico, musicale, artistico, architettonico, urbano, paesaggistico, delle tradizioni, enogastronomico, ecc., per incrementare i flussi turistici nell’Area di Progetto del Programma, miratamente nelle zone dove vivono le comunità nazionali italiana e slovena e le Comunità linguistiche dei friulani, dei cimbri e dei ladini. Questo progetto potrà diventare, quindi, una vera best practices per tutte le altre comunità nazionali e minoritarie d’Europa.
Primis, con la sua piattaforma multimediale e con il museo virtuale digitale, è un progetto in divenire. Ci vorrà ancora del tempo per fare in modo che tutti i contenuti storici, culturali e linguistici, musicali e artistici, siano fruibili e siano quanto più completi ricomprendendo tutta la Cni, in Croazia e Slovenia e il mondo degli esuli. Ci attende un lungo ed entusiasmante lavoro anche dopo che Primis sarà ufficialmente concluso, ma avremo a disposizione una nuova importante istituzione unitaria che ci aiuterà a dare le risposte giuste e appropriate alla sua domanda”.

A che punto siamo con il progetto che, ricordiamo, è stato avviato nel 2019?

“Per quanto riguarda l’Unione Italiana, abbiamo predisposto la documentazione necessaria e abbiamo ottenuto le autorizzazioni previste fino al permesso di costruzione. Le procedure per indire la gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione e recupero del palazzo sono in fase di predisposizione e la gara dovrebbe essere bandita a brevissimo. Qualche mese fa sono terminati gli scavi archeologici, estesi a tutto il perimetro dell’edificio e del giardino, eseguiti da una ditta che si è aggiudicata la gara d’appalto pubblica. Si è trattato di un intervento necessario, stabilito dalla normativa nazionale, essendo il palazzo sotto la protezione delle Belle arti. I lavori erano iniziati a fine novembre 2019 e hanno conosciuto un certo rallentamento, come tutto il progetto in effetti, a causa dell’emergenza epidemiologica. Nel mese di febbraio 2020 abbiamo scelto, sempre tramite licitazione pubblica, la ditta che si è occupata dei lavori di movimento terra e consistevano nel caricamento e trasporto del materiale scavato in una discarica autorizzata in funzione dei lavori di ricerca archeologica. Tali lavori sono conclusi. Una volta individuata la ditta appaltatrice e iniziati i lavori di riqualifica del palazzo riteniamo che potranno terminare nell’estate-autunno del 2021”.

l Palazzo Gravisi Buttorai è uno dei maggiori esempi dell’architettura barocca della città

Un’occasione di crescita

“Per quanto riguarda il progetto nel suo complesso, l’UI quale lead partner, ha organizzato tre riunioni dello Steering Committee del progetto, ha redatto le prime relazioni sullo stato d’avanzamento del progetto, ha avanzato le prime richieste di rimborso della quota di cofinanziameno del Fondo europeo di sviluppo regionale e del cofinanziamento nazionale italiano, ha autorizzato i rendiconti dei partner progettuali. L’attività di comunicazione, a cura della Regione FVG, si è incentrata sull’aggiornamento del sito web del progetto, sulla redazione di sei newsletter del progetto ‘Primis’, oltre alla pubblicazione di numerose news, di molti post sul Facebook, tweet su Twitter e post su Instagram. Tutti i partner sono altresì stati attivi nella promozione del Progetto attraverso i propri canali di comunicazione. L’Unione regionale economica slovena-Slovensko deželno gospodarsko združenje ha iniziato a predisporre la brochure sull’artigianato e sui prodotti tipici del territorio. L’Agenzia di sviluppo del Veneto orientale-Vegal ha affidato, tramite incarico esterno, la realizzazione di una brochure e un dépliant informativo destinati ad un vasto pubblico. Per quanto riguarda la realizzazione della parte importantissima della piattaforma digitale multimediale, a cura della Regione del Veneto, la Fondazione Cest ha realizzato le linee guida per la raccolta degli elementi legati alle lingue delle minoranze e la matrice raccolta dati; ha fatto seguito la tematizzazione dei Points of interest, che ha dato il via, da parte dei partner coinvolti, al lavoro di mappatura e raccolta dati funzionali. Come UI, con il partner Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana, abbiamo lavorato sulla catalogazione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Cni in Slovenia e abbiamo individuato i punti d’interesse rilevanti per l’Istria Nordoccidentale. Sono in fase di redazione, ovvero di completamento, i testi per i vari punti di interesse che riguardano la nostra area.
I vari partner coinvolti (LP, PP2, PP9, PP10) hanno lavorato con le autorità locali o altri soggetti del territorio per concordare i lavori negli spazi fisici dove saranno allestiti i centri multimediali, a Trieste, Comelico, Bibione e Capodistria. L’Unione regionale economica slovena ha organizzato un primo incontro divulgativo con un ristoratore di successo presso l’Istituto tecnico Jožef Štefan di Trieste. L’ATS Projekt ha effettuato la prima analisi dei materiali testuali, fotografici e multimediali ed è stato analizzato il modello d’impostazione lessicografica e tecnica del dizionario turistico multimediale. L’agenzia di sviluppo ‘Zeleni Kras’ di San Pietro del Carso (Pivka) ha avviato i lavori per la futura mostra virtuale. La Camera del Turismo di Lubiana ha predisposto il bando e il corso di formazione per i Giovani Ambasciatori Culturali. All’indirizzo dell’UI sono pervenute ben 37 domande, a seguito di un bando pubblico. Abbiamo scelto alla fine due giovani connazionali che erano in possesso di tutti i requisiti richiesti dal Bando. Anche la Can costiera ha provveduto a individuare due giovani connazionali”.
La Covid ha rallentato un po’ tutto… Vale anche per il progetto Interreg Primis Italia/Slovenia?

“Certamente che ha influito, ma tutti ci siamo comunque dati molto da fare anche durante il lockdown e le attività, anche se a ritmi più lenti e con maggior difficoltà, sono proseguite. Agli incontri reali abbiamo supplito con molte videoconferenze, telefonate, mail, ecc. Vedremo comunque nei prossimi mesi come questo imprevisto potrà ripercuotersi sulla realizzazione complessiva del progetto.
Credo sia opportuno ricordare infine che il progetto Primis, per quanto riguarda la nostra Comunità nazionale, sarà realizzato anzitutto con i fondi europei e con un contributo dello Stato Italiano e dei fondi dalla base economica per la Cni per il tramite della Can costiera. In effetti potevamo da subito attingere dai fondi della Legge 73/01 dell’Italia per la nostra Comunità ma volevamo dare respiro europeo al nostro progetto e non sottrarre risorse all’intera collettività, proprio per moltiplicare e diversificare le fonti di finanziamento delle complessive attività della Cni.
Abbiamo lavorato molto, in piena sinergia con la Comunità nazionale slovena in Italia, con la Can costiera e con il governo sloveno affinché le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia acconsentissero di far inserire tra gli 11 temi strategici del Programma Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 anche quello delle minoranze. Il fatto che sia stato inserito nell’Asse prioritario 3, ci ha costretto a ripensare alla nostra idea iniziale e a riscrivere completamente il progetto in chiave economico-culturale-turistica. Ed è stato indubbiamente un bene! Desidero ringraziare le collaboratrici e i collaboratori che negli anni si sono cimentati con i progetti europei e che hanno lavorato presso l’Ufficio Europa dell’Unione Italiana di Capodistria condividendo con noi tutta la loro conoscenza, inventiva, intelligenza e entusiasmo. Li ricordo partendo da chi è ancora con noi: Sandro Vincoletto e Marko Gregorič; e poi Clio Diabatè, Lea Skok, Roberta Vincoletto, Barbara Costamagna, Andrej Bertok e i collaboratori esterni che hanno lavorato al progetto e fatto parte della squadra. Sono tutte e tutti giovani connazionali, spesso al loro primo lavoro, che qui hanno maturato una proficua esperienza lavorativa.

Maurizio Tremul, Marko Gregorič e Sandro Vincoletto

Un’ultima nota, infine, per chiarire una cosa a tutti coloro che si chiedono il senso dell’Ufficio Europa e della stessa UI a Capodistrfia. È grazie a questa presenza e attività innovativa che la nostra Comunità Nazionale mantiene ancora salda la nostra unitarietà in Slovenia, sottoposta a ciclici tentativi di smantellamento. Questa struttura, le giovani e i giovani che vi hanno lavorato e collaborato e coloro che lo fanno tutt’ora, hanno portato alla Cni risorse finanziarie di gran lunga superiori al costo dell’UI di Capodistria in tutti questi anni. Se al freddo calcolo economico-monetario aggiungiamo poi il valore che hanno saputo portare in termini culturali e di conoscenza, di creatività ed entusiasmo, allora non vi sono paragoni: posso dirmi fortunato di aver fatto con loro un pezzo di strada della mia vita”.
Il progetto ha anche una propria pagina Internet consultabile qui.

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