Fiume CEC. Premiato l’entusiasmo dei volontari

Gli interessati possono aderire e contribuire alla realizzazione dei programmi

La realizzazione di settanta programmi culturali che sono entrati a far parte della grande cerimonia di apertura di Fiume Capitale europea della Cultura 2020 sarebbe stata impossibile senza una schiera di entusiasti che hanno messo a disposizione il proprio tempo libero e il proprio sapere. Finora sono stati circa 300 i volontari che si sono impegnati a preparare il grande evento, giovani, ragazzi, ballerini, cantanti, musicisti, operai, che hanno fatto riunioni, prove e si sono incontrati innumerevoli volte, per un totale di ben 1960 ore di lavoro non retribuite. Anche se nessuno dei volontari si è impegnato con un secondo fine, alla cerimonia che si è tenuta al RiHub, i rappresentanti delle autorità cittadine hanno consegnato loro un attestato di ringraziamento per il lavoro svolto nella preparazione della grande festa, nonché un piccolo pensiero.
Asja Brusić, coordinatrice del programma di volontariato, rivolgendosi ai volontari ha dichiarato: “Già alle elementari ci hanno insegnato le quattro parole magiche che aprono tutte le porte. Una di queste dovremmo ripeterla all’infinito, tanta è la nostra gratitudine: grazie! Grazie dell’entusiasmo, dell’energia positiva e del clima di amicizia che avete creato e che hanno rappresentato Fiume agli occhi dell’Europa. Senza di voi l’evento non avrebbe riscontrato un successo talmente travolgente.”
I volontari sono stati salutati anche dal vicesindaco di Fiume, Marko Filipović, e dalla direttrice delle partnership di Fiume 2020, Irena Kregar Šegota.
“Il primo giorno di febbraio tutta la città respirava all’unisono e l’energia che su diffondeva già di buon mattino ha inondato le vie del centro – ha dichiarato Filipović –. Siete stati proprio voi ad avere portato il buonumore alla nostra città, regalandoci un bene che non si può acquistare: il vostro tempo, l’amore e l’entusiasmo. Grazie ancora dell’impegno e vi auguro di continuare su questa strada anche in futuro“.
Kregar Šegota ha ricordato, invece, il periodo in cui il titolo di Capitale europea della Cultura era soltanto un sogno nel cassetto, e un gruppetto di entusiasti lavorava ai progetti da presentare all’Europa. “Il nostro sogno più grande era quello di lanciare un nuovo tipo di volontariato culturale e l’avverarsi di questo sogno è iniziato nel momento in cui siamo diventati la prima città in Croazia ad avere ottenuto questo prestigioso titolo e la prima città in Croazia ad aver lanciato questo tipo di volontariato. Se non fosse stato per voi – ha continuato rivolgendosi ai giovani – tutti i traguardi raggiunti non sarebbero stati possibili. Per questo vi ringrazio di cuore. I volontari devono avere un grande cuore e tanta voglia di lavorare, e voi li avete entrambi. Spero che questo clima di fratellanza sia il lascito di Fiume CEC 2020, che vi accompagnerà anche in futuro”. Kregar Šegota ha ricordato che è la Casa croata di cultura di Sušak a coordinare tutte le attività di volontariato culturale a Fiume.
A ringraziare i presenti è stata pure Marija Vasović, coordinatrice dei programmi. Infine, tutti gli interessati sono stati invitati ad aderire alla squadra di volontari e a contribuire alla realizzazione dei programmi restanti in questo 2020 dedicato alla cultura.

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