Al Campus di Tersatto approda «No pasarán!»

A Fiume, pannelli espositivi sulla cultura della memoria nella Guerra civile spagnola

Vjeran Pavlaković. Foto: Goran Žiković

Sulla scalinata di fronte all’edificio del Parco Scientifico-tecnologico StepRi, presso il Campus universitario di Tersatto, è stata inaugurata la mostra “La cultura della memoria e la Guerra civile spagnola”, allestita su panelli espositivi, nell’ambito dell’iniziativa “27 vicinati”, parte del programma di Fiume Capitale europea della Cultura 2020.
L’idea è nata dal professor Vjeran Pavlaković, del Dipartimento di Studi culturali della Facoltà di Filosofia, che ha realizzato questa mostra grazie alla collaborazione con i partner EUROM – European Observatory on Memories, L’Università di Barcellona, il Museo di Marineria e Storia del Litorale croato e con gli studenti della Facoltà di Filosofia di Fiume.
“La storia della Guerra civile in Spagna non fa soltanto parte della storia spagnola, ma anche di quella europea e mondiale. Questo evento storico è, inoltre, fortemente radicato anche nella storia locale, grazie al grande numero di fiumani e quarnerini che vi hanno aderito per andare a combattere contro il fascismo. Queste idee – ha spiegato Pavlaković – sono attuali ancora oggi. Assistiamo alla crescita di movimenti nazionalisti e populisti e di conseguenza è ancora molto importante l’idea antifascista, di solidarietà, di cooperazione e di dialogo”.

Foto: Goran Žiković

Lascito storico sempre attuale
La Guerra civile spagnola ha mobilitato un grande numero di artisti, scrittori e attivisti che hanno continuato a propagare le idee della lotta antifascista, anche dopo la fine della guerra. Un lascito storico di questa lotta era presente anche nel luogo dove oggi si trova il Campus di Tersatto. Il professor Vjeran Pavlaković ha spiegato, all’inaugurazione della mostra, che la caserma dell’Armata jugoslava di Tersatto era dedicata ai volontari della Guerra spagnola e all’interno del complesso c’era un monumento dedicato ai combattenti con la scritta “No pasarán”, demolita nel 1991. Lo slogan di propaganda popolarizzato durante la guerra in Spagna è un messaggio dell’attivista politica Dolores Ibárruri lanciato per incitare a combattere contro le truppe del generale Franco. In realtà, fu coniato nella sua variante francese “Ils ne passeront pas!” dal generale Robert Nivelle durante la battaglia di Verdun della Prima guerra mondiale.
Omaggio ai caduti
L’intento della mostra, assicurano gli organizzatori, non è assolutamente quello di glorificare la guerra o offrire un’interpretazione ideologica degli eventi, bensì rendere omaggio a tutti gli individui che hanno dato la propria vita, lasciando le loro case fuori dai confini spagnoli per recarsi in una terra sconosciuta e difendere i valori della democrazia, in un periodo turbolento di ascesa del fascismo. Concretamente, si tratta dei valori della pace, del dialogo, della tolleranza e della solidarietà internazionale, che a distanza di 80 anni dalla vittoria nazionalista e dall’instaurazione della dittatura brutale durata 35 anni, devono venire ripensati e rivalutati in una prospettiva moderna.

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