ORLANDERIE Kolinda nel CIO è un’offesa allo sport

L'ex Presidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarović Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

Ricordate quando l’ex Presidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarović, a caccia di voti per un secondo mandato, dichiarò che da piccola faceva il tifo per Dinamo e Hajduk perché il Rijeka a quei tempi era una filiale di Crvena zvezda e Partizan, squadre serbe dell’ex capitale jugoslava e non c’era posto per i ragazzi fiumani? Oggi anche lei è un ex Presidente della Croazia. In quella circostanza le vennero certamente a mancare anche i voti dei fiumani…
Kolinda Grabar-Kitarović oggi quasi certamente aprirà un nuovo capitolo della propria carriera, entrerà a far parte del Comitato olimpico internazionale. Le nomine saranno valutate dall’Esecutivo del CIO, ma solitamente si tratta di una formalità. Soprattutto per quanto riguarda la Grabar-Kitarović, proposta personalmente dal presidente del CIO, Thomas Bach. Ne è entusiasta Zlatko Mateša, presidente del Comitato olimpico croato. “Un grande riconoscimento per lo sport croato”, ha sentenziato.
Non condivido. Tutt’altro, sono fermamente convinto che la nomina di Kolinda Grabar-Kitarović a membro dell’Esecutivo del CIO sia un’offesa per tutti coloro che anche in gioventù hanno praticato un po’ di sport. Due anni fa Kolinda rubò la scena ai calciatori croati durante i Mondiali di Russia, sulla loro strada verso la finale, persa poi nella sfida con la Francia. Fra tribuna d’onore e “profanazione” dello spogliatoio, con il bicchiere in mano, Kolinda fu uno spettacolo unico al mondo.
Fu quasi certamente in quel periodo che il presidente Bach scoprì le… doti di Kolinda, tanto da associarla oggi alle varie principesse di Inghilterra, Liechtenstein, Arabia Saudita…, nel rispetto della “quota rosa”, il 47 per cento di donne. Niente in contrario, ci mancherebbe! Largo al gentil sesso, ma ci dovrebbe essere una selezione, in base a determinati criteri.
Comunque, auguri Kolinda.
L’Esecutivo del CIO è un castello di corruzione. Si comprano voti per l’assegnazione dei Giochi olimpici, estivi e invernali, ma anche per quelli del Mediterraneo.
Antun Vrdoljak fu membro del CIO dal 1995 al 2011. Dal 2012 è membro onorario senza diritto di voto. Vrdoljak entrò nel CIO 25 anni fa per volontà del “dittatore” spagnolo Juan Antonio Samaranch il quale lo premiò per meriti “politici speciali”, ossia per aver venduto Fiume durante le elezioni della città ospitante dei Giochi del Mediterraneo del 2001. A Bari, infatti, in quel 1995 Samaranch convocò d’urgenza Vrdoljak, Slavko Linić, all’epoca sindaco di Fiume e Luciano Sušanj, ordinando di ritirare la candidatura a favore di Tunisi. I fiumani disobbedirono, Linić presentò la candidatura, ma poi Antun Vrdoljak la ritirò a nome della Croazia. Quindi dichiarò solennemente: “Mai più facilmente avremo i prossimi Giochi…”. Che andarono ad Almeria e Pescara. Alla fine Fiume si stancò di candidarsi.
Antun Vrdoljak, vendendo Fiume, si comprò il biglietto per i “salotti dello sport mondiale”.
Kolinda? Siamo seri.
L’ex Capo dello Stato e il regista cinematografico hanno in comune il fatto di essere convinti che il pallone salti perché dentro ci sia una rana. Lo sport è politica. Sinonimo di “prostituzione”.

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