«La commedia» Obiettivo raggiunto

Foto: Dražen Šokčević

Uno spettacolo corale a cui mettono mano tante persone diverse è una sfida affascinante che può riservare diversi ostacoli. Il primo, e forse il più importante, è la difficoltà di riuscire a creare un’armonia che renda omogeneo un lavoro collettivo la cui responsabilità non è di un solo regista. “La commedia”, spettacolo che vede all’opera il Dramma Italiano insieme al Dramma Croato, supera brillantemente questa prova. L’intento è dichiarato già dal titolo: omaggiare un genere che al pubblico piace sempre, suscitando risate.
Fiume, il fulcro
Ma c’è un secondo obiettivo nell’operazione: mettere al centro la città di Fiume, la sua storia e i personaggi che la caratterizzano, ed ecco il perché della scelta bilingue. La semplice scena riproduce una grande cornice da cui escono, di volta in volta, gli interpreti dei sette episodi e intorno a cui si esibiscono i musicisti-cantanti, un filo conduttore da avanspettacolo, con le note a fare da collante.
Si comincia con “La storia di Fiume in dieci minuti” diretta da Giulio Settimo: dieci attori, con un frenetico ritmo da cabaret, narrano gli episodi salienti della città. Dai primi insediamenti a Tersatto, passando per gli Illiri e i Romani, dalle avventure dei pirati fino ad arrivare al complicato Novecento, tutto è proposto con un riuscito mix di battute, cori, momenti mimati e gag.
Tra sms e lettere cartacee
Del tutto diverso il secondo quadro, “E?”, scritto, diretto e interpretato da Denis Brižić: qui l’atmosfera è intima, si tratta della conversazione a due di una coppia, tra le romantiche lettere cartacee d’altri tempi e i martellanti messaggi istantanei di oggi giorno. Segue “Dieci minuti alla fine del mondo”, un monologo di Chiara Boscaro diretto da Marco Di Stefano. Il bellissimo testo, in un crescendo di tensione e comicità, ricorda lo spunto del geniale racconto di Georgi Gospodinov “8 minuti e 19 secondi” ma trova delle soluzioni personali e azzeccate che ne fanno un piccolo gioiello di narrazione teatrale. “Gentilezze a cena” diretto da Annie Jin Wang & Jen Pitt vuole puntare sull’assurdità di una situazione tipicamente femminile interpretata però da uomini: durante una cena le chiacchiere di un gruppo di amici celano segreti, gaffe e battibecchi con un effetto complessivo non del tutto riuscito.
Poesia e leggerezza sono gli ingredienti per “Di passaggio” diretto da Nenad Pavlović: il mondo dei clown con le sue regole surreali, legate intrinsecamente al movimento e al suono, riporta a una situazione senza tempo che fa sorridere bambini e adulti senza bisogno di spiegazioni e battute. È tutta azione e dialogo, invece, “L’ispettore delle boccaporte”, una delle più celebri scene scritte da Carpinteri & Faraguna e diretta da Giorgio Amodeo: il mondo picaresco e buffo dell’ex litorale austriaco ritorna per ricordare vizi e peripezie di un mondo lontano e tenero che non esiste più.
Pettegolezzi innanzitutto
Infine, ecco “Le allegre comari di Fiume” di Giuseppe Nicodemo, un testo pop e intelligente in cui due donne distese a prendere il sole discutono di tutto: tra un pettegolezzo e una confidenza saltano fuori D’Annunzio playboy, l’amato-odiato Galeb e retroscena locali che arrivano a toccare l’attualità della futura occasione del 2020 di Capitale europea della Cultura. “Le imprese di Fiume”, dice una delle interpreti nelle battute finali e la frase sintetizza bene lo spirito dello spettacolo incentrato sulla comicità spesso involontaria della vita. Conclude la messinscena Francesco Squarcia con la sua intensa canzone “Immensamente”.
Nel complesso, “La commedia” centra l’obiettivo di suscitare la risata rendendo paradossali situazioni e personaggi, soprattutto quando rivisita Fiume e le sue vicende storiche di ieri e di oggi in chiave ironica. I dodici attori, insieme ai musicisti, riescono quasi tutti a reggere la non facile responsabilità di divertire senza perdere autorevolezza e ritmo e gli spettatori stanno al gioco: ridono, applaudono, cantano.

 

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