Cosa aspettarsi dalla nuova Commissione Ue?

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue. Foto Goran Stanzl/PIXSELL

Alcuni mesi fa gli eurodeputati hanno votato a scrutinio segreto il presidente della Commissione europea. Ursula von der Leyen è stata eletta con soli 383 voti a favore, su 733 votanti. La maggioranza necessaria prevista era di 374 voti. Quindi ha vinto per soli 9 voti di scarto. I suffragi contrari sono stati 327. I voti della maggioranza a Strasburgo composta dal Partito popolare europeo (centrodestra)-S&D(centro sinistra) e Liberali non erano sufficienti. Senza l’appoggio del Movimento 5 Stelle, tra franchi tiratori e schede bianche, a Ursula von der Leyen mancavano 75 voti. Si è trattato dunque di un importantissimo voto a livello europeo, senza il quale si sarebbe potuta aprire una vera crisi istituzionale all’interno dell’Unione. Alcuni giorni fa, il Parlamento europeo ha finalmente dato il via alla Commissione europea con 461 voti a favore, 157 contrari e 89 astenuti. Adesso abbiamo il nuovo Esecutivo con un’ampia maggioranza nel Parlamento di Strasburgo. Sono stati eletti dieci commissari popolari, nove socialisti, quattro liberali, un conservatore e tre indipendenti. Teoricamente la Commissione adesso può contare su una rassicurante maggioranza. Però, in realtà, le cose non stanno proprio così. Non dobbiamo dimenticare che ciascun commissario è stato indicato dai singoli governi nazionali. Questo significa che dei 28 (o 27?) almeno 10 governi che hanno candidato un commissario, non sono più europeisti. Nel passato quando governavano i Popolari e i Socialdemocratici, di questo aspetto politico non si parlava. Oggi purtroppo non è così. Alcuni governi appartengono formalmente alla famiglia dei Popolari, ma in realtà sono populisti/sovranisti. Così la nuova Commissione rappresenta uno strano mix di europeisti, di sovranisti/populisti, inclusi quelli che rappresentano le multinazionali. Tra le molte sfide che la nuova Commissione dovrà affrontare – cambiamenti climatici, promozione della “green economy”, Balcani, allargamento dell’UE, economia digitale ecc. – c’è una una molto particolare e delicata; le relazioni con la NATO e gli USA. Nell’intervista rilasciata al “New York Times” in gennaio, Ursula von der Leyen – ex ministro della Difesa tedesco – tra l’altro disse: “Il mondo ha ancora bisogno della NATO. L’alleanza non riguarda soltanto le basi militari. Si tratta di difendere l’ordine mondiale. Lo scopo principale della NATO rimane quello di garantire la sicurezza dei suoi membri. Però non è mai stata un’alleanza puramente militare. È anche un’alleanza politica”.

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