«Zajc»: alla ricerca di un’aura speciale

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«Zajc»: alla ricerca di un’aura speciale
Una provino si è tenuto sulla scena e non in sala prove

Nel Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume operano quattro ensémble, ovvero l’Opera, il Balletto, il Dramma Italiano e il Dramma Croato. Per diventare parte integrante del corpo degli attori o dei cantanti è necessario possedere determinate qualità che spiccano sulla scena, talenti o abilità che si possono sviluppare soltanto con un duro lavoro che, per la maggior parte degli artisti, inizia già nell’infanzia. Il Balletto è sicuramente l’ensemble che richiede una prestanza fisica eccezionale e molto più elevata rispetto agli altri generi teatrali, motivo per cui solitamente i ballerini sono molto giovani e in ottima forma. Dopo due anni di pandemia, che ha causato moltissimi problemi nei teatri a livello mondiale – da licenziamenti alla soppressione di interi corpi di ballo -, circa cinquecento ballerini giunti da tutto il mondo hanno risposto al concorso indetto dallo “Zajc” per occupare due posti di lavoro in seno al Balletto.

I provini per i ragazzi, tutti nella fascia d’età dai 19 ai 29 anni, si sono tenuti ieri sul palcoscenico del Teatro.

 

La carica dei cinquecento e uno

A descrivere il processo di selezione dei ballerini è stata Maša Kolar, direttrice del Balletto, la quale ha spiegato che si è tentato di rendere il provino quanto più rilassante e umano, senza stress aggiuntivi.

“Abbiamo deciso di svolgere tutte le audizioni in un solo giorno – ha esordito Kolar – e siamo sicuri che sottoponendo i candidati a una serie di esercizi riusciremo a capire quali sono i ballerini che corrispondono maggiormente ai nostri bisogni. Siamo alla ricerca di un ballerino e di una ballerina e con queste due nuove acquisizioni il nostro ensémble arriverà a venti ballerini complessivamente. Per quanto riguarda le abilità che ci interessano, puntiamo soprattutto all’individualità. Ovviamente, non sono da trascurare le competenze tecniche legate al balletto e alla danza contemporanea, ma tutti i candidati presenti al provino sono dei professionisti di alto livello e quindi reputiamo che la parte pratica sia stata già soddisfatta. Attualmente sono 23 i ballerini in scena, un numero decisamente più basso rispetto alle 500 candidature pervenute per video da tutto il mondo. Abbiamo impiegato circa due settimane a visionarle tutte e a scegliere i candidati che poi sono stati invitati a esibirsi davanti alla giuria. Quindi siamo piuttosto sicuri che le competenze tecniche siano acquisite, ora vorremmo capire chi di loro ha un’aura speciale. Per questo motivo abbiamo voluto fare il provino sulla scena e non nella sala delle prove, perché così è più facile notare chi ha una presenza scenica che spicca. Visto che sono tutti bravissimi, saranno i dettagli a fare la differenza”.

Maša Kolar

La crisi universale del balletto

Maša Kolar ha illustrato i motivi di un numero così elevato di ballerini interessati ai posti di lavoro dello “Zajc”.
“Ai miei tempi, quando iniziai a danzare e a cercare lavoro la concorrenza non era così spietata – ha continuato -. Il numero di persone a livello globale che sta cercando lavoro è impressionante e i giovani presenti sulla scena oggi faranno molta fatica a trovare un posto al sole. Ciascuno di loro ha allegato alla richiesta un curriculum vitae e vedere che ballerini di 21 o 22 anni sono stati attivi fino al 2020, ma dallo scoppio della pandemia non hanno più fatto progetti o spettacoli mi spezza il cuore. Penso anche che i giovani di oggi abbiano una maturità che noi non avevamo alla loro età. A 19 anni sono già pronti per la scena e hanno sviluppato una personalità artistica, il che è importante per noi perché non siamo alla ricerca di un robot o di una bambola danzante, ma di una persona che sia in grado di trasmettere un’emozione col movimento del proprio corpo”.

Alla ricerca del posto fisso…

Quello che sembra un miraggio nel mondo teatrale potrebbe diventare una realtà per due ballerini. Anche se non tutti i candidati si sono potuti presentare al provino, visto che alcuni erano impegnati e altri sono risultati positivi al Covid-19, una parte delle audizioni si terrà più avanti in privato. Le selezioni si dovrebbero concludere al più tardi entro la fine di febbraio, visto che verso la fine del mese inizieranno le prove per il “Romeo e Giulietta” di Sergej Prokofjev (con coreografia di Jiri Bubeniček), che dovrebbe andare in scena ad aprile. I ballerini presenti al provino fiumano arrivano da tutto il mondo, ma soprattutto da Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Israele, Norvegia, Croazia e Serbia e quelli che con il proprio talento riusciranno a conquistare la giuria otterranno un contratto di lavoro della durata di due anni e la possibilità di lavorare ed esibirsi allo “Zajc”.

Il balletto in Italia è in via d’estinzione

Maša Kolar ha spiegato che tra le centinaia di candidati che hanno risposto al concorso numerosissimi sono stati i ballerini italiani, mentre soltanto quattro candidati sono croati. Della commissione che ha valutato i ballerini hanno fatto parte la pedagogista Irina Köteles, il primo ballerino Michele Pastorini, il maestro di danza Daniele Romeo, il pedagogo Andrej Köteles, il ballerino Nicola Prato e la direttrice Maša Kolar.
“Il balletto e l’arte della danza negli ultimi anni sono diventati una sorta di moda – ha continuato la direttrice del Balletto -, motivo per cui tanti giovani hanno scelto il balletto come una carriera da perseguire. Sono numerosissime le scuole italiane che istruiscono ballerini bravissimi, ma le possibilità di impiego sono pressoché inesistenti. In tutta Italia ci sono soltanto tre ensemble di Balletto e non esistono istituzioni che potrebbero fornire dei posti di lavoro di questo tipo. In tutto il mondo assistiamo a un’inesorabile chiusura dei teatri e delle compagnie di danza e anche in Croazia molti teatri sono in crisi. Per questo motivo Fiume ha attirato tanti ballerini da moltissimi Paesi non solo europei.

Tutti i candidati hanno inviato alcuni video di cui uno è la danza con la barra, uno è il cosiddetto ballet class, una variazione classica e una contemporanea, nonché un’improvvisazione”.

I giovani europei puntano su Fiume

Tra i numerosi ballerini presenti sul palcoscenico dello “Zajc” alcuni hanno acconsentito a parlare con i giornalisti per spiegare cosa li ha portati a Fiume. Valerie Pelletier De Chambure dalla Francia, ha spiegato che Fiume è una bella città e che le piacerebbe potersi esibire davanti al pubblico fiumano. Ombline Noyer ha già lavorato al Ballenas Chileno di Santiago Del Cile e vorrebbe provare ora qualcosa di diverso.

“Prima di venire allo Zajc – ha spiegato – ho dato un’occhiata al repertorio del balletto e mi è piaciuto molto perché ogni spettacolo è diverso e ciascuno ha uno stile particolare. Penso che il Teatro fiumano abbia un grosso potenziale e mi piacerebbe contribuire al suo sviluppo”.

Vid Vugrinec di 19 anni, di Zagabria, ha scelto il teatro fiumano perché reputa che incoraggi i ballerini a sviluppare uno stile personale e ha espresso l’auspicio che gli esperti lo aiutino a crescere e a maturare in senso artistico. Leonardo Desanctis di Roma, un ragazzo di 21 anni, si è detto molto sorpreso di essere entrato tra i 23 ballerini dell’ultima selezione. In passato ha studiato sia in Italia che a Londra e ora è alla ricerca di un posto di lavoro o almeno di un progetto a breve scadenza per perfezionarsi.

Valerie Pelletier De Chambure, Vid Vugrinec e Ombline Noyer

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