Identità di confine: un mondo complesso

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Identità di confine: un mondo complesso
La copertina del libro

È stato pubblicato il nuovo libro di racconti, dal titolo “A csalogány nyelve” (Il linguaggio dell’usignolo) di Neven Ušumović, direttore della Biblioteca civica di Umago, importante traduttore e apprezzato scrittore di racconti. Il libro, pubblicato dalla Casa editrice Forum di Novi Sad, è composto da racconti, tradotti in ungherese, provenienti da due raccolte pubblicate dalla Casa editrice Profil, ovvero “Makovo zrno” (Seme di papavero) e “Rajske ptice” (Uccelli del paradiso).

 

La città in cui è stato pubblicato il libro, Novi Sad, seconda città più grande della Serbia e Capitale europea della Cultura 2022, ha avuto e ha tutt’ora un ruolo fondamentale nello sviluppo di Ušumović come autore. La metamorfosi dello scrittore è iniziata a Subotica, seconda città più grande, dopo Novi Sad, della Vojvodina, regione d’origine di Ušumović. Proprio quest’ultima città, dove la popolazione è a maggioranza ungherese e dove l’ungherese è la lingua dell’ambiente sociale, è un’indizio, oltre all’essersi laureato in studi ungheresi e aver tradotto una moltitudine di romanzi dall’ungherese al croato, del forte legame tra Ušumović scrittore e Ušumović uomo.

Neven Ušumović

La mobilità come destino

“Sono molto contento di questa nuova pubblicazione dei miei scritti. Dato che le mie origini risalgono alla Vojvodina settentrionale, un’altra importante zona di confine caratterizata da una forte presenza ungherese, sono onorato per quest’autorevole edizione nella regione in cui ho compiuto i miei primi passi da scrittore”, spiega Ušumović.

Avendo vissuto per ben 15 anni a Subotica per poi trasferirsi e vivere, dopo un periodo a Zagabria, tra due città di confine come Capodistria e Umago, Ušumović è ispirato dalla liminalità, dall’incontro e dall’intensa mobilità che avviene nelle zone di confine.

”Quando parto per un viaggio, come in questo caso, quando ho avuto l’occasione di seguire la cerimonia di apertura di Novi Sad – Capitale europea della Cultura, e poi torno in Istria, mi sembra di tornare a casa – prosegue -. È questo l’aspetto fondamentale della mia vita negli ultimi vent’anni: mi sono innamorato di questa zona perché vi sono stato accolto molto bene. L’accoglienza e l’apertura della comunità locale, soprattutto di quella che ruota attorno alla Comunità degli Italiani, mi incoraggia a contribuire costantemente al benessere di tutti, indipendetemente da dove provengano”, conclude Ušumović.

La raccolta di racconti di Ušumović, selezionati e tradotti dal traduttore e docente dell’Università Pannonica di Veszprem István Ladányi, è un passo editoriale significativo per il pubblico letterario ungherese. Inoltre, è da sottolineare il fatto che la Casa Editrice Forum, fondata nel 1957, è diventata la più grande e importante istituzione culturale degli ungheresi della Vojvodina.

La storia personale e quella professionale di Neven Ušumović si intrecciano costantemente e non possono venire intese singolarmente. L’influenza del territorio e la complessità delle possibili identità che si formano nelle vicinanze del confine mostrano come oggi più che mai sia importante lottare, in maniera continua, contro il nazionalismo.

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