Fiume CEC 2020: la denuncia un fulmine a ciel sereno

I responsabili del progetto sostengono che la procedura di assegnazione dell’appalto pubblico all’azienda di Novi Sad sia stata fatta in base alle disposizioni della Commissione statale per il controllo degli appalti pubblici

Lo spettacolo inaugurale di Fiume Cec 2020 lo scorso febbraio. Foto Josip Regovic/PIXSELL

on finiscono i guai della società Rijeka 2020, che dall’inaugurazione del progetto Fiume Capitale europea della Cultura, oltre che con la pandemia da coronavirus – le cui conseguenze sono state un drastico ridimensionamento finanziario e conseguentemente quello programmatico – ora deve fare pure i conti con una denuncia alla Procura di Stato per favoreggiamento. Ricordiamo che sei dipendenti della società “Rijeka 2020” sono sospettati di avere scelto l’offerta dell’impresa Studio Berar di Novi Sad, pervenuta al bando pubblico per l’affitto del palcoscenico e dell’attrezzatura utilizzata durante la cerimonia d’inaugurazione di Fiume CEC il 1º febbraio scorso, con la quale è stato firmato un contratto del valore di 1,5 milioni di kune senza PDV, nonostante la documentazione inoltrata dall’impresa fosse incompleta.
La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno per tutti i responsabili del progetto Fiume CEC, primo fra tutti il sindaco Vojko Obersnel, il quale si è dichiarato sorpreso della denuncia. “Ne sono venuto a conoscenza consultando i mezzi d’informazione e le pagine ufficiali della Questura della Regione litoraneo-montana – ha dichiarato in un comunicato –, ma personalmente non vedo alcun elemento valido per sporgere denuncia, in quanto tutta la procedura di assegnazione dell’appalto pubblico era stata effettuata rispettando quanto richiesto dalla Commissione statale per il controllo degli appalti pubblici (DKOM). Vorrei sottolineare che una denuncia non sottintende automaticamente la colpevolezza di nessuno”, ha puntualizzato Obersnel. Il sindaco ha pure rilevato che con Emina Višnić – che è ancora direttrice di “Rijeka 2020” nonostante alcuni portali locali avessero annunciato le sue dimissioni – sta lavorando intensamente alla riorganizzazione e alla preparazione del prosieguo del programma CEC. “Si tratta innanzitutto di programmi che, grazie all’allentamento delle misure antiepidemiche, si potranno svolgere durante i mesi estivi. E dipenderà dalle misure antiepidemiche in quale forma questi eventi verranno portati avanti“, ha spiegato il sindaco, aggiungendo che si stanno preparando anche programmi che si svolgeranno nella seconda metà di quest’anno. “Ci stiamo preparando pure per la possibilità che il progetto Fiume CEC prosegua anche nella prima metà del 2021”, ha concluso Obersnel.
Nessuna informazione ufficiale
Anche il capodipartimento per la Cultura, Ivan Šarar, è venuto a sapere della denuncia dai media. “La Polizia non ha reso noti i nomi delle persone denunciate, mentre la società Rijeka 2020 non è stata ufficialmente informata della questione – ha rilevato Šarar –. Però, se davvero si tratta del bando di concorso legato al palcoscenico preso in affitto per la cerimonia d’inaugurazione del progetto CEC, come riportano i media, in quel caso non capisco dove siano state riscontrate delle irregolarità, in quanto proprio quella procedura era stata svolta secondo le disposizioni della DKOM”, ha puntualizzato Šarar, il quale ha pure confermato che Emina Višnić ricopre ancora l’incarico di direttrice della società “Rijeka 2020” e sta lavorando allo svolgimento del progetto CEC in condizioni post-coronavirus.
Tagli finanziari
Il capodipartimento si è soffermato pure sui tagli finanziari che ha subito il programma CEC. “Purtroppo, i fondi destinati al prosieguo del programma sono stati ridotti ed è certo che non si potrà realizzare tutto ciò che è
era stato pianificato, però in questo momento è estremamente importante l’allentamento delle misure di distanziamento sociale e siamo concentrati sui programmi che sarà possibile realizzare nei mesi estivi e, naturalmente, anche nella seconda metà di quest’anno. Vorrei ribadire che il programma CEC non viene portato avanti soltanto da Rijeka 2020, bensì anche dagli enti culturali cittadini, da numerose associazioni e da altri partner; tutti noi ci dedichiamo alla preparazione dei programmi che saranno sicuramente realizzati. Come noto, è stato firmato il contratto di concessione per il magazzino Exportdrvo, dove verranno realizzate importanti mostre ed eventi scenico-musicali. Inoltre, la prossima settimana è prevista la prima première CEC post-isolamento: lo spettacolo del Teatro dei burattini ‘La casetta felice’ (Sretna kućica), ha puntualizzato Šarar, il quale ha rilevato che negli ultimi 15 giorni si sono tenuti più di 20 eventi culturali di vario carattere e che sul prosieguo della realizzazione del progetto CEC non influiscono le notizie di denunce e congetture legate alle dimissioni della direttrice di “Rijeka 2020”.
La Polizia richiede la documentazione
Emina Višnić ha spiegato, invece, che la Polizia aveva richiesto nella metà di febbraio tutta la documentazione relativa al bando di concorso per l’affitto del palcoscenico e dell’attrezzatura audio e video per la cerimonia d’inaugurazione di Fiume CEC, che la società ha prontamente fornito. “Finora non ci è stata recapitata alcuna conferma ufficiale relativa al risultato delle indagini – ha dichiarato la direttrice –. Inoltre, abbiamo fornito alla Polizia l’informazione relativa alla conclusione del bando di concorso nell’ambito del quale era stata inizialmente scelta l’impresa Studio Berar Rental, mentre l’impresa Eldra aveva fatto ricorso. Dopo il ricorso e il parere espresso dalla Commissione statale per il controllo degli appalti pubblici, ovvero dopo che alla società Rijeka 2020 era stato raccomandato di ripetere la procedura di valutazione delle offerte pervenute, la società lo aveva fatto riconfermando come la più vantaggiosa dal punto di vista economico proprio l’offerta della Studio Berar Rental, dopodiché non ci sono pervenuti nuovi ricorsi né pareri della DKOM. Pertanto, la nostra scelta è stata accolta favorevolmente”, ha sottolineato la direttrice, aggiungendo che se nell’informazione diramata dalla Polizia sulla denuncia alla Procura di Stato si tratta davvero di dipendenti della società Rijeka 2020, non è chiaro su che cosa tale denuncia sia basata, dal momento che la procedura d’assegnazione dell’appalto è stata effettuata in base alle raccomandazioni della DKOM, la quale non si è più pronunciata sulla questione del bando di concorso, ovvero ha accettato la scelta dell’offerente iniziale.
«Bisognava respingere l’offerta»
Una visione del tutto differente è quella della responsabile delle relazioni pubbliche della Questura della Regione litoraneo-montana, Svemirka Miočić, la quale ha ribadito che ogni bando di concorso richiede una determinata documentazione e se questa viene a mancare, l’offerta dev’essere respinta. In questo caso, l’impresa Studio Berar Rental di Novi Sad non aveva corredato la sua documentazione con un certificato che comprovasse che l’azienda non ha debiti fiscali in Croazia.
“La società Rijeka 2020 avrebbe dovuto respingere l’offerta dell’impresa di Novi Sad e non firmare il contratto d’affitto, in quanto la prima cosa che bisogna fare è quella di controllare la documentazione – ha osservato –. Se questa non è valida, allora l’offerente dev’essere escluso dalla procedura, mentre la società Rijeka 2020 non l’ha fatto”, ha concluso Svemirka Miočić.
Progetto interamente gestito da Fiume
Sulla questione si è pronunciata ieri il ministro della Cultura, Nina Obuljen Koržinek, la quale ha sottolineato che il progetto CEC è interamente gestito dalla Città di Fiume. “Le regole del progetto prevedono che Fiume sia completamente autonoma nell’ideazione del programma. Il Ministero della Cultura non si intromette nella supervisione e nella revisione delle spese. Il governo si è preso l’obbligo di stanziare i fondi previsti in base a una determinata dinamica, ma il progetto ha un modello di supervisione, spesa e revisione che è europeo e indipendente”, ha spiegato il ministro, aggiungendo che l’intero progetto verrà sottoposto a revisione una volta concluso. “Da quanto ho capito, il bando di concorso era stato pubblicato in base alle leggi croate, ma il ministero non aveva niente a che fare con questo caso”, ha rilevato il ministro, aggiungendo che il Ministero ha mantenuto nel suo bilancio 10 milioni di kune previsti per lo svolgimento del programma Fiume Capitale europea della Cultura. Ciò vuol dire che, come annunciato dal sindaco qualche settimana fa, i fondi ridimensionati destinati al progetto Fiume CEC ammontano complessivamente a 34 milioni di kune.
Immagine compromessa
Sulla questione dell’appalto deciderà la Procura di Stato, quando si vedrà se le irregolarità nella procedura di assegnamento dell’appalto pubblico siano di fatto state corrette, come affermato dai responsabili del progetto Fiume CEC, o se queste siano la conseguenza di determinate pressioni esercitate per favorire la succitata impresa di Novi Sad, come suggerito da alcuni media. Ad ogni modo, la questione non giova sicuramente all’immagine, già compromessa durante il periodo d’isolamento, della direzione del progetto Fiume CEC che, invece di portare una ventata d’ottimismo nella vita culturale di Fiume in questi tempi difficili, non riesce a recuperare l’energia che la caratterizzava all’inizio della preparazione del programma CEC 2020.

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