Tutte le conoscenze della fisica universale in «Physica»

Il filosofo, scienziato e gesuita Giuseppe Saverio de Zanchi, discendente di un’antica famiglia patrizia fiumana. Uno studioso da riscoprire e valorizzare

Nell’immaginario collettivo della stragrande maggioranza dei cittadini di Fiume, i personaggi significativi della Città sull’Eneo risalgono all’Ottocento, ovvero a nomi quali Andrea Ludovico de Adamich, Giovanni de Zaytz, Ciotta, i capitani d’industria, e via dicendo. Regna sovrano il buio, invece, circa il Settecento, e i secoli precedenti; tutt’al più si ha qualche nozione poco circostanziata del Collegio dei Gesuiti, che diede impulso all’istruzione di Fiume e Regione. Negli ultimi due decenni è stato valorizzato pure il ruolo della stamperia glagolitica, fondata dal vescovo di Modrussa e Segna Simeone Begna – di nobili origini veneziane – e avviata da due tipografi italiani.

La casa natale di de Zanchi in Cittavecchia

A cavallo tra Sei-Settecento e nel corso di tutto il diciottesimo secolo, Fiume diede i natali a tutta una schiera di menti brillanti, di uomini di scienza e di pensiero che si affermarono a livello di Impero, e che tuttavia rimangono ancor oggi del tutto sconosciuti alla maggioranza dei loro concittadini.
Ne dà notizia mons. Pier Luigi Torcoletti in “Scrittori fiumani del ‘700”, preziosa e puntuale fonte storica che squarcia le tenebre e fa luce sui maggiori personaggi della cultura e della scienza della Fiume del tempo, da riscoprire, diffondere ed onorare.

Geniale mente scientifica
Tra questi illustri cittadini vogliamo puntar le luci, in quest’occasione, su Giuseppe Saverio de Zanchi, filosofo e scienziato, gesuita, personaggio di cultura enciclopedica, il Ruggero Boscovich di Fiume; Rettore e professore all’Università di Vienna, Graz e Gorizia.

Discendente di un’antica famiglia patrizia fiumana, originaria di Bergamo, nacque a Fiume nel 1710 da Ferdinando Antonio, dottore in legge e Maria, nata baronessa Rampoli, che tenevano casa in contrada S. Barbara, come fa notare il Kobler.

Illustre casato
La nobile famiglia bergamasca diede parecchi personaggi illustri, tra cui un condottiero (Orazio), un pittore di fama (Antonio) e un celebre teologo protestante (Girolamo).
Il primo Zanchi del ramo fiumano, un certo Ottavio, approdò a Fiume nel 1504, dove fu ricevitore doganale. Gli Zanchi fiumani contano da allora cancellieri civici, giudici, consiglieri municipali, un vicecapitano di Castua… Divennero nobili del Sacro Romano Impero nel 1655.

Alcune pagine dell’enciclopedia

«Physica», un’opera enciclopedica
Nell’Enciclopedia croata e nei testi scientifici Giuseppe Zanchi viene menzionato come “Josip Zanchi, filosofo e scienziato croato”. La sua opera principale è “Physica”, opera gigantesca in tre tomi, ognuno dei quali contava 400 pagine, compendio di tutte le conoscenze della fisica universale, che gli valse l’ammirazione di tutto il mondo scientifico dell’Impero, facendone un testo di riferimento. Dunque, l’opera tratta di tutte le teorie scientifiche e di pensiero dai greci a Newton, ai suoi contemporanei, con argomentazioni e sperimentazioni. Da Aristotele e agli atomisti alla meccanica e Cartesio, alla chimica di Lavangol e Lemery, gli insegnamenti di Tolomeo, Copernico, Keplero, Galileo, Newton, Boyle, Huygens, Gassensi, Noletto e molti altri fisici, naturalisti e filosofi. Il primo volume contiene sette tabelle illustrative di fisica generale mentre il secondo libro è corredato di sei tabelle che sintetizzano tutti i saperi del tempo.

Il pensiero scientifico di Zanchi
Si oppose alla filosofia naturale di Aristotele e abbracciò Cartesio e la filosofia naturale di Newton, anche se in alcune questioni importanti differiva da loro; infatti, rifiutò la teoria dei vortici di Cartesio e, a differenza di Newton, sostenne che i primi principi metafisici non potevano essere sostituiti da leggi naturali. Sottolineò il ruolo dell’osservazione e della sperimentazione nella scienza criticando quanti si affidavano solo a ipotesi o a dimostrazioni matematiche.

Contestò sia il sistema astronomico di Tolomeo che quello di Brache, mentre quello di Copernico fu da lui considerato solo un’ipotesi. I trattati di filosofia, metafisica, gli scritti poetici in latino, la traduzione di testi scientifici in latino dal francese ecc. sono un discorso a parte.

Onore a Giuseppe de Zanchi
Allora, per ricordare de Zanchi, sarebbe il caso di intitolargli un “vicolo”, una “straduola”, una piazzetta? Un’istituzione? Di affiggere una targa sulla sua casa natale? Ci riferiamo anche alle autorità cittadine, in primis.

Secondo i conoscitori della vecchia Fiume Casa Zanchi sarebbe l’edificio nei pressi della piazzetta con il monumento alla mlecarizza, in Cittavecchia, oggi sede di un casinò. Che direbbe il povero Zanchi, che alle virtù dedicò tutto un trattato? (“Tractatus de virtutibus theologicis” (1755)).
In Istria, le Comunità degli Italiani e le istituzioni scolastiche della CNI portano gli altisonanti nomi degli illustri personaggi della penisola, garantendo loro memoria, e al contempo puntualizzando ed esaltando anche l’identità delle cittadine istriane.

Ci pare abbastanza strano che a Fiume, dove vive la più grande Comunità degli Italiani, non si faccia altrettanto. A dire il vero, l’SMSI ci ricorda un po’ lo ZZZ (Zavod za zaštitu zdravlja) di socialistica memoria. E come suonerebbe invece Scuola media Superiore Italiana “Giuseppe Saverio de Zanchi”?
C’è tutta una schiera di grandi dimenticati in attesa di rivedere le giuste luci della rivalutazione. Lo Zanchi, ma anche il naturalista Agostino Michelazzi, l’erudito Giuseppe de Bardarini, il geografo Francesco Saverio de Orlando e altri.

Infine, vogliamo rilevare la nostra convinzione che la ristampa di “Scrittori fiumani” del Torcoletti, preferibilmente in versione bilingue, sarebbe un’iniziativa utilissima nella riscoperta e valorizzazione di questi grandi fiumani.

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