Tutelare l’italianità dell’Adriatico orientale

È stato inaugurato ieri il ciclo d’iniziative organizzato dall’ANVGD nell’ambito del settecentesimo anniversario della morte del padre della lingua italiana

I relatori della sessione mattutina

In occasione della celebrazione del settimo centenario della morte di Dante che ricorre quest’anno, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) ha organizzato un ciclo di iniziative “Dante Adriaticus” che verranno promosse, nel rispetto delle vigenti restrizioni antiepidemiche, a settembre e ottobre del 2021. Il progetto è stato inaugurato ieri con la teleconferenza, organizzata in due sessioni, intitolata “Dante Adriaticus. Letteratura, arte e storia nel segno di Dante Alighieri dell’italianità nell’Adriatico orientale”, trasmessa in diretta per il tramite del canale YouTube e della pagina Facebook dell’ANVGD.

 

Un collegamento operativo
L’obiettivo del ciclo di iniziative, stando al comunicato ufficiale, è quello di “ricordare che, al di fuori degli odierni confini, l’italianità autoctona dell’Adriatico orientale è da salvaguardare e da ricostruire nella sua plurisecolare presenza in loco”. Le due sessioni della teleconferenza d’inaugurazione sono state moderate, rispettivamente, da Lorenzo Salimbeni, responsabile per la comunicazione dell’ANVGD e da Donatella Schürzel, vicepresidente nazionale vicario dell’ANVGD e Maria Grazia Chiappori, consigliere nazionale dell’ANVGD. I due appuntamenti hanno visto la partecipazione di alunni, studiosi, docenti universitari, dirigenti e rappresentanti d’associazioni e istituzioni coinvolte nel progetto, tra cui Renzo Codarin, presidente dell’ANVGD; Giuseppe de Vergottini, presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati; Caterina Spezzano, dirigente tecnico del Dipartimento per il sistema educativo d’istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione dell’Italia; Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri e Carmela Lalli, assessore alle Politiche del Diritto alla Scuola, crescita culturale, turismo e sport del Municipio IX di Roma capitale. “Credo che uno dei profili più interessanti del collegamento di oggi sia aver trovato un collegamento operativo con le delegazioni della Società Dante Alighieri in Slovenia, Croazia e Montenegro”, ha sottolineato Giuseppe de Vergottini in apertura dell’incontro. Alla teleconferenza hanno infatti preso parte i rappresentanti dei Comitati delle Società Dante Alighieri di Fiume, Pola, Zara, Capodistria, Cattaro e Trieste.

I relatori della sessione pomeridiana

I Comitati di Fiume e Pola
Silvana Wruss, presidente del Comitato di Pola della Società Dante Alighieri, ha parlato dell’impronta dantesca a Pola, ricordando anche alcuni aneddoti legati alla storia della stessa sede polese della “Dante Alighieri”. In collegamento dalla sede della Comunità degli Italiani di Pola, Silvana Wruss ha evidenziato la lunga permanenza della sede polese, l’unica tuttora in attività in Istria. “Vorrei ricordare che anche nelle città di Rovigno, Albona, Parenzo e Pola erano state istituite le Società Dante Alighieri”, ha spiegato. “Purtroppo – ha proseguito –, oggigiorno è rimasta solo quella di Pola, che però è sempre molto attiva”.

Maja Đurđulov, la nuova presidente del Comitato di Fiume della Società Dante Alighieri, ha presentato brevemente il programma della sede fiumana. “Questo è un periodo molto importante per la ‘Dante Alighieri’ di Fiume perché è stato appena approvato il nuovo Consiglio direttivo di cui io sono stata eletta presidente, mentre Martina Sanković Ivančić è la nuova vicepresidente”, ha dichiarato Maja Đurđulov. “Il nostro è un Comitato piccolo – ha proseguito – che però s’impegna a organizzare svariati eventi, molti dei quali sono stati proposti in collaborazione e con il supporto di alcune istituzioni locali, tra cui vorrei ricordare il Consiglio della minoranza nazionale italiana per la Città di Fiume e la Comunità degli Italiani di Fiume”. La presidente del Comitato fiumano ha evidenziato inoltre la varietà del programma con eventi performativi, musicali e di altro tipo, promosso nel rispetto delle vigenti misure di contenimento del virus.

Il «Dante politico»
Durante l’intervento intitolato “Dante a Fiume, simbolo di irredentismo Adriatico”, il direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume di Roma, Marino Micich, ha parlato del rapporto tra l’identità culturale italiana e la Società Dante Alighieri nell’ottica delle trasformazioni politico-sociali di Fiume a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino all’indipendenza della Croazia. Parlando della figura di Dante politico, “inteso come ispiratore di un’identità nazionale ben prefigurata dell’Adriatico orientale da secoli e ripresa a fine dell’Ottocento”, Micich ha presentato una rassegna di immagini che documentano “una visione politica, connessa all’identità culturale di carattere italiano, che anche a Fiume maturò come nelle altre terre giuliane. Di norma – ha spiegato lo studioso – viene intesa Trieste quale la capitale dell’irredentismo insieme a Gorizia, alle province dell’Istria e della Dalmazia. Fiume invece per diverso tempo non veniva richiamata nelle riunioni irredentiste di fine Ottocento quale città e territorio da rivendicare al futuro Stato italiano”.

Il ricco programma della teleconferenza d’inaugurazione ha visto alternarsi interventi che da diversi punti di vista hanno affrontato, oltre alla stessa opera dantesca, anche il rapporto tra i Comitati della Società Dante Alighieri in Croazia, Slovenia e Montenegro. L’incontro è stato arricchito da letture di estratti di opere e testi attribuibili al Sommo Poeta, di cui particolarmente interessante è stato quello di Isabel Russinova, la quale ha interpretato il Canto I dell’”Inferno” in dialetto triestino.

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