Risplende l’Altare dei pescatori

CAPODISTRIA | Le vie del rione capodistriano di Bossadraga erano colme di gente nei giorni scorsi per l’inaugurazione solenne del rinnovato Altare dei pescatori, noto anche come Edicola del Gianelli. Il Comune di Capodistria ha finanziato l’opera di recupero delle parti in marmo e legno, che gli agenti atmosferici avevano pesantemente attaccato. Come rilevato durante la cerimonia dal sindaco Boris Popovič, l’intervento era uno di quelli che più gli stavano a cuore. Ne ha annunciato altri per ridare vita alla zona nord della città, aprendola verso il mare, come un tempo quando qui dimoravano e custodivano le loro barche i pescatori. Questi si fermavano a pregare prima di affrontare le insidie del mare, davanti all’altare e al quadro della Madonna con Bambino, che dava conforto anche alle loro famiglie in caso di pericolo. Non essendo state rinvenute fonti sicure su quest’opera, attribuita al pittore del XIX secolo, Bartolomeo Gianelli, il Museo regionale ha bandito un concorso pubblico per la realizzazione di un nuovo dipinto, di carattere religioso. Il compito è stato affidato all’artista Tomaž Perko, che attenendosi al tema dei marittimi, ha presentato in veste moderna la Stella Maris, titolo molto antico che pescatori e marinai davano alla Madonna nelle loro suppliche. Il quadro ha preso forma dopo lunghi studi, ha spiegato l’autore che ha voluto sentire le testimonianze dirette dei capodistriani. Il vescovo di Capodistria, mons. Jurij Bizjak nel benedire l’Edicola, ha ricordato il ruolo importante della Madonna nelle sacre scritture, dove spesso è citata, appunto, come Stella dei mari.

Delicato progetto

Il direttore del Museo regionale, Luka Juri, ha ricordato le fasi principali del delicato progetto, condotto in stretta collaborazione con l’Ente per la tutela del patrimonio culturale. Dalla manifestazione è stato rivolto un saluto al Console generale d’Italia a Capodistria, Giuseppe D’Agosto. Alla parte musicale hanno preso parte i cantori della Porporella, operanti in seno alla Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”.

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