La figura umana un veicolo di espressione (foto)

Nella Galleria «Klovićevi dvori» di Zagabria è allestita fino al 3 marzo una grande retrospettiva della scultura dell'artista croato in occasione del 140º anniversario della sua nascita e del 40º di questa istituzione

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La figura umana un veicolo di espressione (foto)
L’esposizione in una delle sale dei “Klovićevi dvori”

La grande retrospettiva dell’opera scultorea di Ivan Meštrović (Vrpolje, 15 agosto 1883 – South Bend, Indiana, USA, 16 gennaio 1962), allestita nella Galleria “Klovićevi dvori” di Zagabria fino al 3 marzo, è senza dubbio uno degli eventi culturali più rilevanti in Croazia e si presenta come una degna celebrazione del 140.esimo anniversario della nascita del grande artista, ma anche del 40.esimo compleanno della Galleria zagabrese.

Duecento sculture e rilievi
Il percorso espositivo, che comprende circa duecento sculture e rilievi, si estende su tre piani della Galleria e include diversi lavori meno noti che concorrono a raccontare in maniera approfondita lo sviluppo artistico del grande scultore, uno dei più rilevanti nella storia dell’arte croata. Autrici dell’allestimento sono la consulente museale della Galleria “Klovićevi dvori”, Petra Vugrinec e la consulente museale dell’Atelier Meštrović di Zagabria, nell’ambito del Museo di Ivan Meštrović, Barbara Vujanović, mentre le opere provengono da numerose istituzioni di tutto il mondo: un’altra testimonianza dell’importanza di questo artista a livello internazionale. Infatti, la mostra, oltre a dare una visione ampia dell’opera scultorea di Meštrović, che nel corso della sua vita si occupò anche di scrittura e architettura, permette di comprendere il suo ruolo nell’arte europea e mondiale dell’epoca, le sue amicizie con grandi del calibro di Auguste Rodin, Tomáš Garrigue Masaryk e altri personaggi di rilievo, il suo impatto sulla scena culturale europea e successivamente anche quella statunitense.

Un talento precoce
Permette, inoltre, di ammirare il talento precoce dell’artista, in quanto la mostra si apre con una serie di lavori realizzati da Meštrović in età adolescenziale a Otavice, nel paese nei pressi di Drniš dove trascorse la sua infanzia: quando realizzò la scultura “Contadino” (Seljak, 1894), ad esempio, Meštrović aveva appena undici anni, mentre a quindici anni creò la statua equestre “Un bosniaco a cavallo” (Bosanac na konju, 1898). Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Meštrović era interessato alla figura umana, che è rimasta la preoccupazione centrale della sua arte e attraverso la quale è stato capace di esprimere una vasta gamma di sentimenti e di pensieri filosofici, ma anche politici.
Prima di iscriversi all’Accademia di Belle arti di Vienna, nel 1901, nelle forme semplificate delle sue prime sculture Meštrović esplorò la forma e le possibilità dei materiali che gli erano accessibili, quali il legno e la pietra, realizzando ritratti, figure a cavallo e la Madonna, che sono soggetti con i quali era quotidianamente a contatto nell’ambiente rurale dell’entroterra dalmata.

Numerosi autoritratti
Uno dei lavori più impressionanti nella fase giovanile dell’artista, realizzato a Vienna nel 1900-1901, è l’autoritratto in bronzo, nel quale Meštrović è un giovane che sfida il futuro con lo sguardo rivolto verso l’alto. Meštrović realizzò numerosi autoritratti nel corso degli anni, in tutte le fasi della sua vita, ed è interessante osservarli non soltanto dal punto di vista dell’aspetto fisico, che cambia di ritratto in ritratto, ma anche dal punto di vista dell’emozione che trasmettono. Uno dei più commoventi è l’autoritratto del padre che piange, che Meštrović creò dopo la morte di suo figlio Tvrko, che si tolse la vita nel 1961. “La mia arte si esprime nel duro e legno e nella pietra, ma ciò che l’arte contiene non è né di legno né di pietra, esso è fuori dallo spazio e dal tempo. L’arte è contemporaneamente una poesia e una preghiera”, ha scritto Meštrović nel saggio “Sulla mia arte” (O mojoj umjetnosti) nella rivista “Kolo” a New York nel 1924.

Il cerchio della vita
Un tema frequente nell’arte di Meštrović è il cerchio della vita, di cui l’espressione più rinomata ed emblematica è il capolavoro “Fonte della vita” (Zdenac života), sistemato dinanzi al Teatro Nazionale Croato di Zagabria dal 1912, e di cui nell’ambito dell’allestimento è possibile ammirare la sua versione in gesso. Un’altra scultura che esprime il medesimo tema è quella della famiglia Katunarić, del 1906, in cui l’artista fonde le figure di Darinka e di Ante Katunarić che con le loro braccia formano un nido sicuro per la loro piccola figlia Jelva. La scultura riflette l’influsso di Rodin nel trattamento della superficie e nella composizione, ma esprime pure l’idea della famiglia come un luogo sicuro in cui trovare amore e tenerezza.
Parlando di tenerezza, non si può tralasciare il motivo della maternità, ossia della rappresentazione della madre con il figlio, che Meštrović ripropone in numerose varianti, creando composizioni di straordinario impatto emotivo.
Le opere degli anni giovanili si distinguono per l’espressività coraggiosa e, per certi versi, controversa, spesso fortemente criticata dagli intellettuali croati dell’epoca, tra cui Antun Gustav Matoš e Izidor Kršnjavi, in quanto l’artista si dedica con slancio a esplorare l’innocenza, il desiderio, la preoccupazione, la passione, l’erotismo, l’autoerotismo e l’amore. Dal punto di vista formale, l’artista si esprime attraverso gli stilemi dello stile Liberty, del simbolismo e successivamente dell’Art déco e dell’espressionismo. Nei decenni successivi, la sua espressione artistica diventa più stilizzata, le forme più compatte e potenti, come si può notare nei suoi cicli dedicati agli eroi popolari e ai miti nazionali (il ciclo di Vidovdan). Nella sua arte è visibile, oltre all’influenza di Rodin, anche quella di Gustav Klimt, ma l’artista si ispira chiaramente anche al suo idolo Michelangelo e alla scultura classica.

Vecchiaia e gioventù
Concentrandosi sul corpo umano e il tema del cerchio della vita, Meštrović creò alcune delle sue sculture più intense. Tra queste rientra la “Vecchia” del 1908, un nudo di donna anziana in marmo bianco, in cui sono visibili tutti gli effetti dell’avanzare degli anni sul corpo. L’autore non propone una caricatura della vecchiaia e nemmeno un’esaltazione, bensì una sua rappresentazione precisa e oggettiva in cui viene sottolineato un fatto a cui nessun

corpo può sottrarsi: la forza di gravità. La scultura della “Vecchia”, creata a Parigi, è una delle più potenti rappresentazioni del corpo umano nella storia dell’arte.
La donna e il corpo femminile sono una fonte inesauribile di ispirazione per Meštrović: l’artista creò numerose sculture e busti nei quali ritrae le donne della sua vita, ma anche figure idealizzate che esprimono un’idea. Una gran parte dell’opera di Meštrović fu dedicata anche a temi religiosi e tra le figure bibliche a ispirarlo in maniera particolare fu Mosè e il soggetto della Pietà, che fu anche espressione delle tragedie che lo colpirono nel corso della vita. Non bisogna dimenticare nemmeno il suo importante lavoro nella scultura monumentale, di cui i vari esempi sono pure illustrati nell’ambito dell’allestimento.
Stando a una delle autrici dell’allestimento, Petra Vugrinec, Ivan Meštrović è il più importante artista croato e uno dei croati più importanti di tutti i tempi. Il suo lascito è immenso e non è paragonabile e nessun altro fenomeno artistico in Croazia. Le sue opere, dall’architettura alla scultura, i suoi scritti, saggi e altre tracce della sua attività, compongono una parte imprescindibile dell’identità del popolo croato e la retrospettiva nei “Klovićevi dvori” ne è una conferma.

“Autoritratto” (1900/1901)
“La famiglia Katunarić” (1905)
“Leopoldine Wittgenstein” (1908)
“La fonte della vita” (1906)
“La passione” (1904)
“Madre e bambino” (1905)
“L’innocenza” (1907)
“Vecchiaia” (1908)
“Tomislav Krizman” (1904)
“Timor Dei” (1904/1905)
“La storia dei croati” (1932)
“Miloš Obilić” (1908)
“Il principe Marko” (1910)

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