Il ballo esprime le sfide della quotidianità

Nel programma del 23° Festival della danza e del teatro non verbale di Sanvincenti hanno trovato spazio tematiche scottanti che contraddistinguono la modernità

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Il ballo esprime le sfide della quotidianità
”Geometria di un respiro” della ZPA. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Si è conclusa un’altra edizione del Festival della danza e del teatro non verbale organizzato dalla compagnia Zagrebački plesni ansambl (ZPA). Anche questa volta, la manifestazione si è dimostrata sensibile nei confronti delle sperimentazioni e delle nuove correnti nel campo della danza contemporanea, offrendo al pubblico un programma di spettacoli interessanti e memorabili. A inaugurare la 23° edizione del Festival sono stati, oltre alla ZPA, il duo londinese Fubunation e la danzatrice e coreografa croata Matea Bilosnić.

Un riflesso del mondo contemporaneo
Già a partire dal primo giorno del Festival della danza e del teatro non verbale, che nell’arco di un intenso fine settimana estivo trasforma la località di Sanvincenti in un mondo fatto di incantevoli comunicazioni corporee, è stato messo in risalto il sottile fil rouge che, al giorno d’oggi, lega spettacoli di danza internazionali, apparentemente diversi tra loro in termini di coreografie e modi di utilizzo del corpo. Le arti sono sempre state profondamente influenzate dal relativo contesto sociale, storico e culturale, rappresentandone, in maniera più o meno evidente, un riflesso e un’interpretazione. Ed è così che anche le performance di danza che lo scorso weekend sono state presentate negli spazi del centro storico di Sanvincenti hanno portato in scena l’angoscia, le paure e lo spaesamento che contraddistinguono la quotidianità moderna.

Una risposta all’alienazione
A dare il via alla programmazione del primo giorno del Festival sono stati Margareta Firinger, Andreja Jandrić, Luna Lilek, Endi Schrotter, Linda Tarnovski e Karlo Topolovec, i quali hanno offerto al pubblico un assaggio del lavoro che verrà presentato a settembre di quest’anno con il titolo “Geometria di un respiro” (Geometrija daha). Realizzato dallo ZPA durante la residenza artistica presso il Centro mediterraneo di danza (MPC) di Sanvincenti in collaborazione con la coreografa spagnola Laura Aris Álvarez, lo spettacolo illustra la forza del legame che ci unisce e ci rende parte di un macrocosmo pressoché infinito. Attraverso i movimenti dei danzatori che, come in un gioco di cariche positive e negative, si separano solo per potersi poi ricongiungere, “Geometria di un respiro” si presenta come una risposta all’incombente alienazione delle persone e alla minaccia ai valori quali la tolleranza, il dialogo e la pace.

Tra scomposizione e ricomposizione
La frammentarietà della società e dell’individuo la ritroviamo pure in “Rovine” (Ruins) di Rhys Dennis e Waddah Sinada. Il duo Fubunation – la cui performance d’esordio ha debuttato proprio in Croazia, nel 2017 – ha presentato sul palco di Castel Morosini-Grimani la forma performativa dell’omonimo progetto interdisciplinare fatto di fotografia, cinema ed esibizione dal vivo. “Rovine”, una coreografia incentrata su un conflitto che dalla scomposizione porta a una ricomposizione, vede in scena la disgregazione degli stereotipi e la proposta di un nuovo modo di percepire il corpo maschile nero. Muovendosi come immagini complementari, Rhys Dennis e Waddah Sinada comunicano le ferite della lotta per l’affermazione della propria identità. Lo spettacolo, apprezzato da pubblico e critica, era stato inserito l’anno scorso tra le produzioni promosse dalla rete internazionale Aerowaves.

Discussione sul concetto di verità
Il programma del primo giorno del Festival si è concluso con “Klown” di Matea Bilosnić, prodotto dalla compagnia Zadarski plesni ansambl. Per mezzo della performance, l’artista multimediale zaratina interpreta una sorta di alter ego che, quasi come un capro espiatorio, porta in scena le ansie e le preoccupazioni dell’autrice – e di tanti altri giovani di oggi, spaesati e persi tra le pressioni sociali e l’infinità di alternative che a esse si oppongono. Meteo, il personaggio inventato da Bilosnić, osserva da lontano, ponendosi come una coscienza tanto individuale quanto collettiva, il degrado e le problematiche sociali innescate dalle tecnologie e dai social media che mettono in risalto l’urgente necessità di una discussione sul concetto di verità. Oltre a quelle elencate, tante altre tematiche scottanti hanno trovato spazio nel programma del 23° Festival della danza e del teatro non verbale di Sanvincenti, comprendente una serie di produzioni di rinomati artisti internazionali, nonché diversi laboratori e incontri formativi. Gli ultimi due giorni della manifestazione hanno portato in scena gli spettacoli “Mosaici” (Mosaics) di Milan Tomášik, Andreja Rauch Podržavnik & SToP; “Aspettando James B” del collettivo francese Art Mouv’ in collaborazione con Hélène Taddei Lawson; “Abbracci” (Zagrljaji) di Ksenija Zec in collaborazione con l’organizzazione artistica 21:21; “open drift” del coreografo e danzatore tedesco Philippe Kratz; e “Gli altri” (Les autres) della compagnia belga Anton Lachky Company.

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