Filarmonici e Uto Ughi: sentito omaggio a Tartini

Il maestro Uto Ughi aveva espresso il desiderio che il pubblico presente al concerto dedicato a Tartini, goda pienamente delle musiche e delle melodie durante la serata. Così è stato. Coloro che, domenica sera, hanno assistito all’esibizione dei Filarmonici di Roma, che lo hanno accompagnato, hanno potuto assaporare un momento di pura melodia e bel canto vocale, trasportato al violino. Il concerto, posticipato per le note vicende epidemiologiche che hanno toccato tutte le programmazioni culturali, si è svolto nell’Anfiteatro dell’Auditorio di Portorose con un numero ridotto di spettatori per consentire il mantenimento delle norme di distanziamento. Alla presenza, tra gli altri, di numerose autorità e dei vertici istituzionali della CNI in Slovenia, il sindaco di Pirano Đenio Zadković ha rimarcato l’importanza dell’avvenimento e del progetto “Tartini 250” che sta portando musicisti di fama internazionale nella località istriana. Dopo una prima parte del programma, dedicata a Giuseppe Tartini, a cura dei Filarmonici di Roma, è stata la volta di Uto Ughi che ha avvisato il pubblico di aver variato la sequenza delle composizioni musicali previste. Il Maestro, il cui nonno era un medico piranese e viveva nei pressi di piazza Tartini, ha sempre affermato che la musica per lui è un linguaggio universale che va oltre le divisioni e punta dritto all’anima della gente. Domenica sera lo ha ampiamente dimostrato e il pubblico in sala ha potuto toccare con mano queste sensazioni. Tutto il concerto è stato caratterizzato dalla bravura dei Filarmonici e dal grande talento di uno dei più acclamati violinisti del nostro tempo che ha toccato profondamente le corde giuste dei presenti con i virtuosismi violinistici, tipici delle composizioni tartiniane ma anche con un’esecuzione colma di pathos delle melodie eseguite. Non è mancata la splendida esecuzione del Concerto in La maggiore D 96, uno dei più celebri di Tartini, noto in tutto il mondo per il suo “Largo andante” colmo di melodia romantica, che dimostra la grande sensibilità del compositore. Alla fine dell’interpretazione gli applausi sono stati scroscianti e le richieste di bis probabilmente sarebbero proseguite. Uto Ughi ha deliziato il pubblico con un paio di bis, suonando tra l’altro un “Capriccio” del compositore Paganini, noto per i virtuosismi e la libertà interpretativa.

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