Fatti storici coperti da un velo d’oblio

Presentata la traduzione in lingua croata del libro di Giacomo Scotti «La città contesa. Fiume 1918-1924»

Damir Grubiuša, Giacomo Scotti e Franjo Butorac

È stata presentata ieri nell’Aula consiliare la traduzione in lingua croata del volume “La città contesa. Fiume 1918-1924. Un lustro e più di lotte e rivolte” (Osporavani grad: Rijeka 1918. – 1924. Pet godina borbi i pobuna) dello scrittore connazionale Giacomo Scotti. Il primo a prendere la parola, a nome dell’editore, è stato Franjo Butorac, il quale ha esposto brevemente i fatti storici che hanno portato Fiume al centro della vita politica europea di cent’anni fa e i motivi per i quali tali fatti storici sono stati coperti da un velo d’oblio. A prendere la parola è stato pure l’ex Ambasciatore croato a Roma, nonché traduttore dell’opera, Damir Grubiša, il quale ha iniziato l’intervento spiegando che Scotti è spesso stato un personaggio “problematico” nel panorama politico recente, ha avuto problemi con la Polizia, ha perso il posto di lavoro ed è stato punito per aver cantato fuori dal coro. Il suo libro è diviso in tre parti, di cui la prima è una cronistoria divisa in sei capitoli che inizia con il Patto di Londra, la seconda descrive i personaggi di spicco della storia di Fiume e la terza è dedicata al centenario dell’impresa dannunziana e commenta gli accadimenti contemporanei legati a rivendicazioni di vario tipo e tentativi di revisionismo storico. Scotti descrive non solo dati nuovi rilevati negli ultimi anni, ma anche i metodi violenti usati da d’Annunzio, che spesso venivano sottaciuti.

 

“Scotti è innanzitutto un narratore – ha spiegato Grubiša -, ma a me piace definirlo un ‘poligrafo moderno’ nel senso umanistico del termine, ovvero uno scrittore che si occupa di argomenti vari e collabora con molti editori”. In conclusione, ai presenti si è rivolto pure Scotti, il quale ha ringraziato tutti i collaboratori. Ha spiegato che nel corso della sua vita è spesso stato un personaggio scomodo per le personalità al potere, ma ha precisato di essere rimasto sempre un antifascista fedele ai suoi ideali.

Facebook Commenti