«Esercitazione alla vita – seconda volta» approda finalmente allo «Zajc»

Una scena dello spettacolo con Mirko Soldano, Serena Ferraiuolo e Neva Rošić

Uno degli spettacoli più attesi di Fiume CEC 2020 – se non degli ultimi tempi – è la riproposta dello storico spettacolo teatrale “Esercitazione alla vita” (Vježbanje života), che fece tanto scalpore agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso.
La prima di “Esercitazione alla vita – seconda volta” era stata fissata per l’inizio del mese di marzo, a trent’anni esatti dalla première dello spettacolo firmato da Paro, Fabrio e Gašparović, ma a pochi giorni dalla fatidica data tutti gli eventi pubblici furono bloccati a causa della pandemia e quindi anche “Esercitazione alla vita – seconda volta” ha subito un brusco arresto.
Dopo un periodo di graduale ritorno alla normalità, finalmente il TNC “Ivan de Zajc” è pronto per (ri)lanciare lo spettacolo e il nuovo appuntamento con il pubblico è stato fissato per mercoledì, 24 giugno, alle ore 20.
La conferenza che ha annunciato (nuovamente) lo spettacolo questa volta si è tenuta nella pausa tra la prima e la seconda parte delle prove (otto atti in tutto), in modo da dare la possibilità a giornalisti e fotografi, di assistere alle scene salienti.
Nuova normalità anche a Teatro
La conferenza stampa per “Esercitazione alla vita-seconda volta” ha visto la presenza di tutti gli attori e gli autori, seduti in platea, mentre i giornalisti sono stati posti per l’occasione, sotto i riflettori del palcoscenico. Il sindaco, Vojko Obersnel, è stato il primo a rivolgersi ai presenti, capovolgendo in un certo senso anche l’ordine in cui solitamente il personale del Teatro si rivolge ai media.
“Sono contento che finalmente avremo la possibilità di scoprire che cosa abbia in serbo per noi il Teatro – ha dichiarato Obersnel – e per scaramanzia non vorrei lodare troppo lo spettacolo o rivelarne i passaggi. Speravo veramente che la situazione avrebbe concesso di presentare lo spettacolo a marzo, ma se non ci siamo riusciti qualche mese fa, ce la faremo adesso!” ha affermato con convinzione il Primo cittadino, il quale ha aggiunto anche che trent’anni fa lo spettacolo aperì tanti dibattiti e impose domande importanti per la sopita identità fiumana e che anche adesso si andrà in tale direzione. Obersnel ha ammesso che in due decenni non ha mai tentato di influenzare le scelte artistiche dei sovrintendenti, ma ogni tanto ha tentato di proporre un rinnovo di “Esercitazione alla vita”. La sua proposta ha attecchito nella mente di Blažević, da lui definito estremamente coraggioso sia per la monumentalità del progetto che per il rischio di venire confrontato con l’originale.
Esercitazione alla difficoltà
Il sovrintendente del Teatro fiumano, Marin Blažević, ha iniziato il suo intervento spiegando che negli ultimi tre mesi sono successe due cosa molto importanti: innanzitutto la cancellazione dello spettacolo, che ha lasciato gli attori e tutti coloro che vi hanno lavorato, spiazzati e disorientati. Dopo mesi di duro lavoro il prodotto dei loro sforzi non è potuto uscire allo scoperto per incontrare i suoi fruitori. In quei momenti difficili Neva Rošić gli si è rivolta per ricordargli che anche lo spettacolo originale ha visto non pochi ostacoli, soprattutto per il fatto che è andato in scena agli albori della guerra e nonostante la difficoltà della situazione un virus è comunque più gestibile di un conflitto bellico.
Donne protagoniste
Blažević ha ringraziato le giovani drammaturghe, Lucija Klarić, Maja Ležaić e Nikolina Rafaj, per il contributo originale dato allo scenario. “Abbiamo deciso di dare una nota più moderna alla lettura del romanzo di Fabrio e di porre in primo piano i personaggi femminili – ha puntualizzato –. L’idea è arrivata dallo spettacolo ‘Leica Format’, ispirato all’omonimo romanzo di Daša Drndić; anche in ‘Esercitazione alla vita – seconda volta’ potrete vedere lo spirito di Daša che commenta le vicende storiche in maniera un po’ surreale. Abbiamo deciso di dare voce a tutti quei personaggi dimenticati dalla Storia, ai personaggi senza nomi illustri, ai cittadini che non sono entrati nei manuali di storia ma hanno contribuito eccome a scriverla: le donne appunto“.
Luogo dell’azione: Fiume
A differenza dello spettacolo originale, ha spiegato Blažević, la “seconda volta” di “Esercitazione alla vita” è una creazione artistica di stampo fiumano. L’équipe che vi ha lavorato, da lui definita “dream team” (o squadra da sogno), è composta interamente da fiumani: Mila Čuljak per la coreografia, Alan Vukelić per la scenografia, Sandra Dekanić per i costumi, Marin Lukanović per il video, Dalibor Fugošić per le luci e Josip Maršić/Zoran Medved per la musica.
Essenziale il contributo del DI
“Un altro elemento si è dimostrato estremamente importante per questo pezzo teatrale – ha continuato il sovrintendente nonché regista – e si tratta della collaborazione tra Dramma Croato e Dramma Italiano. In precedenza ho lavorato con il DI soltanto in qualità di drammaturgo e ora posso affermare con cognizione di causa che si tratta dei migliori attori a livello nazionale. Credetemi, ho lavorato in moltissimi Teatri e ho conosciuto da vicino innumerevoli compagnie, ma quella fiumana ha un valore aggiunto che non può capire chi non l’ha conosciuta”, ha dichiarato Blažević.
L’ultimo intervento è stato quello dalla nuova direttrice di Fiume CEC 2020, Irena Kregar Šegota, la quale ha ricordato che “Esercitazione alla vita – seconda volta” fa parte dell’indirizzo programmatico L’era del potere, che parla, appunto, della storia di Fiume. Kregar Šegota ha condiviso con i presenti la sua esperienza personale, ovvero il grande impatto emotivo avuto dallo spettacolo originale dell’inizio degli anni Novanta. Le domande sollevate all’epoca erano: “Qual è la nostra identità? Da dove veniamo? Dove andiamo?” e Kregar Šegota ha concluso auspicando che gli stessi quesiti vengano riproposti anche adesso.

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