Il porto di Fiume va di fretta

Il binario Fiume-Zagabria sarà pronto entro il 2030. Foto Goran Žiković

Il porto di Fiume va di fretta. L’obiettivo è chiaro: fare dello scalo il proprio asset strategico di sviluppo. Date le grandi potenzialità e opportunità che si stanno delineando, si punta decisi a ricalibrare il concetto di competitività. Logistica, trasporti e infrastrutture sono tre elementi cardine nell’ottica dell’internazionalizzazione della città e dell’intera Regione litoraneo-montana. Sul porto quarnerino si stanno indirizzando investimenti ragguardevoli in chiave di una piattaforma logistica integrata fondamentale per essere competitivi sui mercati di riferimento, in questo caso quello dell’Europa centrale. Tenendo al contempo sempre viva la possibilità di estendere il proprio raggio d’azione a Oriente, cercando di ritagliarsi il proprio spazio anche all’interno della Nuova via della seta.
L’ennesimo passo in questa direzione è stato compiuto ieri con la firma di due importanti accordi. Il primo, del valore di 456,3 milioni di kune, riguarda la costruzione della statale DC403, che andrà a collegare il Molo Zagabria alla tangenziale fiumana, all’altezza di Scurigne. Il secondo prevede invece il dragaggio del fondale in Brajdica in modo da parificare la profondità lungo tutti i 428 metri del Molo Kostrena, il cui valore ammonta a 97,7 milioni di kune. Sommando le due opere, si arriva a 554 milioni di kune: in larga misura mezzi a fondo perduto stanziati attraverso i fondi europei. Alla cerimonia delle firme, tenutasi sul Molo Zagabria, hanno preso parte il ministro del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture Oleg Butković, il segretario di Stato presso lo stesso Ministero Tomislav Mihotić, il direttore dell’Agenzia centrale per il finanziamento dei progetti europei (SAFU) Tomislav Petric, i vertici delle Hrvatske ceste (HC) e dell’Autorità portuale di Fiume, le massime autorità cittadine, con a capo il sindaco Vojko Obersnel e, non ultimo, pure il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini.
Ora la ferrovia
“Attualmente a Fiume sono attivi progetti per 1,3 miliardi di kune, concentrati in particolare nell’infrastruttura stradale relativa al rinnovo, ricostruzione e modernizzazione delle strutture portuali – ha sottolineato il ministro Butković a margine delle firme –. Il futuro concessionario del Molo Zagabria? In corsa ci sono due consorzi. La decisione finale verrà presa a breve dall’Autorità portuale. Il passo successivo sarà la costruzione del binario Fiume-Zagabria che dovrà essere portato a termine entro il 2030”. La futura statale 403, ribattezzata la strada più costosa in Croazia, avrà una lunghezza complessiva di 2.977 metri. Le strutture più complesse da costruire saranno il tunnel Podmurvice (1.253 metri), nonché i viadotti Pioppi (316 metri) e Mlaka (144 metri). L’allacciamento verso via Zvonimir sarà invece lungo 380 metri. A eseguire l’opera sarà il consorzio di società costituito dalla GP Krk, dalla Kolektor CPG di Nova Gorica e dalla Euro-Asfalt di Sarajevo.
“Si tratta di un intervento estremamente complesso – ha confermato Josip Škorić, presidente del Consiglio d’amministrazione delle Hrvatske ceste –, ma nonostante ciò la sua durata sarà inferiore rispetto ad altri progetti che in passato avevamo realizzato a Fiume. I lavori prenderanno il via tra un mese e si concluderanno tra due anni e mezzo”.

Il console Davide Bradanini e la sua assistente Ileana Jančić in compagnia di Andrej Poropat. Foto Goran Žiković

Investimenti per 3,4 miliardi
Soddisfatto il direttore dell’Autorità portuale, Denis Vukorepa, il quale ha rivelato alcuni sorprendenti risultati registrati dal terminal di Brajdica. “Nei primi cinque mesi dell’anno c’è stato un incremento rispettivamente del 15 e del 42 p.c. del traffico container e del trasporto su rotaia, malgrado tutte le problematiche relative alla pandemia. Questo a testimonianza della legittimità dell’impressionante mole d’investimenti che stiamo portando avanti. Ricordo che tra la statale 403, gli investimenti che verranno effettuati dal futuro concessionario del Molo Zagabria, il polo intermodale di Brajdica, il progetto di rinnovo dell’infrastruttura del cosiddetto bacino fiumano, il dragaggio del fondale in Brajdica e via dicendo, arriviamo a una cifra di 3,4 miliardi di kune”.
Verso il milione di TEU?
Il sindaco Vojko Obersnel ha infine ricordato l’infinita “telenovela” relativa alla DC403. “Il suo disegno era presente già nel Piano urbanistico di 20 anni fa. Già allora la sua realizzazione rappresentava un fattore di rilancio, di un miglior posizionamento sui mercati internazionali e di una maggiore competitività del porto. Da allora si sono succeduti diversi ministri e io ancor’oggi conservo le loro lettere d’intenti e promesse in merito alla sua realizzazione. Ora potrò finalmente archiviarle”, ha detto.
Lo stesso Vukorepa si è detto convinto che nell’arco di due o tre anni dall’entrata in funzione del Molo Zagabria, la movimentazione dei container non avrà problemi a raggiungere, e superare, la magica soglia del milione di TEU. Da uno scalo di periferia, ora Fiume vuole trasformarsi nel leader dell’Alto Adriatico. O quanto meno procedere di pari passo con i suoi più diretti competitor Capodistria e Trieste. Le sfide sono tantissime. E tutte da vincere.

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