Damir Grubiša si racconta nel «Diario diplomatico»

Il volume dell’ex Ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma è in vendita da oggi nelle librerie d’Italia

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Damir Grubiša si racconta nel «Diario diplomatico»

È in vendita da oggi nelle librerie d’Italia il volume “Diario diplomatico. Un fiumano a Roma” di Damir Grubiša. Il libro dell’ex Ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma, pubblicato per i tipi di Oltre edizioni, è un compendio di testi usciti per un lungo periodo sul nostro quotidiano come rubrica fissa.

Una critica obiettiva
Figlio di madre italiana e padre croato, per le sue origini fiumane ha avuto la ventura di essere, al seguito della famiglia materna, esule giuliano-dalmata in Italia alla fine della Seconda guerra mondiale, per poi tornare a Fiume, dopo la dura esperienza del campo profughi e la liberazione del padre, condannato dal regime di Tito ai lavori forzati, dopo l’accertamento di alcuni fatti relativi alla fuga in Italia di un gruppo di dipendenti del Silurificio del quale erano dipendenti. Esperienze, queste, che gli hanno permesso di capire, più di altri, sulla propria pelle, le ragioni degli altri e gli hanno conferito la tendenza a una rara obiettività nella visione politica e culturale, non senza diritto di critica e di opinioni, che ben risaltano nel “Diario diplomatico” che ha il pregio di dire pane al pane e vino al vino, senza troppi giri di parole. “Non a caso – come ci spiega Damir Grubiša – avevo l’idea di scrivere e pubblicare le note che il lettore troverà in questo libro già durante l’incarico di Ambasciatore a Roma”. Si tratta di note che abbiamo il privilegio di leggere oggi nel “Diario diplomatico”.

Ricordi pubblicati sulla «Voce»
Soffermandosi sulla forma e sui contenuti del volume, l’autore ci spiega che si tratta da un diario diplomatico insolito. “Infatti – specifica Grubiša – ho cominciato a scriverlo quando il mio mandato di Ambasciatore della Repubblica di Croazia in Italia era già cessato. Non è un testo né cronologico né tematico (neanche molto serio, talvolta). Si tratta di frammenti di ricordi, impressioni, reminiscenze sparse, spigolature, pubblicate originariamente sulla ‘Voce del Popolo’, quotidiano della Comunità Nazionale Italiana, alla quale anch’io appartengo per linea materna. Inizialmente – continua l’autore –, avevo l’idea di scrivere e pubblicare queste note durante il mio incarico di Ambasciatore (2012-2017), ma ho ricevuto, a riguardo, l’esplicita proibizione dei miei superiori al Ministero degli Affari Esteri ed europei della Croazia. Ho tentato di spiegare ai miei capi che anche Stendhal, mentre era in missione a Roma scriveva dei saggi sull’Italia, la sua storia, le sue bellezze e sul modo di vivere degli italiani. Avrebbe potuto aiutare il mio lavoro se io avessi scritto delle cose italiane e sarebbe servito anche al pubblico croato per capire meglio e per apprezzare di più l’Italia, il Paese vicino e amico, uno dei Paesi cardini dell’unità europea. Ma non c’è stato verso: sebbene giovane, la diplomazia croata patisce, come gran parte del servizio diplomatico di molte nazioni, di una visione anacronistica della diplomazia e questo ho tentato di spiegarlo nei frammenti pubblicati nel volume”.

Parole di ringraziamento
La pubblicazione del libro è stata possibile per la fattiva collaborazione e disponibilità della nostra Casa editrice Edit e del nostro quotidiano. “Pertanto, ringrazio Errol Superina, direttore dell’Edit, che ho tradito promettendogli di scrivere e pubblicare questi miei frammenti durante il mio incarico, ma non ho potuto mantenere la promessa e lui mi ha spinto di pubblicare questo diario diplomatico di un fiumano a Roma post festum. I miei ringraziamenti vanno anche ai redattori capo della ‘Voce del popolo’, Roberto Palisca prima e Christiana Babić ora, con i quali ho collaborato in questi ultimi quattro anni, periodo in cui ho scritto e pubblicato questi tasselli di un mosaico autobiografico. E, naturalmente, i miei ringraziamenti vanno anche a Dario Saftich, che ha redatto i miei testi scritti in un italiano un po’ claudicante”, sono le parole di riconoscenza di Damir Grubiša a chi gli ha reso possibile la pubblicazione dei tasselli sul quotidiano della CNI.

Traduttore di Machiavelli e Morovich
Professore universitario con molte pubblicazioni alle spalle, studioso del Machiavelli, del quale ha tradotto in croato e commentato le opere scelte, con pregresse esperienze politiche (è stato, tra l’altro, dal 1986 al 1990 direttore del Centro di cultura e informazione dell’ex Jugoslavia a New York, capo gabinetto del Ministero degli Esteri sempre nell’ex Jugoslavia e altrettanto lo è stato presso il Ministero degli Esteri della Croazia), Damir Grubiša ha insegnato Scienze politiche negli Atenei di Fiume e Zagabria, concludendo la carriera universitaria come professore ordinario. Attualmente insegna, come professore aggiunto, all’American University di Roma. Inoltre, si occupa di traduzione. Ha curato le “Opere scelte” di Niccolò Machiavelli in croato (1985) e tradotto il suo “Principe”, ha scritto saggi sul pensiero politico del Rinascimento (su Tommaso More ed Erasmo di Rotterdam) e sulla politica italiana. Ha tradotto in lingua croata il volume “Storia di Fiume” di Giovanni Stelli, con il quale ha collaborato strettamente nell’ampliamento e arricchimento del materiale. Il libro, pubblicato con il titolo “Povijest Rijeke”, rafforza il dialogo e ribadisce l’importanza di un’interpretazione spassionata delle vicende storiche legate alla città di Fiume. Un altro libro tradotto in lingua croata da Damir Grubiša e legato al passato del capoluogo quarnerino, è “Un italiano di Fiume”, pubblicato da Enrico Morovich nel 1993. Il volume “Talijan iz Rijeke” è una commossa rievocazione della città d’origine di Morovich.

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