Serata speciale sulle note di Čajkovski e Borodin

Al TNC «Ivan de Zajc» prolungati e meritati applausi per l’Orchestra dell’Opera diretta da Dmitry Kryukov

Il concerto è stato diretto dal Maestro Dmitry Kryukov. Foto: Dražen Šokčević

È stato di buon auspicio per l’anno in cui Fiume porterà il titolo di Capitale europea della Cultura, il primo concerto sinfonico del 2020 tenutosi nel Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, che ha visto l’Orchestra dell’Opera, diretta dal Maestro Dmitry Kryukov e con in veste di solista il violoncellista tedesco Gustav Rivinius, cimentarsi con le musiche di Čajkovskij e Borodin. Le opere dei due grandi compositori russi trovano spesso spazio nei repertori classici internazionali e rientrano tra le musiche più popolari nella storia della musica mondiale.
La piacevolissima serata è stata inaugurata con l’Ouverture-fantasia “Romeo e Giulietta”, un brano che si evolve tra melodie di una bellezza unica e slanci drammatici e romantici nati nella florida immaginazione di Čajkovski. Il giovane e talentuoso Maestro Dmitry Kryukov ha guidato con grande maestria e fervore l’Orchestra dell’Opera, la quale ha offerto un’interpretazione ricca di sfumature dinamiche. Ogni sezione ha “cantato” con disinvoltura le melodie ora dolci, ora drammatiche, dell’Ouverture-fantasia, al contempo dimostrando grande affiatamento con l’intero ensemble nei crescendo e decrescendo. Il poema sinfonico Romeo e Giulietta venne eseguito per la prima volta il 16 marzo 1870 a Mosca, sotto la direzione del Maestro Nikolaj Rubinstein.

Gustav Rivinius. Foto: Dražen Šokčević

Violoncellista fuori dal comune
Hanno fatto seguito le Variazioni su un tema rococò op. 33, sempre di Čajkovski, nelle quali ha brillato il violoncellista Gustav Rivinius. Anche se ispirate a uno stile mozartiano e classicista, il tema delle variazioni non è un preesistente tema Rococò, ma è originale. Čajkovski scrisse questa composizione aiutato da Wilhelm Fitzenhagen, un violoncellista tedesco che insegnava al Conservatorio di Mosca, che poi lo suonò alla prima, il 30 novembre 1877, nuovamente sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein, proponendo una versione rivista da lui stesso.
Fin dalla prima nota è stato chiaro che Rivinius è un violoncellista fuori dal comune, in cui la brillante tecnica va a braccetto con una musicalità straordinaria. Rivinius ha esposto il tema della composizione producendo un suono vellutato e pastoso (come se le corde dello strumento fossero ricoperte di miele), eseguendo le brillanti variazioni con disinvoltura e un controllo ineccepibile dello strumento, dando l’impressione di un’incredibile facilità di esecuzione. L’Orchestra ha seguito con grande precisione il solista, offrendo un sostegno adeguato a suoi interventi. Il pubblico ha premiato con scroscianti applausi Gustav Rivinius, il quale ha quindi concesso il bis.
La seconda parte del concerto è stata riservata per la Sinfonia n. 2 in Si minore di Aleksandr Porfirevič Borodin, composta tra il 1869 e il 1876. È formata da quattro movimenti ed è considerata il più importante lavoro completato dal compositore stesso. La composizione ebbe la sua prima il 26 febbraio (10 marzo) 1877 sotto la direzione di Eduard Napravník a San Pietroburgo, ma non incontrò un grande successo. Fu, comunque, lodata da Franz Liszt, grande ammiratore e sostenitore di Borodin.
Stando al critico russo Vladimir Stasov, il primo movimento della Sinfonia, attraverso un tema solenne e uno lirico ispirato ai canti popolari, rappresenta dei guerrieri russi alla corte del principe Igor che si preparano per la guerra. Nel secondo movimento, più vivace e allegro, vengono dipinte le steppe russe, nel terzo è raccontata la storia d’amore tra il figlio di Igor e una ragazza tatara, mentre il finale del quarto movimento illustra la festa dei guerrieri e del popolo accompagnata dai suoni del gusli, un antico strumento a corda slavo.
L’Orchestra dell’Opera è stata interprete convincente di ogni segmento della Sinfonia, sia delle parti liriche che di quelle drammatiche e solenni, sotto il gesto dinamico del Maestro Kryukov e ha confermato per l’ennesima volta di essere un organico di valore eccezionale. Prolungati e meritati applausi.

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