Pola. Parcheggi: «Qui non si entra»

Una settimana dopo l’introduzione del nuovo regime siamo andati a vedere la situazione sul campo. Alcune aree di sosta, essendo destinate unicamente ai residenti nel nucleo storico, sono mezze vuote in mattinata. E intanto cresce il malcontento degli abitanti degli altri rioni cittadini

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Pola. Parcheggi: «Qui non si entra»
Mai visto niente di simile nel parcheggio in via dell’Abbazia benedettina. Foto: DARIA DEGHENGHI

Non sono privati (infatti sono pubblici), ma ormai è come se lo fossero. Al prezzo di 100 kune al mese (1.200 l’anno) i residenti del centro storico sono diventati fruitori esclusivi dei parcheggi “Holders only”. Ciò significa che le macchine con targhe straniere, ma anche quelle immatricolate a Pola dai residenti negli altri rioni urbani e suburbani, non hanno alcuna possibilità di posteggiare nelle zone riservate appunto ai titolari. Questi ultimi hanno peraltro il lusso della fruizione di due posti per un’unità abitativa, a patto però d’aver pagato il canone per entrambe. Esattamente una settimana dopo l’introduzione del nuovo regime di parcheggio in città spira un’aria di malcontento. Siamo andati a curiosare in alcuni punti nevralgici della rete stradale e ci siamo resi conto della portata del cambiamento. Ecco, tanto per cominciare, via Castropola non è più intasata dalle automobili. Se negli anni passati persino le aree verdi del Castello veneziano erano occupate abusivamente da automobili straniere, ora la strada circolare che sale la china del colle da via San Giovanni fino al vicolo Ercole per poi ridiscenderla in Clivo al Castello e in clivo Santo Stefano verso piazza Port’Aurea è letteralmente libera dalle macchine, sia in moto che in circolazione. Mai viste scene di questo genere nel nucleo storico. Le auto che ormai sono considerate “intruse” sono state allontanate nel giro di pochi giorni con la forza persuasiva delle multe e degli ammonimenti. Multe di 100 euro destinate ai turisti e ammonimenti riservati ai polesi degli altri rioni urbani e suburbani.

Le multe non bastano
Per quanto convincenti, le multe non sono bastate. Infatti in molti casi si ragiona soltanto davanti a un impedimento fisico. In via dell’Abbazia benedettina abbiamo trovato un addetto della “Pula Parking” che impedisce alle targhe straniere l’ingresso con l’autorità della sua propria presenza: tiene il braccio destro steso e così invita gli automobilisti a proseguire perché “qui non si entra”. La cosa funziona, ma tutto questo sforzo è assurdo. Se per fare la guardia ai parcheggi “privatizzati” con un decreto municipale ci vuole un esercito di guardie in paga, il provvedimento costa più di quanto rende. Ma l’addetto al parcheggio ci assicura: “Siamo qua solo in via provvisoria, in seguito ci sarà una barriera di controllo degli accessi automatica, e poi tutto filerà liscio”. Siamo d’accordo, ovviamente, ma non sarebbe dovuta venire prima la barriera e poi ili divieto di posteggio? Si fa per ragionare, non per seccare. Ma lasciamo correre. Vediamo piuttosto le ragioni del malcontento. Ne abbiamo individuato una mezza dozzina, e non ci sembrano poche. In primo luogo, i polesi non residenti stanno cominciando a brontolare. La maggior parte nota che i posti macchina sono stati privatizzati e restano liberi e inutilizzati per tutta la mattinata. Non è che per tutelare i proprietari degli immobili del centro è stato fatto un torto a tutti gli altri? E poi, due posti per appartamento (famiglia) non sarà un lusso visto che i posteggi sono comunque solo duecento?

Protestano un po’ tutti
Per assurdo, protestano anche alcuni residenti, gli attuali privilegiati. Ad alcuni di loro secca il prezzo raddoppiato (100 kune al mese) mentre prima si pagava 50 kune e inoltre dicono l’abbonamento doveva valere fino alla fine dell’anno. Ora è stato revocato e bisogna pagare due volte per i mesi da agosto a dicembre. Infatti si brontola. L’abbonamento pagato anticipatamente doveva restare valido fino alla scadenza dell’anno. Anche in questo c’è del vero, ma ora che il parcheggio lo trovano finalmente libero e quindi come se fosse privato, si potrebbe anche fare lo sforzo di tacere, visto che i vantaggi compensano abbondantemente gli inconvenienti. Tuttavia la direzione della “Pula Parking” ha risposto anche a queste obiezioni: i vecchi abbonamenti saranno sostituiti dai nuovi con un rimborso corrispondente al valore dei mesi “persi”. Basta recarsi nella sede della municipalizzata in via Re Salomone 4 e richiedere il documento nuovo. I “conti” saranno regolati alla cassa.

E i gestori piangono
Una terza obiezione arriva dai gestori dei locali commerciali della zona pedonale, o perlomeno da quei pochi che sono sopravvissuti alla concorrenza dei centri commerciali, ai lockdown dei due anni pandemici e allo svuotamento generale del centro storico che sta diventato appannaggio quasi esclusivo di proprietari stranieri. Il risultato di questa mescolanza di fattori ha mandato in fallimento decine di gestori, mentre altri sono migrati in periferia. Quelli che restano, e quelli che dovrebbero o vorrebbero lavorare tutto l’anno, ora si chiedono: “Se dal primo maggio al primo ottobre nessuno dei polesi potrà parcheggiare in centro oltre ai residenti nel nucleo storico, che cosa restiamo a fare qui noialtri? E poi verranno a dirci che non possiamo chiudere in inverno perché abbiamo l’obbligo di lavorare durante tutto l’anno”. Anche in questo caso, c’è del vero: le perplessità dei commercianti e dei ristoratori che non sono solo stagionali non sono poche, e dobbiamo convenire che le decisioni del municipio sembrano cozzare le une contro le altre, tanto che circolano già barzellette e freddure in a tema. Quella del nuovo “slogan” per la prossima edizione di “Vieni in città”, per esempio, ora vuole l’aggiunta “Col paracadute, possibilmente”.

I proprietari stranieri
Poi ci sono le obiezioni dei cittadini stranieri proprietari degli immobili nella famosa zona “Holders only”. Ebbene sono “holders” anche loro, solo che non hanno la cittadinanza croata, e quindi il nuovo Regolamento vieta loro di richiedere i due posti per macchina con canone agevolato. Ecco un’altra assurdità di questa manovra. Tutti i proprietari sono uguali, ma alcuni proprietari sono più uguali degli altri, direbbe Orwell. Quelli stranieri non sono altrettanto proprietari come i croati. C’è già un sacco di gente che protesta. Sloveni, tedeschi, spagnoli con permessi di residenza soltanto provvisori ma pur sempre padroni di appartamenti in città, non hanno il diritto al posteggio ed esigono spiegazioni. Non si sono accontentati di sentire le ragioni della “Pula Parking” ma sono andati a protestare in Città, per quella che ritengono essere una situazione discriminatoria nei loro confronti. La loro posizione è assurda. Sono “holders”, ma non hanno la carta d’identità croata che il Regolamento richiede. L’esito di questo contenzioso è difficile da prevedersi, ma anche senza essere legali è possibile fiutare un precedente di trattamento discriminatorio.

«Park&Ride», non ci siamo
Non bastasse, ci sono altre osservazioni di carattere generale che prendono di mira il sistema “Park&Ride”, che rischia di finire archiviato come fallimento colossale. Il parcheggio sterrato tra i vari centri commerciali sulla Tangeziale est è sempre clamorosamente vuoto. Nessuno tra i turisti sembra percepirne l’utilità, mentre si continua parcheggiare allegramente (e gratuitamente) nei parcheggi dell’ospedale, degli ipermercati, dei condomini, della stazione degli autobus e persino sulle aree verdi. Come si è già detto in altre occasioni prima d’ora, c’è qualcosa che stona in questo nuovo regime dei parcheggi, lo abbiamo già detto più di una volta. Forse è stato pensato male, forse è stato solo preparato male. Forse non sono riforme da farsi in agosto, con 300mila turisti in circolazione da un capo all’altro della penisola. Forse tra qualche mese ne sapremo di più e avremo le idee più chiare per cambiare nuovamente. Forse.

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