Pola. Casa dell’olio d’oliva. Il Museo deve traslocare

Deleterio l’effetto dell’epidemia che ha lavorato di scure sulle entrate

Non può contrarre il contagio, ma certamente ne soffre in maniera letale: la Casa dell’olio d’oliva istriano, il Museo intitolato all’oro verde, detentore di numerosi premi e tappa dell’Itinerario culturale del Consiglio d’Europa lascia gli spazi di via S. Teodoro.
Iniziativa imprenditoriale privata, la Casa provvedeva da sola al sostentamento, finanziando l’attività dai biglietti d’ingresso. L’epidemia da Covid-19 ha inciso pesantemente, tanto che dall’inizio dell’anno le entrate sono diminuite di oltre il 75 p.c. Le spese di gestione, inclusi l’affitto e gli stipendi superano le entrate, per cui bisogna trovare soluzioni adeguate, anche se dolorose. E quindi si è deciso di lasciare gli ambienti in uso. Già è difficile a dirsi, figuriamoci a farsi: bisogna pensare all’allestimento, alla sala degustazione, al punto vendita, al magazzino… Si inizierà smantellare il tutto dopo il 15 settembre e a partire dal 1.mo settembre fino al 15 appunto, sarà possibile visitare la Casa-Museo gratuitamente.
La Casa dell’olio d’oliva istriano è stata inaugurata il 9 maggio 2017, negli spazi che un tempo erano del maglificio Arena. Naturalmente, erano serviti consistenti e considerevoli interventi per adeguare gli spazi alle necessità. Ne sono scaturiti ambienti ricercati, di grande richiamo per turisti e residenti. Ricordiamo che la Casa dà impiego a sei persone. Oltre all’allestimento permanente, la Casa ha organizzato mostre ad hoc, laboratori altro. In tre anni ha aperto le porte a oltre 25mila turisti di oltre 50 Paesi e ha venduto 10mila litri d’olio d’oliva di produttori nostrani.
​Si volta pagina, per necessità e non per scelta. Ora si è alla ricerca di una soluzione per gli spazi.

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