La «Scenic Eclipse» salpa da Scoglio Olivi

Partenza per l’ultima nave costruita al cantiere di Pola / Dusko Marusic/PIXSELL

Addio alla “Scenic Eclipse”, addio al cantiere navale di Pola. Mai come in quest’occasione, la partenza di una nave costruita in città è stata per i polesi un avvenimento tanto triste. In centosessant’anni di storia della produzione navalmeccanica nel porto polese, accompagnare un bastimento alla sua prima navigazione era sempre stata un’occasione di gioia e di festa. Non è stato così per l’addio a “Scenic Eclipse”, il polar cruiser che ora viaggia in direzione di Malta, dopodiché cambierà rotta e si dirigerà a Reykjavik, affinché tra sei mesi possa salpare per la sua prima crociera con a bordo 240 passeggeri e 172 membri d’equipaggio. Naturalmente questa è una nave di lusso, una di quelle che le maestranze del cantiere hanno imparato a costruire con arte prima che su Scoglio Olivi si abbattesse la sfortuna dell’insolvenza e del fallimento. “Scenic Eclipse” ha a bordo la bellezza di dieci ristoranti di gran classe, un centro wellness e spa con palestra, yoga e pilates studio, due elicotteri, due sottomarini per immersioni turistiche di piccoli gruppi, un teatro per spettacoli di prosa, concerti e conferenze, piscine coperte ed esterne. Insomma, se il lusso dovrebbe mai avere un nome, “Senic Eclipse” potrebbe essere una delle scelte possibili. Non per niente gli ha fatto da madrina la famosa attrice statunitense Helen Mirren. “Una nave speciale merita una madrina speciale”, hanno detto in proposito i rappresentanti della società armatoriale che si è portata via la nave dopo aver finito di costruirsela da sé per subentrato arresto di produzione in seno al cantiere navale.
Ma se per l’armatore e l’equipaggio sabato è stato un giorno di festa, per Pola e i suoi abitanti è stato piuttosto un giorno di lutto. Con la “Scenic Eclipse”, costruita da collaboratori ingaggiati direttamente dalla società armatrice mentre gli operai del cantiere subivano le sofferenze di un estenuante sciopero ad oltranza, se ne va anche la speranza che Pola possa un giorno continuare a costruire navi come ha sempre fatto. Vero è che l’armatore australiano Glen Moroney non nasconde la propria soddisfazione per come è stato costruito il polar cruiser. Ed è vero anche che Moroney vorrebbe farne altri cinque identici a Pola, sulla falsariga dell’Eclipse, qualora ce ne fossero ancora le possibilità. Bisognerebbe vedere però a quale prezzo. Come si faceva un tempo, sottocosto, a spese dei contribuenti, non è un modello di produzione gradito al governo di Zagabria né alla Commissione europea.

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