Circonferenze, Meduse e Panni. Le opere d’arte colorano il centro polese

Vieni in città punta a coinvolgere i cittadini invitandoli a rendersi protagonisti della rivitalizzazione urbana

I “Panni” di Igor Gustini

Un minimo di scenografia per “Vieni in città”, la rassegna d’arte, spettacolo, gastronomia, artigianato e cultura non istituzionale pensata dall’amministrazione municipale per convincere i cittadini a ripopolare il centro storico passata la stagione turistica. Idee e proposte si moltiplicano, con risultati alterni, ma è presto per azzardare un giudizio complessivo. Ieri mattina, intanto, Eros Čakić dell’assessorato alla Cultura e Milan Marin dell’Associazione nazionale artisti figurativi hanno convocato la stampa per presentare una delle iniziative finalizzate a favorire il coinvolgimento degli artisti nella rassegna. Qualche settimana fa la Città di Pola ha bandito un concorso per la scelta di opere figurative plastiche (sculture, installazioni) da esibire nel centro storico nelle sei settimane della durata di “Vieni in città”. Il bando ha fruttato quindici proposte e la commissione presieduta da Milan Marin ne ha selezionate quattro per l’acquisto e la presentazione: “Viaggio” (Putovanje) di Roberta Weissman Nagy, “Circonferenze” (Krugovi) di Matea Zeman, “Meduse” di Katja Kliba e “Panni” (Rublje) di Igor Gustini. Ieri mattina, dunque, la presentazione dei lavori premiati “in situ”: per l’occasione è stata convocata una conferenza stampa itinerante, che per difficoltà di collocamento di una delle quattro sculture vincitrici (quella di Weissman Nagy) in piazza Port’Aurea, è trascorsa giocoforza in versione ridotta. L’idea dell’assessorato alla Cultura – ha spiegato Čakić – tende a valorizzare sia le arti figurative che l’ambiente urbano, ma mira soprattutto a creare un connubio tra architettura e arti visive capace di risvegliare un pubblico ultimamente assenteista.

Milan Marin spiega la scelta dei lavori

Una condizione, questa dell’assenteismo urbano, fortemente influenzata dalla presenza dei nuovi Centri commerciali nella periferia, pesantemente aggravata dalla pandemia. Se il centro si svuota è per ragioni economiche che l’arte difficilmente potrà contrastare, ma tentar non nuoce. Gli artisti hanno risposto all’appello. Le “Circonferenze” di Matea Zeman sono due coppie di sculture in plexiglass geometriche colorate, vivaci, appariscenti, le “Meduse” di Katja Kliba sono appunto… meduse di stoffa, molto attraenti, disposte in due serie di tre oggetti in continuo movimento per l’azione del vento. Curiosa, divertente e seria dietro l’apparenza da cartoons, l’installazione di Igor Gustini “Panni” che rievoca la tradizione di stendere i panni al sole tra un balcone e l’altro nelle località del Mediterraneo. “Anche le grandi città turistiche come Barcellona, Napoli e la stessa Venezia, appena ci giri l’angolo e ti trovi in un vicolo di quelli che secondo le guide non vale la pena di percorrere, sono pieni di panni stesi all’aria, come si faceva sempre dacché mondo è mondo”, ha detto Gustini, che col suo lavoro ha inteso riproporre in chiave umoristica la polemica dei panni-sì-panno-no che ogni tanto riesplode tra i seguaci del decoro urbano e quelli della tradizione.

Le “Meduse” di Katija Kliba sopra le teste dei passanti in via Sergia
Artisti e curatori in piazza Port’Aurea: Igor Gustini, Katja Kliba, Breza Žižović, Roberta Weissman Nagy, Milan Marin ed Eros Čakić

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