Rovigno. Al Museo visite gratuite e… «Navi affondate»

La città festeggia la sua Giornata

Il balcone decorato

Anche il Museo di Rovigno ha aderito alla celebrazione della Giornata della Città e della patrona Sant’Eufemia, con un “cambio d’abito” del noto balcone, che è stato ornato di una veste festosa e floreale, al fine di riportare in vita l’antica tradizione rovignese di decorare finestre e balconi in occasione del 16 settembre. L’ingresso al Museo è stato, inoltre, gratuito per tutti i visitatori, che oltre alle mostre già presenti, hanno potuto visitare nel corso dell’intera giornata, pure quella inaugurata nell’ambito dei festeggiamenti, ovvero l’ultima della serie di esposizioni “Navi affondate” dal motto “Lauda el mar e tente a la tiera!”.

 

Il ciclo di esposizioni ha avuto inizio ad aprile con l’inaugurazione della mostra “Zambrattia”, dedicata a una nave preistorica cucita del V secolo, seguita poi dalla mostra “Pirusi Grande”, incentrata su un naufragio romano presso uno scoglio vicino a Rovigno. Di qui si è passato all’esposizione “Naufragio Mijoka”, che ha svelato il segreto delle galee veneziane e dei pirati a inizio XVII secolo presso il mare di Morter, come pure alla mostra “Baron Gautsch”, che ha visto esposti oggetti del piroscafo del Lloyd austriaco, affondato nei pressi di Rovigno quale prima vittima del primo conflitto mondiale. Le mostre hanno fatto da testimone alle rotte marittime che collegavano Rovigno all’Adriatico, al Mediterraneo e agli altri mari, costituendo un ricordo dei quieti porti rovignesi, ma anche delle tempeste e dei naufragi avvenuti in periodi storici disparati, a partire dalla preistoria, attraverso il periodo veneziano, fino alla monarchia asburgica.

Nel corso della presentazione delle “Navi affondate”, che fanno da tramite e unificano le mostre precedenti, la direttrice del Museo della Città di Rovigno, Tajana Ujčić, si è soffermata sulla leggenda secondo la quale una tempesta avrebbe preceduto l’arrivo del sarcofago con il corpo di Sant’Eufemia sulle rive dell’allora isola di Rovigno. Pertanto, si può affermare che è stata proprio la tempesta ad aver permesso a Rovigno di ottenere, in aggiunta all’ex patrono San Giorgio, pure la sua attuale protettrice. In esclusiva per la mostra, grazie all’aiuto del Centro internazionale di archeologia subacquea di Zara, è stata inoltre realizzata una mappa di Rovigno con segnati, in maniera approssimativa, i siti archeologici subacquei. Va sottolineato pure che, grazie alle esposizioni, ai reperti e alle fonti storiche, è stato reso possibile il monitoraggio dei cambiamenti climatici.

La curatrice del museo Tamara Perković ha esposto le attività didattiche organizzate dal Museo nel quadro delle mostre “Navi affondate”, che finora hanno visto la partecipazione di ben 350 bambini di diverse età. Le esposizioni rimarranno visitabili fino alla fine di settembre.

L’intero progetto è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e dei Media della Croazia, della Città di Rovigno e dell’Ente per il turismo rovignese, e con il contributo del Museo archeologico dell’Istria, del Centro internazionale di archeologia subacquea di Zara, del Museo della Città di Sebenico e del Museo storico e marittimo dell’Istria.

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