Ricostruire i ponti tagliati dalla storia

Accompagnata da 75 studenti Virginia Raggi, sindaca di Roma, è stata ieri a Fiume. Ha visitato la SMSI e la CI dove ha incontrato gli esponenti della CNI. È stata ricevuta pure dal sindaco Vojko Obersnel

A spasso per la città... Furio Radin, Virginia Raggi, Davide Bradanini e una parte della delegazione in Corso. Foto: Goran Žiković

Virginia Raggi è tornata a Fiume. Nell’ambito dell’iniziativa “Il confine orientale italiano tra foibe ed esodo: una drammatica storia europea”, la sindaca di Roma è giunta in città, ultima tappa del “Viaggio del ricordo” nei luoghi simbolo di quelle tragiche vicende. Nei giorni precedenti, assieme a 75 studenti di ben 15 scuole medie superiori capitoline, nonché da alcuni rappresentanti della Giunta comunale, aveva fatto visita al Sacrario di Redipuglia, dove riposano le spoglie dei militari caduti durante la Grande Guerra, il Centro profughi di Padriciano, dove trovarono rifugio decine di migliaia di esuli italiani provenienti dai territori passati all’ex Jugoslavia, il Magazzino 18 a Trieste, in cui sono stipate tante masserizie a testimonianza dell’esodo, la Comunità degli Italiani di Capodistria e infine, nella giornata di ieri, il capoluogo quarnerino.

L’incursione in classe durante la visita alla SMSI

La prima tappa è stata la Scuola Media Superiore Italiana, dove ad accogliere gli ospiti è stato il preside Michele Scalembra. Presenti nell’Aula magna anche il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana, Furio Radin, il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, il presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin, la vicepresidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Donatella Schürzel, la presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Melita Sciucca e la capodipartimento regionale per l’istruzione Edita Stilin.
Nel suo intervento, la Raggi ha sottolineato come l’amministrazione romana promuove da qualche anno questo progetto con l’obiettivo di portare i ragazzi nei luoghi in cui si è consumato un dramma e di come sia responsabilità delle istituzioni trasmettere ai giovani la memoria, per non dimenticare le tragedie del confine orientale.
Riconciliazione
“Siamo qui per conoscere una parte delle nostre radici e per riscoprire una parte della storia italiana che è stata dimenticata e mal raccontata – ha ribadito la prima cittadina rivolgendosi agli studenti –. Una storia particolarmente delicata nella quale due Paesi devono riconciliarsi, anche se sappiamo che si tratta di un percorso molto lungo. Abbiamo iniziato a lavorare su due livelli diversi: uno relativo alla dimensione storica e l’altro della conoscenza delle CI di oggi, che sono il frutto del grande lavoro portato avanti non solo dai rimasti, ma pure dei nuovi arrivati, persone che non hanno nulla a che vedere con la storia di questi luoghi, ma che dimostrano come il processo d’integrazione sia rapido e fluido. Alcune scuole romane sono gemellate con questa che ci ospita e ciò permette di costruire ponti per evitare gli errori del passato, perché quando culture diverse si confrontano, la diversità non è più una barriera ma, anzi, diventa un qualcosa da esplorare e da studiare che ci arricchisce reciprocamente”.
Dal canto suo, il preside Scalembra ha letto un passaggio del romanzo “Il Cavallo di cartapesta” di Osvaldo Ramous, nel quale il poeta fiumano sottolinea proprio l’anima cosmopolita della città, in cui l’integrazione tra etnie diverse è sempre stata un punto fermo.
La ricchezza più grande

Il saluto tra i sindaci Virginia Raggi e Vojko Obersnel

Dopo l’ex Liceo, gli ospiti sono stati ricevuti a Palazzo municipale dal sindaco Vojko Obersnel, il quale ha rimarcato i buoni rapporti tra le due città, ricordando la visita nel 2009 dell’allora sindaco Gianni Alemanno. Obersnel si è soffermato anche sul turbolento passato della città, ribadendo come “ognuna delle tante culture che vi erano presenti ha lasciato tracce indelebili che oggi rappresentano la nostra ricchezza più grande. Per costruire un’Europa moderna e inclusiva è necessario rendere il giusto omaggio a tutte le vittime analizzando la storia nella sua totalità. Nel caso di Fiume ciò significa ricordare come nel dopoguerra gli italiani erano stati oggetto di una grande tragedia, ma è altrettanto vero che durante il periodo fascista la stessa sorte era toccata anche a tutti gli altri popoli non italiani”.
Istruzione: sfide, problemi, opportunità

Il caloroso incontro con Melita Sciucca, presidente della CI

A concludere il soggiorno della delegazione capitolina in città è stata la visita alla sede della CI. La presidente Melita Sciucca, oltre alle attività portate avanti dal sodalizio, si è soffermata sull’importanza della promozione e del mantenimento della lingua e della cultura italiane, della collaborazione con le altre CI e della visibilità a livello cittadino, ricordando a tal proposito il ripristino degli odonimi storici in Cittavecchia e l’annunciata collocazione della targa bilingue Rijeka-Fiume in alcuni punti d’ingresso in città.
Ampio spazio è stato infine riservato al settore dell’educazione dell’istruzione, alle sue sfide, problemi, ma anche alla possibilità, come sottolineato da Corinna Gerbaz Giuliano, a capo del Dipartimento di Italianistica presso la Facoltà di Filosofia, di completare oggi a Fiume l’intera formazione in lingua italiana, dall’asilo alla laurea magistrale.
Al termine dell’incontro la Raggi ha promesso di tornare anche il prossimo anno, dopodiché la delegazione è partita in direzione dell’aeroporto di Veglia per salire sull’aereo che li ha riportati a casa.
La visita a Capodistria
Pure Capodistria ha ospitato domenica per il secondo anno consecutivo un’ottantina di studenti accompagnati ancora una volta dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, oltre che dai professori degli istituti interessati. Oltre al saluto del Console generale d’Italia a Capodistria, Giuseppe D’Agosto e della sindaca Raggi, un benvenuto è stato tributato dal sindaco del Comune di Capodistria Aleš Bržan. Ha preso quindi la parola il deputato italiano al Parlamento della Slovenia, Felice Žiža, il quale ha voluto illustrare per sommi capi la posizione della Comunità Nazionale Italiana rimasta in Slovenia dopo l’esodo e soprattutto dopo la dissoluzione della Jugoslavia ribadendo nel contempo l’importanza di iniziative simili a questa che segue a poca distanza la Giornata del ricordo istituita proprio per mantenere viva la memoria di eventi traumatici come l’esodo e le foibe. A tale proposito l’onorevole Žiža ha ricordato che non sempre la storia viene condivisa. Ad esempio nel caso della relazione preparata dagli storici italiani e sloveni riguardante il periodo fra il 1880 ed il 1956, pubblicata nel 2000, è stata accolta e ratificata dalla Slovenia, ma mai dall’Italia. “Ciò significa – ha concluso Žiža –, che sarà necessario un supplemento di studio per tentare veramente di giungere a una condivisione che possa accontentare ambedue i Paesi in un’Europa sempre più unita ma che eviti le polemiche che ogni anno accompagnano la Giornata del ricordo e che investono soprattutto il confine orientale dell’Italia”.
Particolare interesse ha suscitato nei giovani romani pure l’esposizione dello storico Kristjan Knez, che ha illustrato brevemente la millenaria storia di Capodistria.

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