LNG a Castelmuschio (Omišalj): residui di calcestruzzo gettati in mare

Piloni invece di cassoni in calcestruzzo. Foto Boris Scitar/Vecernji list/PIXSELL

La sindaca di Omišalj (Castelmuschio), Mirela Ahmetović, ha diffuso ieri un breve video nel quale si vede chiaramente come vengano gettati direttamente in mare i residui di calcestruzzo del cantiere del terminal LNG a Castelmuschio. In una conferenza stampa la sindaca, affiancata dal presidente della Regione, Zlatko Komadina, ha precisato che in questa maniera l’esecutore dei lavori viola diverse leggi, tra le quali quella sulla gestione sostenibile dei rifiuti, le norme contenute nello Studio sull’impatto ambientale del terminal LNG, nonché le conclusioni del decreto ministeriale sull’approvazione dell’intervento in relazione alla tutela dell’ambiente, rilasciato dal ministro Tomislav Ćorić. In questi documenti viene detto tassativamente che tutti i rifiuti generati nel cantiere, tra cui anche i residui di calcestruzzo, devono venire immagazzinati, mentre lo smaltimento deve venire eseguito esclusivamente da aziende autorizzate.
La sindaca si chiede quanti rifiuti di questo tipo siano già finiti in mare e ha annunciato di voler ricorrere all’Ispettorato. Ha ricordato, inoltre, che lo smaltimento non autorizzato di rifiuti prevede una multa che va dalle 100mila alle 300mila kune e ha espresso preoccupazione per l’andamento dei lavori e la supervisione di questo progetto strategico. L’investitore del progetto è l’azienda LNG Croazia, mentre gli esecutori le aziende Pomgrad e GP Krk.
L’impianto galleggiante
Il progetto di costruzione del terminal galleggiante sta procedendo nonostante l’opinione contraria dell’Assemblea regionale e di tutte le amministrazioni locale dell’isola di Veglia, come pure dello Studio sull’impatto ambientale. I cassoni in calcestruzzo, che permetterebbero l’attracco delle navi e che erano contenuti nello Studio, non ci sono. Al loro posto vengono costruiti dei piloni, 200 circa. In questo modo l’azienda LNG Croazia, come pure gli ingegneri che sorvegliano i lavori, hanno ammesso che avrebbero dovuto accettare il terminal sulla terraferma e non quello galleggiante. “Non ci rimane altro che attendere la sentenza della Corte costituzionale sulla legittimità costituzionale della cosiddetta lex LNG. Se non ci saranno soluzioni sensate, chiederemo la tutela alla Corte europea per la tutela dei diritti umani. In questo momento chiedo al ministro Ćorić se l’atteggiamento assunto dall’esecutore del lavori, dagli organismi di sorveglianza e dall’azienda LNG Croazia, sia di suo interesse”, ha detto Mirela Ahmetović.
Zlatko Komadina ha spiegato il motivo per cui vengono costruiti i piloni invece dei cassoni in calcestruzzo previsti nel progetto. “I piloni vengono conficcati in profondità per un semplice motivo: ridurre il rischio che potrebbero comportare eventuali terremoti”, ha detto il presidente della Regione.
“Quando ci si comporta così con i cosiddetti rifiuti non pericolosi come il calcestruzzo, mi chiedo cosa possa succedere con i rifiuti tossici,” ha concluso Mirela Ahmetović. “Invece di spendere 100 milioni di euro per costruire qualcosa, è stata acquistata una nave e questo parla di per sé”, ha concluso Komadina.

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