Giornata della Statalità. «Liberarsi dagli spettri del passato»

L’intervento di Vojko Obersnel nella Sala dei marmi di Palazzo del governo. Foto: Ivor Hreljanović

In occasione della Giornata dello Stato, in ricordo del primo Sabor multipartitico eletto democra-ticamente il 30 maggio 1990, nel Salone dei marmi di Palazzo del governo a Fiume, si è tenuta oggi l’Assemblea solenne in onore di una delle più importanti festività della storia della Repubblica di Croazia e in ricordo di tutti i combattenti ca-duti durante la Guerra patriottica, ai quali è stato dedicato un minuto di silenzio.Alla cerimonia hanno presenziato il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, il presidente della Regione litora-neo-montana, Zlatko Komadina, la rettrice dell’Università di Fiume, Snježana Prijić Samaržija, il vice-questore Hari Brnad, l’arcivescovo, monsignor Ivan Devčić e l’arci-vescovo coaudiutore, monsignor Mate Uzinić dell’Arcidiocesi di Fiume e i rappresentanti delle varie associazioni dei volontari e dei ve-terani della Guerra patriottica. Nel rispetto delle norme antipandemi-che, l’evento si è svolto in presenza di un numero esiguo di ospiti. Nel suo intervento, il sindaco Vojko Obersnel ha detto che “viviamo in un Paese bellissimo, che ha dovuto combattere duramente per la sua indipendenza”. “Fiume e la Regione hanno risposto subito al richiamo per la difesa dell’indipendenza. Ne sono testimoni i circa 230 com-battenti, nostri concittadini, caduti nella Guerra patriottica i cui nomi sono scolpiti sulla lapide del monu-mento a loro dedicato in Delta e di cui siamo estremamente fieri. Tutto ciò viene, purtroppo, messo spesso in dubbio da singoli con fini nazio-nalisti. Fiume e il suo circondario sono sempre stati dalla parte della libertà, dell’indipendenza, dell’u-guaglianza, valori scolpiti nelle basi dell’antifascismo che tanti vogliono negare, ma che hanno scritto la sto-ria non soltanto della Croazia, bensì di tutta l’Europa. La nostra città – ha proseguito il primo cittadino – ha dimostrato di essere patriottica, ma allo stesso tempo tollerante, aperta, indipendente, multiculturale, mul-tietnica, libera dagli ‘spettri del passato’. Non a caso ha onorato, come prima città croata, il titolo di Capitale europea della Cultura. Teniamo molto al nostro glorioso passato, al nostro patrimonio cultu-rale, storico, intellettuale, artistico. Non permetteremo a nessuno d’in-fangare la nostra identità e nei miei ultimi giorni da sindaco, desidero che essa sia un’eredità per tutti”.Il valore dell’indipendenza“Il valore di un popolo è saper vivere indipendenti nella propria patria – ha detto Zlatko Komadina nel suo intervento –. Celebrando questa so-lennità dobbiamo ricordare che la nostra nazione è nata dalla volontà del suo popolo e di tutti coloro che sentivano di farne parte. Il passato è stato difficile e irto di ostacoli: c’è stata dapprima la formazione di uno Stato indipendente con tutte le sue specificità, è seguita la guerra volta al raggiungimento dell’indi-pendenza a cui si aspirava da secoli per lasciare quindi spazio a decenni di difficile risalita e alla lotta per il riconoscimento e l’accettazione da parte della comunità europea e mondiale. Ogni Paese va difeso con amore, ma sono i fatti a farlo grande. Oggi la Croazia e il suo popolo hanno raggiunto una delle mete più importanti, fare parte della famiglia europea come mem-bro paritario, ma la strada è ancora tutta in salita. Abbiamo un obbligo verso le giovani generazioni ed è quello di lasciare loro un Paese eco-nomicamente stabile e questo sarà il nostro prossimo traguardo.Il percorso si presenta duro, ma fattibile. Tutti noi siamo rimasti im-prigionati in una pandemia che ha limitato, ancora una volta, la nostra libertà. Grazie al personale medico e sanitario – che definirei il nuovo esercito –, che ha lottato e sta lot-tando per ogni singola vita, stiamo lentamente uscendo da una situa-zione molto difficile e incerta”, ha concluso.Al termine della cerimonia, una pa-rentesi musicale è stata offerta dagli alunni della scuola media di musica “Ivan Matetić Ronjgov” e della SE “Nikola Tesla”.

Pola. Fiori per celebrarela Giornata dello Stato
In occasione della Giornata dello Stato, i vertici della Regione istriana, della Città di Pola, della Questura e delle diverse associazioni dei volontari e dei veterani della Guerra patriottica si sono radunati ieri nel parco polese dedicato all’imperatore d’Austria e re d’Ungheria e di Boemia, Francesco Giuseppe I, dove hanno posato alcune corone di fiori ai piedi del Monumento ai militari caduti nella Guerra patriottica. Corone di fiori sono state posate anche ai piedi della croce centrale del Cimitero di Pola in ricordo di tutte le vittime della Guerra patriottica. Presente anche Ivica Lerotić, presidente della HVIDRA, che ha augurato a tutti la Giornata dello Stato, ma anche quella delle Forze armate e della Fanteria. Lerotić ha ringraziato poi tutti coloro che hanno contribuito a rendere la Croazia un Paese libero e indipen-dente, invitando quindi i presenti a osservare un minuto di silenzio in ri-cordo di tutte le vittime e dei militari caduti o scomparsi.

Albona. Ricordare i fatti storici
In occasione della Giornata dello Stato, che ricorre il 30 maggio, ieri presso il cimitero cittadino albo-nese, si è tenuta una cerimonia di commemorazione durante la quale ai piedi della Croce centrale sono stati deposti dei fiori e accese le candele in onore di tutti coloro che persero la vita combattendo per la libertà del Paese, ai quali è stato dedicato pure un minuto di raccoglimento.“Non bisogna dimenticare gli im-portanti fatti storici, che vanno tramandati alle giovani generazioni”, ha detto nell’occasione il sindaco Valter Glavičić, il quale ha presen-ziato all’incontro affiancato dalla sua vice Federika Mohorović Čekada. Presenti pure i sindaci dei Comuni dell’Albonese, i consiglieri cittadini di Albona, i rappresentanti delle asso-ciazioni dei difensori croati, i membri dell’Associazione “Josip Broz Tito”, quelli dell’Associazione dei combat-tenti antifascisti di Albona e della Regione istriana, gli esponenti del Commissariato di Polizia di Albona, i rappresentanti dell’Unità pubblica dei Vigili del fuoco, del Comando della Protezione civile e dell’Ufficio parroc-chiale di Albona.A rivolgersi ai presenti è stato pure Darko Martinović, colonnello in pen-sione, dopodiché il parroco Mirko Vukšić ha invitato i partecipanti a unirsi a una preghiera dedicata ai caduti. Il Maestro Franko Ružić si è occupato della parte musicale della cerimonia.

I partecipanti alla cerimonia

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