Fiume. Pantegane: sotto i tombini vive un mondo parallelo

Quasi 3,2 milioni di kune all'anno per fronteggiare ratti, scarafaggi e zanzare a FIume. Azioni di disinfestazione aggiuntive sulle spiagge

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Fiume. Pantegane: sotto i tombini vive un mondo parallelo
Spesso è l’uomo stesso, col suo comportamento, a creare le condizioni ideali per la presenza delle pantegane. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Quando calano le tenebre due mondi s’incontrano e non sono dei bei momenti. Ce n’è uno parallelo sistemato, generalmente, sotto di noi: quello dei topi o ratti che proliferano nelle fogne. La loro capacità riproduttiva è proporzionale alla scarsa attenzione da parte di quella che si considera la specie animale più evoluta sul pianeta. I sacchi di immondizia che tracimano dai cassonetti sono la risorsa principale che la specie umana mette a disposizione dei suoi… parenti, nemmeno così lontani. Infatti, l’uomo e il ratto hanno in comune il 97,5 per cento del Dna.

Nelle città in cui c’è una percentuale maggiore di rifiuti raccolti in modo differenziato, si riduce sensibilmente anche la presenza di roditori. Ci aspettiamo pertanto anche a Fiume, con la distribuzione dei contenitori domestici per la raccolta differenziata, processo avviato dalla municipalizzata “Čistoća” lo scorso anno, meno incontri notturni di questo tipo. Non c’è soltanto la componente estetica, il ribrezzo atavico che proviamo, bensì quello sanitario in quanto i roditori che abitano le fogne possono trasmettere una trentina di malattie. Ecco qualche numero sulla “pantegana” in generale. Vive da uno a tre anni, è in grado di accoppiarsi dopo cinque settimane e produrre la prima generazione nei successivi 21 giorni. Una coppia, in un periodo di nove anni, può lasciarsi alle spalle una colonia di 2,2 milioni di discendenti. Lungo il loro percorso evolutivo hanno acquisito resistenza a vari tipi di veleno, ma anche la capacità di “annusare” il pericolo. Dotati di una vista modesta, hanno sviluppato l’udito e soprattutto l’olfatto. Si stima che nelle grandi città ce ne siano due-tre per abitante.
Come affrontiamo il fenomeno a Fiume, città che negli ultimi anni sta scoprendo la propria vocazione turistica, mai come ora viva nelle ore notturne? Quando chiudono i locali della movida gli incontri con i roditori si fanno più frequenti, e non per l’effetto dell’alcol. Come viene affrontato il fenomeno nel capoluogo quarnerino? Abbiamo ricevuto una risposta da parte dell’Ufficio stampa della municipalità, che ha raccolto le informazioni che abbiamo chiesto, con la disponibilità a eventuali domande aggiuntive.

L’immondizia attorno ai cassonetti è un vero invito al banchetto.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Programma preciso
C’è un programma, stabilito dall’Istituto regionale di salute pubblica, attuato dalla Città che ne affida la realizzazione all’azienda “Dezinsekcija”. Il programma precede la disinfezione, disinfestazione e deratizzazione, operazioni che si ripetono a cicli regolari e con interventi mirati quando ce ne fosse bisogno. Si predispongono delle misure per combattere i microrganismi e insetti nocivi, in primo luogo scarafaggi e zanzare. Il Piano 2022 stabilito dal sindaco, costerà 3.180.000 kune. La Città ha l’obbligo di mettere in atto le tre “D” (disinfezione, disinfestazione e deratizzazione”) nei locali di cui è proprietaria, nei cimiteri, sulle spiagge pubbliche e impianti balneari e nelle aree pubbliche cittadine.
Formalmente non è obbligata a farlo, ma la municipalità si fa carico anche delle spese per attuare il programma “DDD” negli spazi comuni dei condominii, anche se si tratta di strutture private, come pure nei cortili o sulle superfici esterne. Quando si tratta di proprietà privata, ci dovrebbero pensare i proprietari, attraverso l’amministratore condominiale, a predisporre dei mezzi per questa problematica. Trattandosi di una questione di salute pubblica, la Città continuerà a occuparsene anche in futuro.
Le azioni di disinfestazione dai ratti e scarafaggi vengono attuate in primavera e autunno, pertendo dal centro, per procedere verso le periferie. I cittadini ne vengono informati con due giorni d’anticipo per mettere al riparo cani e gatti dai rischio di avvelenarsi. Nei mesi estivi queste attività vengono estese alle spiagge e alle aree in cui vengono organizzate delle manifestazioni. Azioni aggiuntive sono previste in caso di presenza frequente di roditori in determinate aree. I loro spostamenti sono la conseguenza dei nostri comportamenti e di ciò che mettiamo a loro disposizione. Le guardie comunali possono fare ben poco se il sacco dell’immondizia lo lasciamo in strada o se gli avanzi del panino li lasciamo in spiaggia.
Al momento l’uomo, con i propri mezzi tecnici, è l’unico nemico dei ratti, che da tempo non ne hanno di naturali. Una volta erano i gatti, domestici e randagi. I primi sono quasi sempre sterilizzati e sottoposti a un regime alimentare che non ne fa esaltare le doti di cacciatori, mentre di randagi ce ne sono sempre meno, ma anche questi nutriti in modo discutibile, da noi umani, lasciando del cibo in strada e nutrendo a nostra volta anche i ratti. Anche il contesto sociale, la situazione di disagio, di povertà, dà una mano ai topi. I cacciatori di vuoti a perdere, una categoria che sicuramente non invidiamo, lasciano talvolta dietro di sé cassonetti rovesciati e banchetti a portata di ratto.

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