Fiume. Chiusura, i ristoratori s’adeguano

Allo scattare delle nuove misure, la categoria non si è data per vinta e ha messo a disposizione il servizio «coffee to go»

Tavolini ammucchiati in attesa della riapertura

Non un vero e proprio lockdown, bensì una mini chiusura, quella a cui stiamo assistendo in questi giorni, dopo la delibera del governo di chiudere bar e ristoranti per almeno un mese onde migliorare il quadro epidemiologico del Paese. La categoria più colpita, quella dei ristoratori, si è vista così costretta a stringere ancora una volta la cinghia (dopo il lockdown della scorsa primavera) e a tentare di rimanere a…galla. In molti sono corsi ai ripari mettendo a disposizione dei cittadini il servizio “coffee to go”, che ora come ora risulta essere l’unica alternativa al consumo in terrazza o in bar di una delle bevande preferite dai fiumani. Il Corso, pertanto, nelle ore di punta non è così deserto come ci si aspettava sarebbe stato allo scattare delle nuove disposizioni della Task force nazionale. Quel che è diverso sono i bar chiusi, le sedie in terrazza ammucchiate in attesa di tempi migliori, e lunghe code dinanzi ad alcuni locali in attesa di vedersi servito il caffè (o altra bevanda calda). Intensificata nel centro cittadino anche la presenza di vigili urbani, il cui compito è vigilare sull’osservanza delle misure anti-Covid e comminare multe in caso di inadempienza.

Un caffè preso al… volo
Un po’ di ristoro prima di proseguire
Vigili urbani in Corso

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