Slovenia. Confini più permeabili

Il ministro degli Interni ha recepito la richiesta del deputato al seggio specifico, Felice Žiža per il ritiro degli agenti ai valichi con l’Italia

Il confine tra Italia e Slovenia nei pressi di Cosina (Kozina)

Il governo sloveno esaminerà nel corso della prossima seduta la possibilità di tradurre in pratica delle nuove agevolazioni per il passaggio della frontiera, che andrebbero certamente a favore dei residenti a ridosso del confine. Il ministro degli Interni, Aleš Hojs, recependo una richiesta formulata nei giorni scorsi dal deputato di nazionalità italiana al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža, proporrà il ritiro dei poliziotti sloveni in servizio permanente ai valichi italo-sloveni. La situazione epidemiologica in Italia consentirebbe di abolire i controlli di tutti (o quasi) gli automobilisti in transito, snellendo il traffico e ripristinando il regime di Schengen alle frontiere interne europee, salvo ulteriori impennate dei contagi. Ciò ovviamente non significa che le forze dell’ordine non eseguiranno controlli nell’interno del Paese, verificando che chi ha varcato il confine abbia i requisiti richiesti dai provvedimenti governativi in vigore. Sempre nel corso della prossima riunione, l’esecutivo valuterà pure la possibilità di consentire il libero passaggio agli atleti residenti in Slovenia che svolgono attività agonistica in Italia, tra i quali anche molti connazionali, come segnalato sempre dal deputato al seggio specifico Felice Žiža, che recentemente in una missiva si era soffermato ancora sul problema delle scuole di musica, chiuse da settimane. L’esecutivo ha già reagito, consentendo agli istituti di organizzare lezioni individuali per gli allievi. Sono state già accolte anche le istanze presentate dal deputato italiano, basate sempre sulle segnalazioni dei connazionali, al ministro Hojs per abolire i tamponi obbligatori a chi si reca in Croazia per motivi di salute, di assistenza dei propri famigliari, agli studenti iscritti oltre confine e ai docenti che lavorano in Slovenia, fermo restando che devono far rientro nei loro luoghi di residenza entro 12 ore.

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