Protesta soltanto virtuale per il Primo Maggio

La Croazia deve esportare di più e importare soltanto lo stretto necessario. È stato questo il messaggio di fondo lanciato nel corso della protesta virtuale organizzata dalla Confederazione dei Sindacati autonomi della Croazia (SSSH), in occasione della Festa internazionale del lavoro. L’appuntamento, svoltosi sulla piattaforma Zoom, è stato organizzato a causa delle misure antiepidemiche che hanno impedito lo svolgimento dei tradizionali raduni di massa del Primo Maggio. La videoconferenza si è svolta all’insegna dello slogan “Grazie ai lavoratori, ma prima i diritti”. “Questa crisi ha portato alla luce tutti gli aspetti negativi del capitalismo neoliberista, per il quale l’attuale recessione costituisce un’opportunità per speculare e aumentare i guadagni, calpestando e riducendo i diritti dei lavoratori”, ha dichiarato il presidente dell’SSSH, Mladen Novosel.
Il leader sindacale ha puntato il dito contro l’Associazione croata dei datori di lavoro (HUP), alla quale ha rinfacciato di aver covato, in combutta con il governo, un piano anticrisi i cui obiettivi di fondo consisterebbero nel distribuire agli imprenditori decine di miliardi di kune e nel varare una nuova Legge sul lavoro su misura delle imprese. Nel corso della protesta virtuale del Primo Maggio i sindacalisti sono tornati a chiedere che lo stipendio minimo sia fissato per legge a 4.000 kune al mese, che vi sia una tassazione progressiva dei redditi e che il sistema pensionistico premi l’anzianità di servizio. L’elenco delle richieste sindacali (in tutto 12) è stato inoltrato al Sabor, ai Banski dvori, all’HUP e alla Camera croata di Economia (HGK).

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