Prestiti in franchi svizzeri: la Corte costituzionale respinge le banche

Foto Dusko Jaramaz/PIXSELL

All’indomani dello storico accordo tra gli istituti di credito e le banche sull’annoso nodo della conversione in euro dei mutui in franchi svizzeri, per le banche arriva una doccia fredda. Oggi la Corte costituzionale ha infatti rigettato la causa intentata da sette banche croate e ha confermato la nullità della clausola valutaria e del tasso d’interesse variabile in franchi svizzeri. La Corte in una nota ha ribadito di aver respinto e archiviato le denunce costituzionali sporte da sette banche croate contro le sentenze della Corte suprema e dell’Alta Corte commerciale nell’ambito del procedimento collettivo avviato dalla associazione “Potrošač” a causa delle “ingiuste clausole contrattuali” relative al franco svizzero. La causa collettiva nel caso dei mutui in franchi svizzeri era stata avviata nel 2012 e, prima della decisione della Corte costituzionale, era passata attraverso tutta una serie di istante giudiziarie.

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