In riva a Parenzo riemerge la storia

I lavori di rinnovo hanno riportato alla luce nuove tracce del passato della penisola istriana

I rinvenimenti archeologici a Parenzo

Parenzo è una città ricca di storia e di testimonianze. Ovunque si scavi, c’è il rischio che qualcosa di nuovo affiora all’orizzonte. Nelle settimane scorse avevamo trattato l’argomento in merito a un sondaggio realizzato di fronte alla “Kompas”. E in questi giorni nuove testimonianze sono venute alla luce di fronte al caffè bar “Saint Sinner”. Il tutto si deve ai lavori di rinnovo della riva parentina, in cui gli archeologi del Museo del territorio parentino sono stati chiamati a sovrintendere a eventuali rinvenimenti.

Il nuovo sito venuto alla luce

A due metri sotto il livello medio marino e a quattro sotto la superficie calpestabile, è emersa una struttura quadrata, munita di consolidamenti vari. Stando all’archeologa Klaudija Bartolić Sirotić, che con Gaetano Benčić e Davor Munda sovrintende ai lavori, potrebbe trattarsi di parte del sistema difensivo locale, vista la sua vicinanza alla torre rotonda innalzata nel 1474. Occorrerà confermare la cosa con indagini successive, utili pure alla comprensione estensiva di questo sistema. Nella parte inferiore del sito, sono stati scoperti dei blocchi per i quali si suppone siano d’origine romana, riutilizzati ai fini del consolidamento strutturale dell’esistente torre. Sul fondale estremo è stato notato un blocco probabilmente originato in sito, per il quale si suppone sia pure di lavorazione romana. Sono state rinvenute pure delle lucerne e anfore risalenti all’età antica. Allo stato attuale, non ci si può esprimere a fondo con certezza. Il materiale depositato fa pensare a un periodo di sviluppo che va dal I secolo alla tarda antichità (VI secolo). Se si tratta d’una struttura romana aggiornata nel medioevo, lo si potrà confermare soltanto dopo il sondaggio che interesserà la facciata orientale delle mura civiche.
Al termine dei lavori il sito verrà tutelato di comune accordo con la municipalità e la Sovrintendenza ai beni culturali di Pola e presentato al pubblico.

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